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L'Isolamento

Il Lockdown o Isolamento

Con la conferenza del Presidente Conte, Il Governo aveva annunciato la prossima chiusura e le conseguenti restrizioni che interessavano tutte le regioni italiane . Misure rese necessarie per rallentare la quasi certa paralisi delle strutture sanitarie ormai prossime all’incapacità di reggere la preoccupante diffusione del virus mentre Preoccupanti da tempo erano già i normali ricoveri ospedalieri.

Per le persone affette da particolari malattie e per quanti avevano già programmato un necessario ricovero in strutture ospedaliere più affidabili la condizione personale di salute si è , pertanto, complicata . Con questa condizione aggravata ulteriormente il sistema sanitario calabrese si è messo a nudo con le sue fragilità le cui piaghe arrivavano già da lontano e , come è ormai sistema , senza alcuna responsabilità né dei Direttori Sanitari , Presidenti di Regione , Assessori e da ultimi i Commissari, nominati  in tre circostanze con criteri poco condivisi e, come nell'ultima del Generale Cotticelli , poco condivisibile con l'aspetto sanitario che avrebbe dovuto guarire. Per come hanno operato i precedenti  e il Generale ,la missione era una sola :  senza le dovute competenze ma solo nel progetto del rientro finanziario .

Cioè tagliare e chiudere relegando le strutture sanitarie  nei soli capoluogo delle province come sta avvenendo  e ridimenzionando le stesse. Ospedali collocati in un bacino di utenza imponente come quello di Lamezia - che meglio conosciamo – sono di fatto già soppressi. Ma che dire di altre aree come  gli ospedali di Praia a Mare, Cariati o Corigliano Rossano dove  si prometteva  la realizzazione di nuovi servizi!

Il peggioramento è tuttavia conseguenziale soprattutto per le  allegre e irresponsabili conduzioni politiche nostrane che, in tempi di recessione e di pascoli già pochi verdi , le vacche continuavano ad essere ritenute grasse e ingrassate ancor di più  mentre già morivano di fame. Ovviamente  in nome delle convenienze e dei consensi  che ogni “ Mangione e  Poltronaro “  della  Regione , Provincia e dei Comuni , a spese di Pantalone , sperperava denaro pubblico senza finalità sociali ma per il tornaconto di immagine solo per dirla come un peccato veniale  . Adesso non c’e proprio nulla più da mungere e per come si vanno a collocare le nuove condizioni, secondo gli orientamenti dell’attuale Governo pare che per la Calabria sia arrivata la fine della speranza.

 

Si desiste di  entrare nel merito di questa preoccupante situazione che relega noi calabresi alla guisa di topi in trappola senza via di fuga , senza voglia di lottare e , peggio ancora , senza avvertire il bisogno di dare  un calcio in culo a questi meschini politicanti che , sempre in corsa per la  scalata  sociale mentre  pensano di magnificare  come eroico il loro scarso servizio che nulla ha  reso nei fatti al popolo calabrese. Sotto qualsiasi bandiera. Si avvera , purtroppo, la profezia di Ferdinando II  che , dopo la conquista del Banco di Napoli e quello di Sicilia a cui tenevano tanto i  Savoia , come disse Ferdinando II  “ non vi basteranno gli occhi che avete per piangere “.

La Gente che vive in Calabria

Una larga fetta  per la maggiore  è composta da persone anziane , a volte  disabili , pensionati o lavoratori / lavoratrici emigrati e rientrati tra Svizzera , Germania e Nord  per consumare la terza età dopo una vita in “  pressing “ per fare alzare il PIL “ in Regioni o Stati più capaci di noi meridionali ma coi loro referenti politici abili a creare sviluppo , benessere  , migliori qualità sociali , servizi e assistenza.

A parte queste opportune riflessioni , non scriveremo di più su tali argomenti  che già abbondano sui luoghi digitali abbastanza frequentati  ma  assai lontani da quelli che erano le sezioni politiche o  le spontanee assemble di amici al muro della Cona , della Parisa o del Pioppo. Come Associazione vorremmo invece  soffermarci sui termini chiamati  “ anglicismi “ che da troppo tempo  son ormai utilizzati per comunicare con la gente  italiana e calabrese , Jacurzana e Curtalita , Majisana , Petrisa e Curingota che, nella nostra Teritorialità Contessana, non è gran fatta di persone acculturate nella fascia degli anziani.

Un’analisi compiuta su questi termini anglofoni, facenti parte piacevolmente ( per loro )   del repertorio giornalistico e televisivo, mostra anche come una gran quantità di vocaboli già in circolazione hanno aumentato la loro frequenza (trend, screening, task force) mentre altri si sono radicati in modo più consistente (hub, cluster, call).

Il Presidente del Consiglio  ha annunciato il lockdown … “ ma chi è ‘sta palora chi nnò si capisce” mi domanda mia mamma mentre vede il telegiornale !  Ha i novanta trascorsi e a spiegargli che al tempo della guerra si doveva stare chiusi in casa e , di sera , coi lumi e candele spente…sennò!

Ma allora era la guerra e bombardavano! E mò è in atto un altro bombardamento ,rispondo !  Analizzando il significato di lockdown , però,  si può capire come si dovrebbe essere corretti nella comunicazione, senza ricorrere a termini stranieri quando ce ne sono già di più semplici e precisi nella nostra  lingua, quella italiana. Per correttezza linguistica , senso di italianità  e per rispetto agli illustri della cultura italiana, dovrebbe essere preferibile utilizzare l’Italiano .Soprattutto in quei casi in cui il termine a cui vogliamo riferirci c’è e senza equivoci  e sa spiegare meglio..

Il significato di lockdown

A mesi di distanza, fa effetto  pensare come, secondo alcuni dati ricavati da  Google e che appaiono facilmente per chi ha voglia di fare qualche ricerca ( potrà farlo cercando con   le parole chiave tipo… “lockdown significato italiano”, “lockdown in italiano” e “significato di lockdown”) , si scopre come essi   siano tra i termini maggiormente ricercati per avere conoscenza del significato.

Cioè gran parte di utenti che guarda i TG va poi a cercare il senso delle parole che ascolta !

Ma cosa vuol dire lockdown?

E’ un termine costituito dall’unione di due parole: lock (che significa “chiusura”) e down (“giù”). Quindi  “Chiusura Giù” che meglio tradotta liberamente di : Chiusura Giù ... potrà intendere il significato  di : “una situazione in cui le persone non sono autorizzate a entrare o ad abbandonare liberamente un edificio o un’area a causa di un’emergenza”. Cioè questo termine starebbe  a significare nel nostro italiano  le parole  “ “Chiusura“, “Sitazione d’Emergenza“ e , per particolari condizioni, Isolamento“, Confinamento.

Come non poche donne a Jacurso , sul finire della Guerra del ‘15/18 , ebbero concretamente  a che fare .

Nel 1918  uno dei motivi per cui cessò la guerra fu dovuta , pare , all’epidemia della  febbre “ Spagnola “ che aveva infettato gli eserciti tra i quali  quello italiano. Alcuni dei nostri giovani soldati furono spediti a casa con l’obbligo dell’isolamento lontano dalle abitazioni e da persone  “ ...perché infette da malattia Polmonare contagiosa “ . Così veniva raccomandato al Comune  per non creare allarmismi ma la condizione prescritta era “ Isolamento “. Adesso suona meglio lockdown.

Una traduzione precisa e puntuale di lockdown la fornisce , soprattutto , il Prof. Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca che , nel corso di Uno Mattina su Rai 1, educa gli ascoltatori col significato di  “ Chiusura Generale “ che al tempo della Guerra si identificava con il “ Coprifuoco “ o come da necessità “ Isolamento “ .

Un riferimento al possibile fuoco delle case per via dei bombardamenti o agli atti delinquenziali possibili “. Quindi dire agli italiani  che c’è bisogno di una  “serrata necessaria, obbligatoria” pare meglio che dire quella parola straniera che non ci appartiene né per storia e ne per lingua.E che per l’effetto e  per la fretta di comunicare, metà del messaggio risulterà incomprensibile”

In buona sostanza  il  lockdown sta ad indicare un contesto di emergenza che, prima di questa guerra di  pandemia, rimandava a un contesto bellico vero .

Un breve elenco di termini

recovery  -  recovery fund  , lockdown, droplet,  staycation ,covid hospital, covid pass, covid manager, smart working ,  smart didattica , trend, hub, conference movida,call, voucher, delivery… triage , plateau cluster “report”, “performance”, “online”.

Anche il mondo della politica non si è sottratto  a questa moda considerato che ai termini italiani si preferisce la  flat tax, il  jobs act o la  spending review mentre  altri ancora sono già stati  introdotti e comunemente usate persino nel linguaggio delle nostre Istituzioni come  il welfare per parlare di lavoro , privacy, premier o nel Campo  Giuridico per affrontare temi delicati come lo stalking o il mobbing.

Ma ai nostri vicini accade la stessa cosa ? Ma no . Sono democrazie più accorte che meglio di noi si piantano la bandiera nel loro giardino o la stampano sulle confezioni dei loro prodotti .In  Francia, in Spagna ,Grecia ,Olanda e in Svizzera , per esempio ,  il question time del Parlamento si dice l’ora delle domande. Viene da chiedersi l’assurda condizione che si pone … se è mai possibile si debba  imparare l’italiano dagli svizzeri?

Nel nostro Paese , altro aspetto , ospitiamo non pochi immigrati e pure di varie nazionalità come quella dei cinesi, albanesi, africani, turchi, sud americani , polacchi , rumeni , ucraini ,musulmani... chi conosce una sola parola di queste lingue? Pochi o addirittura nessuno.

Appare chiaro che per la loro presenza non si sia mai manifestata alcuna contaminazione e interferenza nella nostra lingua. Al contrario è davvero esigua la presenza degli inglesi  già che stanno meglio in Patria più che da noi. Ciò nonostante  la lingua , pur se non  appare fisicamente presente con le persone sul territorio, il linguaggio degli inglesi ci avvolge con la sua energia economica e culturale al contrario delle nazionalità sopra citate che se pur presenti non hanno influenzato la nostra lingua con la loro.

L’italiano rischia di diventare la “lingua dei morti”, che come un dialetto può esprimere la poesia e la natura, ma si rivela sempre più incapace di evolvere autonomamente con le sue parole per esprimere il contemporaneo, la tecnologia, la scienza... il futuro.

Durante la pandemia, come si potrà notare , gli anglicismi hanno dunque cambiato il nostro modo di parlare , soprattutto quello giovanile , con un’intensità senza precedenti sia  per il numero che per la rapidità con cui molte parole si sono radicate nel parlare comune . E’ vero che si sta vivendo in una fase  avanzata di globalizzazione ma la terminologia inglese  ha occupato  in modo eccessivo il modello linguistico preferito dai giornalisti , dai conduttori  e dai mezzi di informazione forse per il modo suadente nel pronunciare tali termini percepiti dagli ascoltatori come un bagaglio culturale da chi li pronuncia.  Per il resto che rimane nelle considerazioni, la lingua inglese e quella tedesca,  e in un futuro non lontano quella cinese, sono già le vie di comunicazione  per il mondo del lavoro e per gli spostamenti ormai globalizzati.

Smart working  :

Nei contratti di lavoro in italiano si trova  “  il lavoro agile  “cioè il telelavoro, il lavoro da casa, a distanza o da remoto  e quindi dovrebbe meglio essere home (o remote) working. Ma Smart sta meglio   e lo usiamo già in altre  frasi dal suono accattivante perchè smart è da noi ben assestato, e si appoggia alla diffusione di altri composti che lo rendono suadente, comprensibile e manipolabile: le smart card, gli smart drink e le smart drug, lo smartphone, le smart city, gli smartglass o ancora  la smart tv e via dicendo.

Questo inglese fai-da-te ha poi già veicolato altri termini come il  covid hospital, che rafforza l’abitudine a parlare di hospital anzichè  di Ospedale.

Nel suo “acclimatarsi” al momento suona più preciso, tecnico e scientifico, ma ancora una volta non si è diffuso in Francia e Spagna che continuano ad utilizzare i loro termini mentre a noi era necessario importare anche la movida .

Da flat tax a jobs act, da spending review a premier, da mobbing a stalking, nel nostro vocabolario sono entrati sempre più termini inglesi tanto da mettere in pericolo la nostra lingua. “Abbiamo un complesso di inferiorità verso l’angloamericano”. Una battaglia da non sottovalutare perché “la nostra lingua è un bene comune, che rappresenta la nostra storia, le nostre radici, ciò che ci identifica e ci accomuna”.

La maggior parte di questi termini  si dissolverà – scrive il Prof. Zoppetti -  ma altri termini  pianteranno il loro seme nella nostra lingua per attecchire e moltiplicarsi. Studiare le tracce di queste ondate, e ragionare su ciò che è rimasto, sarà una ricerca certamente interessante, a epidemia finita.

 

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Intanto “ le cose “ in termini di Covid non vanno niente bene . E niente bene le decisioni del Governo per star dietro ai disastri di Cotticelli che nomina un altro commissario già venuto in Calabria e che certo non ha lasciato nostalgie. Ma poi viene da chiedersi se mai siamo sempre Talpe in Calabria per diventare eccelsi in altri Stati ,diciamo , più liberi ! Spesso ci si rivolge anche al Dottor Gratteri come risolutore dei guai. Già il Dottor Gratteri è da tempo il risolutore di tante frittate calabresi ma ...qualcuno avrà pensato di affidare questo gravoso fardello a un Calabrese come al Dott Gratteri ?. No ! Gli incarichi finora sono affidati a gente del Nord che colà non riesce magari a piazzarsi o magari ,bocciati politicamente, dovranno essere sistemati per strategie politiche senza un minimo di attenzione per le politiche del Sud. Continueremo ad abbuffarci di erba trastulla ed invocare qualcuno continuando a dormire tranquilli ! Salti chi può !

Ordine dei Medici: “Serve lockdown totale”

 

 

 

Francesco Casalinuovo   jacursoonline   Ass. Cult   kalokrio

 

Red: Dastoli - Casalinuovo - Notaris - Mazza

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