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La Merla di Fine Gennaio

 

 

 

 

Frequentavamo le prime classi delle elementari e, nella nostra spontaneità, credevamo fossero veri quei racconti che si leggevano sul libro dove non mancavano i disegni che da soli raccontavano le storie di San Martino che taglia il mantello per darlo al povero.

 

 

 

Su quel libro aperto sugli indimenticati banchi di legno, con il calamaio di vetro e il seggiolino che si ribaltava , noi non sapevano dei giorni della merla . Racconti che appartenevano ad altri ragazzi della nostra età ma molto lontani da noi dove la loro nonna parlava di un merlo  e di un mese di gennaio dal freddo pungente. A noi , invece , le nonne raccontavano altre storie  più vere del vivere quotidiano mentre  le mamme ci posavano sui piedi " erbe cotte" con la presunta speranza di porre  un sollievo ai nostri geloni....

Erano i giorni freddi di gennaio quando nella stanza di scuola si era in tanti e un solo braciere ma per il professore . A casa l’unica risorsa restava il focolare dove si facevano pure i compiti. I giorni della merla, per convenzione, sono gli ultimi tre giorni di gennaio: il 29, il 30 e il 31 del mese. Proprio a metà dell'inverno questi giorni sono considerati i più freddi dell'anno, sebbene, considerate  le previsioni di quest'anno e guardando anche gli anni passati,  complice il riscaldamento globale, sembra si sia dato un vero e proprio taglio netto alla tradizione.

Bel tempo e temperature più alte della media infatti si attendono in questi giorni, soltanto con poche piogge sparse nel territorio ma niente neve e ghiaccio quando a quel tempo delle elementari , tornando da scuola, bisognava stare attenti alle lastre di ghiaccio tra le pietre del selciato mentre restavamo ad osservare  " i cannoli " che pendevano dalle tegole delle case e della chiesa.

Ma, come per i giorni di Alloween , ancora da venire e a noi sconosciuti, questi giorni vanno ricordati come quelli della Merla che noi ignoravamo solo perché i racconti non facevano tutti parte della nostra tradizione  .

All'origine del nome ci sono principalmente due leggende. La prima racconta dei litigi e dei dispetti che intercorrevano in passato tra una merla e il mese di Gennaio, che prima era di 28 o 29 giorni, e che si divertiva a farle soffrire il freddo ogni qualvolta, nel corso dell'inverno, questa si allontanava in cerca di provviste. Stanca dell'arroganza di Gennaio, un anno la merla raccolse così tanto cibo da non dover allontanarsi mai dal suo nido, rimanendo al riparo dalle gelide temperature fino all'ultimo giorno del mese. Ma Gennaio chiese a Febbraio tre giorni in prestito soffiando vento, pioggia e neve e facendoli diventare i più freddi e rigidi di tutto l'anno.

Sui banchi di legno , pittati di nero , noi senza i giorni della merla  passammo i primi anni della fanciullezza dalla prima alla quinta con lo stesso maestro. Andavamo puliti , vestiti come meglio si poteva  ma ben pettinati e come ogni mattina il nostro maestro , appena entrato esclamava : Pulizia ! Era una ispezione alle mani , sopra e sotto  , collo, orecchie e capelli . Fino a marzo , se non era sofferenza stare seduti era certamente abitudine al freddo della stanza che il braciere , appena costruito " formato economico " con sottile latta grigia e mai di rame che costava tanto. Durava  anche poco. Appena  la prima ora solo  per gabbare il professore ... che non bastava per dare tepore ai piedi del maestro. Ricordo che il carbone  non era di buona qualità e Mariuzza stava li col ventaglio  a dire  .. " stu disperatu ojie non 'boò mu si 'mpoca ! ". Ogni giorno ... no ssi 'mpocava ,però!

Per il 29 gennaio al Centro-Nord c'è già passato un generale miglioramento delle condizioni meteo; tra giovedì e venerdì l’anticiclone tenderà di nuovo ad espandersi verso il Mediterraneo centrale. Nuvole medio basse interesseranno però le regioni tirreniche con qualche pioviggine non esclusa; nel periodo successivo sembra sempre più confermato un anticipo di primavera.

Per l’inizio del mese di febbraio alcuni modelli meteo mostrano infatti l’espansione di un robusto campo di alta pressione sul Mediterraneo centro occidentale che potrebbe determinare condizioni meteo stabili e soleggiate sul nostro paese, affiancate ad importanti anomalie positive di temperatura.

Noi queste cose , addirittura adesso anche sul cellulare, neanche le immaginavamo.

LEGGENDA DI SAN MARTINO

 

Era una fredda mattina di novembre. La nebbia avvolgeva la campagna, il vento spazzava le strade e la terra era indurita dal gelo. Il soldato Martino cavalcava avvolto nel suo pesante mantello e osservava il cielo bianco. -Fa molto freddo, nevicherà - pensò.

Ad un tratto scorse un mendicante, tutto lacero e tremante, che gli chiese la carità.-Pietà di me, signore. Ho freddo e fame.Martino avrebbe voluto soccorrerlo ma non aveva con sé né cibo né denaro. Allora ebbe un’idea: prese la sua spada e divise in due il suo mantello.

-Prendi la metà del mio mantello! Non ho altro da darti.Il mendicante non sapeva come ringraziarlo; i suoi occhi erano pieni di lacrime di gratitudine.

Martino proseguì il suo viaggio. Coperto solo da mezzo mantello, tremava per il freddo.Ma ecco, il cielo si rischiarò, la nebbia si dissolse e apparve un fulgido sole autunnale; cominciò a far caldo.-Che strano- pensò Martino- sembra quasi sia tornata l’estate.Non immaginava, il buon cavaliere, che quel sole era un dono di Dio per premiarlo della sua bontà.

 

 

La Leggenda della Merla

“Una merla, con uno splendido candido piumaggio, era regolarmente strapazzata da gennaio, mese freddo e ombroso, che si divertiva ad aspettare che lei uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo. Stanca delle continue persecuzioni, la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana, al riparo, per tutto il mese di gennaio, che allora aveva solo ventotto giorni. L’ultimo giorno del mese, la merla, pensando di aver ingannato il cattivo gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio se ne risentì così tanto che chiese in prestito tre giorni a febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo e pioggia. La merla si rifugiò alla chetichella in un camino e lì restò al riparo per tre giorni. Quando la merla uscì, era sì salva, ma il suo bel piumaggio si era ingrigito a causa della fuliggine del camino, e così essa rimase per sempre con le piume grigie”.

Il maschio adulto possiede  una bella coda lunga nel piumaggio  tutto nero. Ha  Il  becco di colore giallo  e una aureola  orbitale di colore giallo. La femmina, invece, è  di un marrone - cenerino con la gola chiara e striata, il becco a differenza del maschio , è scuro. Spesso la presenza del Merlo è data dal suo ricco repertorio di note, canta di fatti nascosto da dentro un cespuglio o un posatoio, specie in primavera ma anche nelle altre stagioni.

 

La mia, era una classe molto numerosa come tutte in quel tempo .Era mista  anche se seguiva   l’epoca quando le classi erano tutte maschili o tutte femminili e certe Scuole Elementari avevano addirittura le entrate distinte per uomini e per donne. Come in quella Scuola Elementare  di prima , ora  ricostruita, dove per necessità  era anche Municipio e le femmine entravano da dietro e salivano a parte proprio come si fa oggigiorno per i servizi igienici.

L’ aula aveva una grande finestra e perciò era  luminosa , era arredata da banchi, quelli “ di una volta”, stravecchi, in legno, a due posti, un po scomodi  ma noi non sapevamo di banchi migliori , con buchi utili ad incastrarvi il calamaio in cui intingevamo i “pennini” delle nostre penne a cannuccia.

Di fronte alle fila dei banchi c’era la cattedra, rialzata su una pedana sulla quale “sedeva” l’insegnante , a sinistra  c’era poi una grande  lavagna in ardesia girevole.Quadrettata su una facciata  e libera dall'altra ; sulla parete frontale, al centro, era appeso un grande Crocifisso .

 

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francesco casalinuovo     jacursoonline

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