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La Festa di Aprile 

  

La devozione alla Madonna della Salvazione ancora oggi è profondamente radicata nel cuore dei fedeli. Tradizione religiosa , figlia di una  fede che arriva  lontana cinque  secoli ma capace di unire ancora il passato con il presente.   

 

 Le  riflessioni che seguono sono legate a questa venerazione mariana e nascono, come si dirà, per un progetto che si propone  di offrire momenti di comunità ai concittadini residenti in Italia e nei Paesi europei.Attenzione  e ascolto per le  generazioni che risiedono nelle Americhe o in Australia chemantengono sempre  vive le radici . . Un ponte culturale e affettivo che unisce generazioni nate a migliaia di chilometri di distanza dall'Italia.

Radici ancora vive  per i racconti dei loro  padri che, lasciando il paese, tra le poche cose da appiccicare addosso assieme a qualche fotografia , non avranno dimenticato la “ Figurina della Salvazione” e di San Sebastiano . Le seconde e terze generazioni oggi tornano sulle tracce lasciate loro dai genitori , si documentano su questo portale e a volte chiedono…. chiedono dei parenti, sul cognome , della casa , la strada, la proprietà. In qualche circostanza anche del Cimitero.

L’introduzione vuole cogliere, pertanto l’essenza di un progetto di comunità che mira ad unire idealmente i cittadini di Jacurso sparsi nel mondo quasi  a colmare la distanza geografica e mantenere vive le radici culturali e religiose. Come il culto della Madonna della Salvazione e di San Sebastiano. Sentimenti  per riscoprire il patrimonio immateriale , le usanze locali e le complesse radici devozionali della comunità di Jacurso che hanno lasciato senza aver dimenticato le origini.

 

La Festa di Aprile

Il paese di cui si scrive  è ancora integrato nella realtà del dopoguerra e degli ultimi anni  cinquanta - primi dei sessanta quando la struttura sociale e le tradizioni ( matrimoni compresi ) sono perfettamente sincronizzate con le necessità economiche delle famiglie e le esigenze della “campagna “, intesa come campi da coltivare , origine e  fonte di sopravvivenza .

Condizioni per  cui , feste e matrimoni,  si celebravano quando la natura riposava e all’opposto si lavorava duramente quando la natura produceva.                                                                                              Da Sole a Sole . Si partiva  prima dell'alba per rientrare  spesso dopo il tramonto, utilizzando attrezzi manuali per lavori come l'aratura, la semina e la raccolta. E nel ciclo dall’alba al tramonto ci stava dentro il coinvolgimento di tutta la famiglia: Anche i bambini erano abituati  ad essere partecipativi e fin da piccoli a collaborare, sia nelle faccende domestiche che nei lavori dei campi.

Fu questa la Civiltà Contadina  anche da noi quando , a sera, dopo il lavoro manuale  si avvertiva   la necessità del riposo notturno e non della “ movida “ ( un brutto termine  )  che , come si potrà accertare , è un prestito linguistico dallo spagnolo entrato nell'uso italiano dagli anni '90 in avanti. Inizialmente per descrivere la vivacità culturale e poi passato a indicare la vita notturna intensa , spesso caotica ,il più delle volte apprensiva per i genitori che aspettano   l’alba ... per porre fine all’angoscia .

Da noi  “ non era Movida “ ma in termine dialettale  era “ Azzijiare “ o meglio ancora “ Sbarijare “ che stava a rappresentare il senso aperto di libertà e indicare una festa scatenata o una baldoria esagerata. In fondo la movida arrivava alla fine del regime di Franco che avrebbe consentito alla gioventù repressa finalmente di “ Azzijiare “  “ Sbarijare la testa “   “distrarre la mente senza limiti “ . Giustamente..  Da noi, anni cinquanta sessanta , era più lavoro e ritmi naturali basato sulla convivialità semplice, come le feste in casa. Oggi, l'evoluzione tecnologica e l'iper-connessione hanno ribaltato la quotidianità. Il divertimento non è più un'occasione rara da condividere in cerchie ristrette, ma è diventato un'industria del consumo h24, spesso caratterizzata da eccessi e da quella ricerca di "sballo" che genera inevitabilmente un senso di smarrimento e nostalgia per l'autenticità di un tempo.

  

 

Al cospetto  e all'essenza della Civiltà Contadina , che fu  da noi un modello di vita basato sulla necessità, sulla condivisione e su ritmi naturali che hanno caratterizzato la storia italiana fino a pochi decenni fa, la sera , dunque ,  significava riposo, non veglia. La luce artificiale (prima il focolare, poi lampade a petrolio) era costosa e limitata, rendendo la veglia prolungata, un lusso o una necessità rara . Il divertimento legato alle festività, ai raccolti o alle ricorrenze religiose, molto diverso dallo svago continuo cui siamo oggi  abituati . Quella società, pur nella sua durezza, ha trasmesso valori di rispetto per la terra, parsimonia e forte solidarietà familiare e sociale .Che oggi difetta paurosamente.

A Jacurso, dove come già si scriveva , si campava  di agricoltura e artigianato , le feste patronali offrivano dunque una rara occasione di sosta e socializzazione comunitaria . Anche per tale motivo nel calendario della Parrocchia erano  disposte tra i mesi di Gennaio e Aprile.

Oggi quella consuetudine, passata ai ricordi, non fa più memoria e interesse alle ultime generazioni , disattenti all’abbandono delle campagne che , iniziato nel secondo dopoguerra e proseguito con l'industrializzazione, ha portato una profonda discontinuità nel trasferimento dei saperi appartenuti a quella realtà  di fatica .

 È innegabile , poi , che la disaffezione per il lavoro agricolo tradizionale, percepito come faticoso e poco redditizio, nel nostro territorio abbia portato alla chiusura di tantissime attività agricole a conduzione familiare preferendo a queste il  lavoro  industriale .Tanto ha spopolato le nostre popolose contrade , della zona montana in particolare , favorita dall’emigrazione  per un lavoro alle dipendenze  però mensilmente remunerato .

Oggi è’ arrivato  appariscente  l'aumento di terreni incolti , la perdita di biodiversità rurale e l’ormai inarrestabile  calo demografico. Che la ragione di città compensava e resiste tuttora con altri ritmi di vita forse più soddisfacenti ma a costi esuberanti sotto molteplici aspetti. Paesi come Jacurso ed altri meglio attrezzati, subiscono lo stesso spopolamento per le stesse cause, concause, errori della politica meridionale  e di quella  nazionale .

Senza attenti progetti mirati ai territori meridionali sarà molto complicato ripensare un ripopolamento fatto di lavoro e sviluppo programmato. Sarebbe necessario tornare ai territori indipendenti del Regno per  gestire la sopravvivenza attraverso amministrazione ,programmazione e risorse proprie lontane da quella che è stata prima una ruberia e poi una mala unità.

No , l’economia locale non può essere rigenerata solo dai nuovi arrivi d’oltremare  ne tantomeno dalla presenza di profughi. Sarebbe come obbligarli ad una nuova prigionia. Basterà poco tempo e inizieranno a compiere quello che già abbiamo realizzato  i residenti. I supermercati preferiti ai negozi locali ed un  lavoro parzializzato con poca economia locale . Dopo la divagazione siamo rientrati tra le mura settecentesche della Chiesa parrocchiale dove, conclusa la funzione religiosa serale , il mitico irripetibile Pasquale, il sacrestano,  col coppino montato su di una lunga canna, spegneva le  quattordici candele dell’altare principale e quelle ancora tremanti di altri tre altari. L’Immacolata, San Francesco e Gesù Crocifisso . Nella semioscurità  saliva  l’ odore pungente di bruciato, percepito stranamente  come un  profumo quasi accogliente di cera e poco si intravedeva di Pasquale che  con padronanza  di mestiere sapeva muoversi  nella semioscurità .

  

Tossire non è Solo  un Gesto  Involontario

In situazioni sociali, i colpi di tosse simulati o enfatizzati vengono usati per richiamare l'attenzione, spesso quando non si vuole o non si può interrompere verbalmente una conversazione o un'azione.

In questo contesto, i due colpi di tosse fungono da segnale in codice per confermare che un'azione è stata completata, agendo come una sorta di "notifica" discreta ma inequivocabile. Stavolta , oltre a comunicare  “ ho fatto, ho finito  … ,“ la tosse veniva usata come un codice sonoro convenzionale per gestire la presenza anche di persone  e la puntualità di costoro per un contatto  concordato con Don Adolfo..

Due colpi di tosse,  allora , per richiamare l’attenzione di Don Adolfo.

Qualche ora più tardi il Sacrista Pasquale  sarebbe ritornato in Chiesa per i rintocchi dell’Ave Maria e , spesso, per altri doveri ordinari.  Comunicare coi rintocchi delle due campane  un mortorio o un funerale , disporre il necessario per una funzione o semplicemente  per la celebrazione della messa del Mattino.Il più delle volte erano questi gli adempimenti serali. Poi uno due bicchieri e a casa..

Don Adolfo aveva  intanto aperto un registro, quelli inconfondibili della Parrocchia e quando alzava lo sguardo , noi si era già fuori. Alle funzioni serali non si era mai meno di cinque. Quelle figure , per noi un po conosciute o sconosciute , ci davano dentro un senso di buon comportamento e ci appartavamo fuori dalla sacrestia . Avvanti avanti ..Entrate   Si accedeva all'invito  di Don Adolfo e , cessati i primi imbarazzi ,si intrattenevano con l’Arciprete. Combinavano il più delle volte la data per  un matrimonio o un Battesimo o magari altro  che  noi, per l’innocenza dell’età ,non si era curiosi ad orecchiare, né dovevamo farlo .

Non comprendevamo  granché e forse non eravamo curiosi come si è capaci di essere  a quell’età.

San Sebastiano ,nelle sede parrocchiale, si onorava il venti di Gennaio mentre nell’ultima Domenica di Aprile si celebrava la Festa della Salvazione. La Festa di questa Madonna negli anni aveva conquistato il cuore e la fede del popolo pur se il Patrono del paese , come si scriveva,  era un Santo. San Sebastiano Martire.

Due condizioni religiose abbastanza autonome e differenti tra loro. Perché la Chiesa ufficiale della comunità parrocchiale apparteneva a San Sebastiano mentre la Madonna da sempre al culto di un’altra Chiesa.

Queste situazioni riflettono spesso una "doppia anima" anche nella  comunità: una legata alla parrocchia ufficiale (San Sebastiano) e una legata alla devozione mariana, spesso più antica o gestita da confraternite laicali in un'altra Chiesa.

La Chiesa della Madonna  sorta sui resti e di quel che era il Conventino dei Frati Carmelitani . Costruito con pietra arenaria , sabbia e quant’altro disponibile su di un terreno  al lato ovest delle sue mura . Acqua e legname più che sufficiente ma anche luogo appartato tanto che per il loro isolamento di preghiera e penitenza vi costruirono un Romitorio . Non solo luogo di isolamento ma anche per compiere lavori agricoli di necessità utile  per la loro alimentazione.   In quel luogo restavano solo pietre sparse e qualche altro segno. Della Chiesa i soli muri di cinta , sempre  bisognevoli di cura ..

Questa Madonna , di questa altra Chiesa - Santa Maria - , più tardi, avrebbe dato anche  nome alla  congregazione fondata sotto il riconoscimento  “ Madonna della Salvazione “  sorta con sede  “ in quell’ala che guarda ad oriente …come  la descriveva il suo Priore “ il Dott. M .Serratore  .

 La Chiesa parrocchiale , oltre che  la  navata centrale, non aveva   spazi orinali e  “ quell’ala che guarda ad oriente “ era sorta solo a posteriori voluta e costruita con fondi della  Confraternita e  risorse personali del Priore. Aiuti dei fedeli e collaborazioni degli artigiani locali.. Disponeva di panni cerimoniali fatte di una " Mozzetta " di color giallo e una sorta di " cingolo ".

Di fatto nel nostro paese sono state  presenti ,pertanto, due realtà religiose  La parrocchia ufficiale e una Congregazione dei Carmelitani. In un Conventino appartato dall’abitato, edificato  su  un poggio rialzato e circondato da alberi di acacia, piantumate dai frati. Un tipico posizionamento strategico e spirituale, comune a molti ordini monastici o mendicanti. Attigua al conventino unlocale che  da chierichetto si è empre sentito chiamare " Cella ". Una camera riservata a luogo di solitudine e preghiera. Questo locale esiste ancora , purtroppo restaurato secondo canoni degli anni sessanta mentre chi descrive il locale ricorda le pareti a vista finite  da  un grossolano intonaco di calce e arena di cava.

 Tanto anche  in memoria del caro amico Franco Notaris , a ricordo delle nostre ricerche condivise sulle tracce dei Carmelitani”.  Simbolicamente, a preservare le proprie credenze e tradizioni, i carmelitani, esordiva Franco,  piantavano alberi di acacia attorno ai loro conventi e romitori per una combinazione di profondo simbolismo spirituale , utilità pratica e meditativa.

I carmelitani, che si ispirano al profeta Elia e vivono una vita di fedeltà a Dio, vedevano nell'Acacia un legno incorruttibile, simbolo di durezza e longevità.

Jacurso dunque  con Santi Patroni differenti — Si potrebbe dire un classico esempio di dualismo devozionale, molto comune, però, nella storia religiosa italiana specialmente tra il 1500 e 1900.

Queste date  significative e altre   meritevoli  conoscenze  al meglio da indagare in corso,   potranno essere sicuramente utili alla conoscenza di quell’intero sapere che tuttora non conosciamo se non in parti e in particolari .

 La Madonna Greca , la Madonna della Salvazione e date come il 1598 ,1626, 1638, 1652 ,1753  , l'ultimo Monachello e l'Eremita coinvolgono  questa Madonna che arriva nuova al culto della popolazione. Forse  a seguito di possibili particolari eventi naturali o storici e tra queste  l’improvvisa “fine “ del Convento che i Monaci sono restii a lasciare.

Appare comunque credibile che la “Madonna della Salvazione” sia creatura di questi monaci in un tempo considerevole prima che avvenissa soppressione del Convento.

Soppressione decretata  dal Papa Innocenzo X a metà del XVII secolo. Che avrebbe potuto impicciarsi d’altro… aggiunge chi sta scrivendo.   Anche perchè  a “ Santa Maria “, così è da sempre  conosciuto il luogo  sacro, sino ai primi anni del novecento la presenza di quei pochi Frati non è stata mai interrotta nonostante la “ Bolla “ mentre successivamente è certa la presenza di un Eremita di cui si parlerà in altro testo  . Poi di mezzo anche la presenza dei francesi con Gioacchino Murat , la sua amministrazione e i provvedimenti sui beni ecclesiastici.

Nel 1652 con la Bolla Instaurandae Regularis Disciplinae (1652)   il Papa Innocenzo sopprime dunque  i conventi e i monasteri con meno di sei-otto religiosi, i cosiddetti "conventini", ritenuti non più in grado di garantire l'osservanza regolare. Conventi come quello di Curinga e Jacurso avevano una loro valenza , una loro collocazione e quindi anche un ruolo nelle due società collinari  alle falde del Monte Contessa nei cui territori  transitavano per spostarsi tra i due romitori  aiutati nel percorso da icone significative..

 Il complesso carmelitano di Jacurso, legato al culto della Madonna del Carmine (poi Madonna della Salvazione) e in stretto contatto con Santo Elia vecchio di Curinga , subì dunque questa sorte che colpì duramente gli ordini mendicanti, inclusi i Carmelitani. Tra Curinga e Jacurso restano su i vecchi percorsi  alcune icone ( ben conservate  ) a segnare il passo per il collegamento tra i due conventi.

Di sicuro La devozione alla Madonna della Salvazione è profondamente radicata nel cuore dei fedeli di Jacurso, con una tradizione che si perde nei secoli ma utile per datare l’avvento di questa nuova venerazione. Che potrebbe , a parere di chi scrive , iniziare a formarsi attorno all’anno 1400.

   

Se tanto appartiene  al passato , tutto era destinato invece  a cambiare con l’ annuncio dato dall’Arciprete Guzzo nel mezzo delle sue abituali lunghissime prediche per spiegarne le motivazioni . Era questa la settimana di tanti anni passati .

Una settimana di un fine Aprile del '56 .

Eravamo chierichetti a quell’età e le prediche lunghe di Don Adolfo stancanti per l'insofferenza fisica che comportavano e gli argomenti accademici abituale a proporre ad un uditorio composto di anziane casalinghe . Noi non si capiva nulla per l'età e le donne per le esigenze  domenicali a cui si sottraeva tempo.  . Cioè figli, fuoco e pentole . Panni da rammendare e un pomeriggio di mlavoro.

Quel giorno però, l’approccio  iniziale richiamò persino la nostra attenzione per via di  un insolito e improvviso vociare sommerso sotto quei vancali neri delle donne ..

Da vicino all'altare, dove stavamo, si avvertiva un'eco collettivo , quasi   una vibrazione fisica che produceva attenzione .Un brusio probabilmente mai avvertito che per noi era curiosità e nient'altro. . A determinarlo  era stato  un annuncio importante .

Potessi tornare chierichetto bambino , potrei scrivere che Ricordi simili rimangono spesso legati a eventi significativi, come l’arrivo di un nuovo Parroco, annunci liturgici importanti o le celebrazioni di festività particolari. 

Niente di tanto se non  la proposta per trasferire ad altro periodo La Festa in onore della Salvazione . Elencate e motivate le necessità, i fedeli avrebbero potuto  esprimere il proprio con una sorta di referendum.

Ricordo, sarà stata una domenica di fine aprile del ’57,  la distribuzione di un fogliettino bianco con tanto di timbro  e  la riconsegna al vespero serale della Domenica successiva . Una improvvisata Urna di circostanza  , avrebbe accolto quei fogliettini  consegnati nelle mani di  una delle Donne  dell'Azione cattolica   .

Un Si o un No per spostare al periodo estivo tutte le liturgie e la stessa Festa religiosa e civile.

 Una settimana per questo Referendum dall’esto già scontato  . E poi si era d’accordo tutti perchè questa Madonna è stata sempre descritta come “ La Madonna dell’acqua “. In ogni circostanza fosse  coinvolta , si presentava spesso nella  condizione avversa.Per lo più dovuta a una giornata di pioggia. Anche a Luglio già il venerdì diventava nuvolo!

 Tanto succedeva, a metà degli anni cinquanta, nella chiesa di San Sebastiano Martire. Perché le Madonne appartenevano all’altra Chiesa. Quella detta di Santa Maria dove in verità esistono da sempre  solo due Madonne. Del Carmine e della Salvazione. . Poi gli eventi si sovrapposero e si narrarono poco.

 Perché tutto questo? In primis per la ricorrente giornata di pioggia tipica del mese  che rendeva difficoltoso il trasporto della Vergine per le vie del paese . Disagio non solo per i fedeli in processione ma per quant’altro accompagnava l’evento. Da menzionare, in particolare, la disposizione delle strade con sviluppo  in salita o discesa e pertanto non felicemente distribuite in caso di pioggia. In doppia fila, poi , tutti gli ordini dall’Azione Cattolica. Fiamme Bianche , Verdi e Rosse per i maschietti. Fanciulle, Angiolette e Beniamine . Poi le Donne di AC.

 

 

La nuova  statua di scuola e arte napoletana aveva di suo un’impostazione più gradevole, non scolpita ma modellata , più leggera e meno vulnerabile strutturalmente. 

L’espressione sul volto della Statua, ritengo, voglia  rappresentare  una profonda sinergia spirituale e teologica. Caratterizzato da un dolce sorriso materno e da una serena mestizia . La Madonna, ha  lo sguardo rivolto in basso, potrebbe incarnare  la maternità per il figlio che porta in braccio , l'umiltà e l'accoglienza che riceve  dal suo popolo .  Guarda i fedeli che pregano ai suoi piedi con un sorriso che già manifesta accoglienza  .  Il Bambinello, che benedice e guarda lontano, dovrebbe poi simboleggiare la sua natura divina di Salvatore. 

Quasi abdicata l'antica statua fini  nella  nicchia dell'ala laterale destra  a pari venerazione della Madonna del Carmelo già da qualche secolo nella  nicchia dell'ala sinistra. Su quegli altari non è mai stata celebrata messa mentre la nuova Statua  occupa la posizione centrale sull'altare della navata principale. L'altare della Regina come i fedeli da secoli l'adorano.

Non potevano essere poi dimenticati gli emigrati in Svizzera che tornavano a Luglio ed erano fonte di introiti considerevole. Perché preparare e condurre l’impegno festivo richiede risorse ed espedienti di ogni sorta per condurla alla soddisfazione finale. Religiosa e civile.

 

 

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12 Maggio '26 

francesco casalinuovo  Ass. Cult.  KaloKrio   www.jacursoonline.it