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La Repubblica

Per meglio comprendere il significato del 2 giugno è perchè si festeggia, bisogna tornare al 1943. In quest’anno Vittorio Emanuele III, visti gli esiti della guerra (voluta anche da Sciaboletta ), fece arrestare Mussolini. Il governo passò quindi al maresciallo Badoglio. Con l’armistizio di Cassibile dell’8 settembre 1943, Badoglio annunciò al popolo italiano che le ostilità verso gli Alleati della Seconda Guerra Mondiale erano cessate.  Di fatti aveva avuto inizio la resistenza italiana che si opponeva al regime nazifascista di Mussolini.

 

L’Italia precipitò in una condizione di forte disagio e tensione. Vittorio Emanuele III scappò nel Sud Italia, ed era ritenuto il principale responsabile della situazione di caos in cui vessava il Paese. Infatti era stata lui ad aver appoggiato inizialmente il fascismo, favorendo l’entrata in guerra dell’Italia. Vittorio Emanuele III venne sollevato dal suo incarico. I suoi poteri andarono ad Umberto di Savoia, principe del Piemonte ed erede al trono. Dopo tali eventi era comprensibile quale potesse essere  il clima in tutto il paese tanto che il principe Umberto decretò che venisse organizzato in tal senso un referendum.

A prescindere dal ceto sociale, dal grado di istruzione o dalla propria condizione economica. Uomini e donne si trovarono fianco a fianco in fila ai seggi elettorali. Una volta dentro l’urna elettorale, ad ogni cittadino veniva assegnata una scheda. Su quest’ultima Il primo era una corona, e raffigurava la Monarchia. Il secondo simbolo, invece, era una testa di donna ornata con fronde di quercia, e simboleggiava la Repubblica

Quest’ultimo si tenne il 2 giugno, data della Festa della Repubblica Italiana. A votare sono stati in 24.947.187, quasi il 90% degli aventi diritto al voto. La percentuale di voti favorevoli alla repubblica è stata del 54,3%, mentre quella dei voti favorevoli alla monarchia del 45,7%. Gli esiti del referendum divisero in due in Paese. Infatti dai risultati apparve chiaro che  al Nord si preferiva la repubblica, con il 66,2% dei voti. Mentre al sud la percentuale di votanti a favore della monarchia era del 63,8%.

Il 10 giugno 1946 si conobbe quindi l’esito. Ma la proclamazione ufficiale della repubblica avvenne solo il 18 giugno. Infatti la sottile differenza tra i due possibili esiti, costrinse la Cassazione a rivedere e analizzare i conteggi.

Per quanto riguarda la politica interna, i partiti di sinistra richiedevano profonde trasformazioni sociali, a cui si opponevano i cattolici riuniti nella Democrazia Cristiana; sul piano internazionale  la DC mirava a rafforzare i legami dell’Italia con gli USA mentre le forze di sinistra volevano che il paese rimanesse neutrale.

Come si votò a Jacurso

In quel periodo del dopoguerra , siamo nel 1946 , a Jacurso  si continua  a soffrire  come durante la guerra .   Le condizioni di vita sono difficili: miseria, fame, disoccupazione sono realtà quotidiane . Repubblica, Monarchia e Costituente in quel periodo nefasto interessavano davvero niente  . Non pochi vendettero la casa e qualche piccolo appezzamento per pagarsi  “ la Nave “ ed emigrare in Argentina. D'altra parte per una popolazione quasi analfabeta , senza interessi nè ideali , chi poteva parlare di aspirazioni repubblicane o monarchiche.!

I politicizzati c’erano ma erano pochi. Tra essi primeggiavano quei pochi  delle scuole "alte " , quattro o cinque in tutto , e quei pochi intraprendenti col frustino del fascismo ancora in mano che tentavano ancora di  coinvolgere un discreto numero di persone senza  convinzioni o ideali solo per  mantenere qualche privilegio ormai perduto.

Restava attivo , però, il gruppetto politicizzato da idee repubblicane , di sembianze  comunista o socialista. Le istituzioni religiose e le famiglie fedeli alla Chiesa  , stavano dall’altra parte. La nascente Democrazia Cristiana cominciava a farsi spazio. I preti pure

Le aspettative di cambiamento sfociarono in aspre lotte sociali, come quelle dei braccianti con l’occupazione delle terre ad Arcomanno ( maidesi , jacurzani e vinoti )  mentre altri , rassegnati, emigravano.

La questione istituzionale, invece ,  venne risolta per mezzo di un referendum: i cittadini italiani (per la prima volta votavano anche le donne), a suffragio universale decisero il 2 Giugno 1946 a favore della repubblica con una netta maggioranza: 54,3%. Fu quindi eletto presidente il liberale Enrico de Nicola.

E’ significativo che nel Sud il 60% della popolazione fosse  per la monarchia. Il risultato del referendum fu un’ulteriore conferma del divario esistente nel paese tra una parte conservatrice e una più progressista.

Il Voto a Jacurso

Voti validi conferiti alla Repubblica 95

Voti validi conferiti alla Monarchia 835

Schede nulle 12

Schede bianche 36

Bandiere esposte su iniziativa della nostra associazione.

Le Considerazioni

Questo è un paese per nessuno : non per i giovani e non per gli anziani  e neanche per quanti il giorno dopo perdono il lavoro senza avviso. E’ un paese per pochi che stanno bene nelle grandi città , nei piccoli paesi , al sud e al nord . Senza meriti e il più delle volte anche incapaci senza capacità.

Certamente l'unità politica d'Italia, maturata il 2 Giugno  con la scelta  repubblicana ,   si può e si deve festeggiare ( meglio celebrare ), ma con la giusta consapevolezza che è urgente e necessario affrontare con coraggio le vecchie piaghe: prima tra tutte quella della crescente arretratezza del Sud, che pone una seria ipoteca sulla possibilità di continuare a essere una nazione visto che si spezza sempre di più. E per noi che per molteplici motivi viviamo al sud, da questo destino avverso non ci salverà certo la retorica patriottica, ma neppure quella vittimistica a cui siamo indolenti a ricorrere senza riflettere.

C’è un manuale , seguito solo nel meridione , semplice da consultare su come prevalere cioè diventare sindaco , consigliere, assessore  provinciale o regionale ma che resta valido dove le arrampicate sociali lo richiedono. E  Le ultime consultazioni europee costituiscono una efficiente fonte di studio per capire anche se non mancheranno ancora  altre scadenze elettorali per imparare a soffrire. .

D’altronde le migrazioni di massa che sono continuate per tutti questi 153 anni e che hanno visto lasciare la nostra  terra milioni di contadini e braccianti prima e centinaia di migliaia di diplomati e laureati oggi non hanno insegnato nulla.

A Roma è stata degnamente celebrata questa Repubblica e il Presidente Mattarella  rappresenta , dopo ad esempio Pertini , un garante della Costituzione  e della Libertà “Non potrà mai esservi giustizia di destra, di centro o di sinistra . Guai a porre a fianco del sostantivo giustizia un qualunque aggettivo. Alla base della democrazia due colonne stanno, entrambe salde: la libertà e la giustizia".

Bisogna pur dire che, eccezione per Roma ed altri grossi centri, il 2 Giugno ha talvolta assunto i contorni e sembianze di una sagra paesana senza alcuna celebrazione .

 

 

 

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franco casalinuovo  jacursoonline   ass. cult kalokrio

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