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Era Agosto - di questi giorni la tragedia a Marcinelle , la nave Vlora degli albanesi a Bari e gli esuli italiani dell’Istria e la Dalmazia
Dei Modi di Dire - seconda parte
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Cornutu e bbastunijiatu
Oltre al danno, anche la beffa; l’espressione fa riferimento alla umiliazione e beffa del tradimento e al danno di una ulteriore punizione, la bastonatura.
Cùamu vene-vene
E’ un modo di fare alla buona, senza alcuna preparazione, senza aspettarsi chissà quale risultato; a volte perché si è stanchi di aspettare, risolviamo la questione in questo modo, basta che si finisca in fretta e si vada oltre al più presto.
Cu cumanda no ssuda
E’ risaputo che chi si trova in posizione di comando, non effettua uno sforzo fisico, non si sporca le mani e raramente è costretto ad asciugarsi il sudore della fronte.

Cu dorme no ppigghjia pisci
Se si vuole raggiungere un qualche risultato nella vita, bisogna impegnarsi, essere attivi e svegli; la pigrizia, non consente di cogliere le buone occasioni che si possono presentare, un po' come il pescatore se non è pronto e sveglio al momento in cui è abboccato il pesce.
Cu ffigghjiùali ti curchi e ccu ppulici ti lìavi
Avere a che fare con i bambini, essere presenti nella loro vita, accompagnarli nello sviluppo, seguirli nella loro educazione e crescita, comporta assumersi la responsabilità e la fatica di aiutarli a risolvere tutti i problemi che via via si presentano.
Cu li mani pendìandu

Presentarsi con le mani pendenti, abbandonate mollemente lungo i fianchi, indica passività, inerzia, mancanza di energia. Mantenere poi un atteggiamento simile in occasione di una presentazione ufficiale o di una relazione, non contribuisce a tenere desta l’attenzione dell’uditorio e attirarne l’interesse.
Cu lu culu ruttu e ssenza cerasi
La storia narra di una “missione” organizzata per fare una “scorpacciata” di ciliegie, di quelle buone, ad una “cerasara” imponente; era costata fatica e sudore salire sull’albero, e finalmente era pronto al banchetto, quando si accorge dell’arrivo, non previsto, del proprietario del terreno, famoso per la severità e cattiveria nei confronti dei ladruncoli; nella fretta della fuga, il ramo, su cui stava appoggiato, si spezza e il povero finisce a terra sbattendo violentemente con il sedere sul terreno procurandosi un gran male senza aver potuto iniziare nemmeno un assaggio delle deliziose ciliegie. Nella parlata comune, il senso della espressione è che, a volte, nonostante gli sforzi e l’impegno profuso nel lavoro o nelle attività quotidiane dove è presente una dose di rischio piuttosto elevata, si rimane fortemente delusi e stanchi allorchè ci si rende conto di aver completamente fallito nell’impresa senza aver raggiunto l’obiettivo prefissato.
Cu ‘nna manu de vanti e una de rrìadu

Rimanere del tutto privi di risorse e di ogni bene, senza nemmeno un idumento, per cui per coprire le proprie nudità si deve ricorrere alle mani applicate alle parti intime, una davanti e l’altra dietro.

Cu no ssi gratta cu li mani sue lu mangiasune ... no li passa mai
I problemi, le difficoltà, le situazioni della vita devono essere affrontate di persona per avere speranza di poterli risolvere in modo soddisfacente; fare affidamento su amici e/o conoscenti può riservare spiacevoli sorprese senza ottenere riscontri favorevoli e positivi.
Cunta quantu nu dui de coppi
Persona di scarso valore e personalità, che conta poco o niente nella società, un po' come il due di coppe nel gioco della briscola.
Cu perde e rride è ppacciu
Non può trattarsi di persona del tutto normale colui che, pur trovandosi in grosse difficoltà, mantiene invariato il proprio sorriso e buonumore.
Curtu e mmalu cavatu
Espressione che fa riferimento a persona di bassa statura, robust, forte e con carattere poco accondiscendente e disponibile alle amicizie e ai rapporti sociali.

Cu sulu si loda sulu si sbroda
E’ bene che siano sempre gli altri a riconoscere i meriti e le capacità, vantarsi da soli e autocelebrarsi attirano sempre antipatie e giudizi negativi; si tratta di un invito alla umiltà e moderazione.
Cu tene la cuda de pagghjia si spagna ca li pigghjia

Chi ha la coscienza sporca e si sente in colpa per qualcosa che ha commesso, ha sempre paura di essere scoperto e tende a reagire in modo sproporzionato o eccessivo a innocui commenti; durante il medioevo i condannati, come simbolo di punizione e degrado, erano obbligati a portare una coda di paglia che poteva essere incendiata pubblicamente; la volpe che, nella favola di Esopo, aveva perso la coda, per la vergogna l’aveva sostituita con una di paglia, vivendo con la paura costante che potesse incendiarsi.
Dassa e ppigghjia (ede ’nu)
Lascia e prende, è riferito a persona poco affidabile , che inizia una attività, un lavoro, ma non lo conclude per iniziarne un’altra che farà la stessa fine.
Dassa mu si ruppe li corna
Espressione riferita a persona imprudente, presuntuosa e che non accetta consigli; è abituata a fare sempre di testa propria e si cimenta in azioni più grandi di sé non calcolando rischi e pericoli.

De core rande
Fa riferimento a persona dal cuore grande, generosa e altruista, sempre pronta ad aiutare gli altri, disponibile a collaborare e a farsi in quattro per amici, parenti e conoscenti.
De ‘nu pilu ‘nda hfice ‘nu travu
Non si può e non si deve esagerare nella considerazione delle cose e nella interpretazione delle situazioni della vita; dare il corretto significato ai comportamenti, rinunciando a reazioni amplificate, serve a non complicarsi l’esistenza e a non creare nuovi problemi e difficoltà.
De patrune mancu garzune
Può succedere a volte nella vita che si dia troppa libertà e confidenza a profittatori e imbroglioni, che con il tempo e l’inganno si appropriano di quanto non appartiene loro; un altro modo di intendere potrebbe essere che pur essendo il padrone, non viene preso in nessuna considerazione nelle decisioni importanti.
Dio ni scansi e llibbari
Una forma di scongiuro per allontanare un pericolo, una difficoltà o una minaccia: l’espressione può essere usata anche in tono scherzoso.
Duve sciurte pare
Fare le cose senza preoccuparsi troppo del risultato, essere pronti ad accettare qualsiasi esito, andiamo avanti lo stesso, “vada come deve andare”.

La pubblicazione del del Dott. Mario Dastoli continua con altri detti (in ordine alfabetico )
Jacurso 26 luglio '26 francesco casalinuovo Ass.Cult. KaloKrio - Jacursoonline
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Dei Modi di Dire
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Dei Modi di Dire
I "detti" (o ditti) di una volta sono frammenti di saggezza millenaria. Nati dall'osservazione della natura e della vita quotidiana ,racchiudono insegnamenti pratici, ammonimenti e grande cultura popolare. A cura del Dott. M.Dastoli

UMG - Due Giorni di Dermatologia
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Si sono chiuse sabato 4 luglio, presso l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, le due intense giornate dedicate alla dermatologia clinica, un appuntamento che ha confermato la straordinaria fase di dinamismo e trasformazione che sta attraversando questo settore medico.


