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"La condizione giovanile degli anni Settanta era fortemente orientata ai valori, all’identità e alle forme di attività civico-sociali che si concretizzavano in una larga partecipazione alla vita politica. E partecipare, per i giovanissimi del tempo, ovvero sentirsi parte attiva, significava vivere un profondo coinvolgimento nella vita pubblica e politica."

È il periodo della contestazione, che si esprime anche attraverso la musica e le canzoni di Venditti, De Gregori, Dalla, Bennato e, soprattutto, Guccini. Per un decennio, dal '68 al '78, anche i cantautori vengono stimolati e coinvolti da uno scenario politico caratterizzato dall'avanzata delle sinistre (in particolare del PCI), mentre la DC resiste con qualche difficoltà. In questo contesto, i giovanissimi si posizionano ancora più a sinistra rispetto alla sinistra tradizionale. La destra, mossa ovviamente da valori opposti, è a sua volta ben rappresentata...

"In un'epoca caratterizzata dal proliferare delle contestazioni, i cantautori e le loro opere si fanno interpreti di un profondo impegno sociale e politico. A fianco dei nomi già menzionati, la scena musicale di qualità vanta artisti del calibro di Rino Gaetano, Claudio Lolli, I Rokes e i Nomadi, oltre a figure internazionali come Bob Dylan e Joan Baez."

Dopo Piazza Fontana ha inizio il periodo oscuro ricordato come la "strategia della tensione". Lo slogan dei giovani è contro i partiti di destra, ma anche contro quelli di sinistra: si difende la libertà contro il terrorismo nero e il terrorismo rosso. Nel comprensorio lametino, anche nelle periferie ancora discretamente popolate, sono presenti i nascenti movimenti che inneggiano alla sinistra o alla destra. Esiste quasi una divisa per gli uni e per gli altri: eskimo e barba folta per la sinistra; capigliatura curata, abito scuro e andatura fiera per la destra. Anche nei paesini l’appartenenza politica è forte e sentita. A Jacurso sono i ragazzini a organizzarsi in sezioni: si tratta dei primi vagiti della contestazione, con il PCI che apre una sezione i cui iscritti sono principalmente gli studenti che frequentano le scuole di Lamezia.

Nel ritaglio la rappresentanza jacursese  . La partecipazione femminile e , sulla sinistra, M. C. per Jacurso. segue la rappresentanza di Maida e quella di Curinga

 

Leader indiscusso è comunque , per tutti , Giovanni che porta il messaggio  tra gli anziani che siedono ai muretti o sulle panchine , parla nei quartieri e all’IPSIA detta i ritmi degli scioperi , organizza i cortei e non manca un appuntamento politico, un comizio…

La maggior parte dei ragazzi che partecipa attivamente  ha  diciotto, diciannove, venti anni, mentre quelli più grandi vivono  una dimensione diversa.

La partecipazione è molto sentita anche tra le ragazze che, spesso, durante le manifestazioni e i pugni chiusi dei maschietti, si soffermano a fare dei girotondi. Anche il mondo femminile, infatti, è in grande fermento.

La strategia della tensione non fu da meno in Calabria, come dimostrano la rivolta di Reggio, le bombe a Catanzaro e l’attentato al treno nei pressi di Gioia Tauro. Senza dimenticare il processo a Valpreda per la strage di piazza Fontana, tenutosi proprio a Catanzaro.

In questo clima teso, a Lamezia si consuma il fatto di sangue: l’uccisione di Adelchi Argada, un giovane operaio di soli vent'anni emigrato a Modena. Le vie cittadine sono un susseguirsi di scritte di destra e di sinistra realizzate di notte. Sullo sfondo, si registrano continui scontri e pestaggi. Sarà in questo contesto che Argada, militante di sinistra, morirà colpito dai proiettili di alcuni militanti di destra.

 

Erano studenti volontari addetti al " Servizio D'ordine "

Le immagini appartengono a Mimmo Dastoli e sono pubblicate per sua cortese concessione 

Il fatto suscita un'enorme emozione e, il giorno dei funerali, sono trentamila le persone che accorrono per salutare Adelchi Argada. La cattedrale non basta a contenerle tutte; per le orazioni funebri viene così utilizzato il palco della festa de “l’Avanti!”, ancora montato nella piazza del Municipio per il concerto della sera precedente, dove poco prima era stato l’On. Mancini a parlare alla folla lametina.

Argada era uno di loro, un ragazzo di soli vent'anni. A questo giovane operaio, attivamente impegnato nelle lotte sociali, è stato tolto un mondo fatto di sogni, impegno e passione, valori che spesso sembrano mancare nei giovani d'oggi. Ricordarlo era necessario, per non dimenticare una stagione della vita che non tornerà mai più.

 

« Negli anni Settanta, gli scioperi, le manifestazioni e i cortei studenteschi si svolgevano nel rispetto delle regole e del senso civico. Non c'era violenza contro le forze dell'ordine, che si limitavano a monitorare la situazione. Non si vedevano le vetrine infrante, le aggressioni e i volti coperti che, purtroppo, caratterizzano le proteste di oggi. »

 

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