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La Repubblica

 

E’ l'anno  in cui, diversamente da come si era abituati , un invisibile intruso   ha stravolto la vita di tante famiglie  e della società. Per altri vincoli , questo appare un periodo di sofferenza come quella degli anni ’40 che si chiudeva , però, con una festa di popolo nel 1946 . Anche in questo periodo  la pandemia concluderà la sua “ missione “ e , come per quella peste politica debellata nel ’46 , arriverà  un giorno di Festa   .

 

 

La Festa della Repubblica questa volta è carica di significato , soprattutto, per la ripartenza. "Il 2 giugno saremo impegnati non solo a celebrare una data storica per la Liberazione , ma saremo impegnati per risolvere la crisi attuale .

In un suo discorso, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha anche detto che :

«Con il 2 giugno 1946 s' inaugurava una fase nuova nella storia del nostro giovane Stato, contrassegnata da grande partecipazione popolare, passione civile, speranza nel futuro.
E, di lì a poco, si schiudeva per l'Italia un periodo di crescita economica, sociale e culturale senza precedenti

E volgendo lo sguardo al nostro passato ci si accorge di quanto cammino sia stato fatto dalla Repubblica per garantire agli italiani democrazia, libertà, benessere, giustizia, diritti, qualità della vita. Di quanti ostacoli siano stati superati, quando è prevalsa la coesione, il senso di responsabilità, la lungimiranza».

Nel vivere quotidiano ,purtroppo, , negli anni di libertà sono stati persi per strada  tanti di quei valori e il messaggio del Presidente Mattarella  è  un monito di grande attualità anche verso coloro che nel giorno della riconquistata libertà di un popolo vogliono invece ricordarlo  come un “Giorno di Lutto Nazionale “.

In quell’anno votarono per la prima volta le donne ed emozioni molto nitide mi sono state raccontate a distanza di anni. Sulla scia delle mie insistenze e ripetute sollecitazioni della memoria, una di quelle elettrici del ’46, sollevando  quel velo di oblio, ha emozionato i propri sentimenti raccontando l’inquietudine per il timore di sbagliare o addirittura di andare al  “seggio “. Cos’era il seggio , ha domandato ! “ Mi tremavano le mani quando mi misero in mano la scheda ed avevo timore di sbagliare ,di sporcare la scheda per annullare il voto ” . “ L’abito nuovo ritorna nella memoria di chi racconta e lascia intendere tutta la volontà di dare un segno a quella giornata , di riempirla di ritualità e farla diventare …una Festa.

 

Queste voci , appena di paese , inducono a qualche riflessione che potrebbero richiamare ad una pluralità di significati perché quel 2 giugno del 46 si votò libere e liberi malgrado tanti condizionamenti.

 

 


 

 


 

 

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francesco  casalinuovo  ass.cult kalokrio      jacursoonlime

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