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'A Cummà Cuamu Staì. Accussì

 

La Giornata della Salute al femminile

 

 

 

L’universo femminile

A jacurso, come altrove , la società civile ha vissuto e progredito all’impronta del predominio maschile durante il tempo in cui le  donne  restavano dominate dall’egemonia dell’uomo – padre in famiglia  e dall’uomo – marito nell’unione coniugale.

Tale consuetudine  prosegue , almeno sino a metà de ‘900, in tutti i campi della società dove le attività lavorative e la vita  quotidiana al femminile continuano a infrangersi  sempre  nella tendenza maschile di minimizzare e sottovalutare tali occupazioni e qualunque ruolo ricoperto dalla donna.

I doveri  di moglie spetta alla donna che attende alle necessità del marito o come  madre che accudisce i figli , alla loro istruzione , alle loro malattie, alla loro crescita.

A tutti i livelli della società, poi, la donna dispone di una libertà di azione molto ridotta rispetto a quella maschile.

Nella sfera delle relazioni familiari, sociali ed economiche, a causa di tale  millenaria subordinazione all'uomo, tracciare una sua autonoma storia in contesti sociali diversi risulta, pertanto, difficile cioè impossibile dove  l’unico protagonista rimane l'uomo .

Uno sguardo al Passato

Per essere giudicata una buona moglie , la donna deve  saper cucinare, lavorare a maglia, fare il bucato, attingere l'acqua alle fontane, filare, tenere ordinata e pulita la casa, raccogliere la legna, governare il bestiame, aiutare gli uomini nei lavori rurali. E sapere aspettare . Se appartiene alla società ristretta  dei civili rimane relegata in casa e, se le càpita di non contrarre  matrimonio , passati gli ..anta si trasformerà in monaca di casa.

L'istruzione della donna

A scuola, nei luoghi di studio, nei centri di istruzione superiore le donne sono quasi del tutto assenti. Lo scarto tra il numero di uomini e donne che sapevano leggere e scrivere o le differenze nel carattere dell'istruzione maschile e femminile sono , pertanto , apprezzabili in base alle differenze di ceto. Tra i maschi l'istruzione era più alta, la scolarità più estesa, anche per gli uomini appartenenti ai ceti bassi; tra le donne, quelle di famiglia agiata avevano accesso all'istruzione, ma, a differenza dei maschi, la formazione si svolgeva in casa o in famiglia.

Dopo le scuole elementari frequentate a Jacurso , luoghi popolosi come  Catanzaro o Monteleone erano le sedi più accessibili per il prosieguo degli studi …per quanti potevano . Per la gioventù femminile non era , però, una predisposizione sociale, preferita da un buon matrimonio che magari potesse incrementare gli averi dell’una e dell’altra famiglia.

A Jacurso è Sindaco Jeradi , quando  l’odierno Consiglio Comunale era conosciuto come  Decurionato e a quel tempo , in una famiglia di benestanti, poteva accedere agli studi uno solo dei figli. Quel sindaco benestante , però, ha una sola figlia e studierà a Catanzaro. Tornerà a casa due volte a settimana,  in calesse. Non ho incontrato altre scelte simili tra le famiglie che potevano far studiare anche le figlie. Il ruolo spettava ai soli maschi e per le femmine era il matrimonio l’investimento familiare.  Altri giovani rampolli ( pochi) studieranno a Monteleone e, per la Laurea,  a Napoli e  Roma  .Più tardi , un’altra signorina benestante , frequenterà le scuole di Roma nel Collegio Femminile..

Jeradi Domenico , sindaco  1848

La Donna :Buona moglie

All'interno dell'ambiente domestico si presenta come nuora rispettosa, moglie fedele, madre premurosa, e irreprensibile padrona di casa, Il marito è la figura centrale nell'universo della donna sposata, esso è il primo attorno al quale ruota l'intero sistema di valori proposto alle donne coniugate.

Alla fedeltà, quasi obbligata e "fisiologica" della donna, corrisponde una fedeltà meno obbligante ma più virtuosa da parte dell'uomo.

Igiene e sanità

I Bambini , considerata la penuria di acqua e la  difficoltà di procurarsi quella  calda in particolare, sono lavati in un catino più piccolo, per razionalizzare e disporre dell’ acqua pulita necessaria. ( Non c’è ragione di crederlo  ma, ancora oggi, si ironizza, che a “ operazione “ finita , con l’acqua sporca si rischiava di  “ gettare “ via anche il bambino!). Tanto per riconoscere quanto doveva essere lunga la “ pazienza delle donne”.

Per la società normalizzata, le condizioni igieniche  “ di quei lontani anni “ , si è scritto in “Salute e Sanita” ,  non erano certamente eccellenti  e , mancando i servizi primari, adulti e anziani  si  ricorreva alla bagnarola di metallo in inverno e spesso alle “ fresche “  acque correnti che in estate non difettavano nelle campagne alle quali la gioventù, abitualmente, preferiva le docce naturali e più divertenti nel Pilla .

Donne e Uomini , ci dono differenze ?

A Jacurso, tra le tante che potrebbero raccontarsi,  la diversità Uomo-Donna appare chiaramente accettata nell’ambito dei  ruoli sociali. Poi qualcosa sarà cambiato quando, come coinvolti  dentro una emergenza non programmata quasi come dentro un terremoto , un’ alluvione , una guerra che accelerò i tempi di trasformazione. Uno di quei momenti fu l’emigrazione ultraoceanica che accrebbe le diversità tra uomo e donna.

Stati Uniti e Argentina ci portarono via un terzo di paesani conseguendo  molteplici risvolti umani. Di disperazione in alcuni casi, di “ sarvezza “ in altri .Ma nel bene e nel male  solo a totale svantaggio/beneficio femminile. La salute delle donne di ogni età subì  le conseguenze negative o il benessere esistenziale. Depressione o esaltazione mentale giravano per il paese in modo inconfondibile.  Perchè dall’altra parte dell’oceano quegli uomini , già ammogliati e  padri di famiglia,  pensarono a rifarsi una vita obliando  moglie e figli trascinando gli sventurati in uno stato di malessere comprensibile. E il malessere fu ed è ancora malattia se non si hanno le risorse per nutrirsi e per curarsi. Peggio se partiti in cerca di fortuna, con la promessa del richiamo e la ricerca di  condizione migliore che Jacurso non poteva prospettare. Quante volte , alla commare che sapeva i guai della vicina  si rispondeva   “  ajiu ciarti doluri de capu !

 

...di una'onestà irreprensibile e due bambini oltre i vecchi suoceri che vivono del lavoro della ().Inoltre risulta che il Marito nell'emigrare nell'America contrasse un debito ormai ridotto a £. 900 che la moglie deve pagare e ..non sa dove sbattere la testa. E' certo che la situazione della famiglia è poco confortante ...Soffre la fame e  per uscire da detta situazione afferma essere pronta a pagare il viaggio di rimpatrio del marito che non sente  l'amore verso i figli garantendo l'erario con l'ipoteca sulla casa  e su un modestissimo bene immobile.

* ridotto sta nel senso peggiorativo che cioè è pure aumentato per gli interessi.

Una lettera " preparata " da un " acculturato di paese" che si presta ai bisogni della povera donna ridotta in miseria. Il Marito va in Argentina col proposito di farle atto di richiamo. Le cose si mettono, però, in altro modo.


La laconica risposta dal consolato . A Cummà, cuamu stati !  Aiu nu malu de testa...chi nno mi pò  passare !

Legati alla malattia delle donne , la solitudine e la depressione sono , infatti , un altro aspetto che le rende diverse dall’uomo . La solitudine che le accompagna in particolari casi della loro vita. Ho tentato di ricostruire quello che poteva essere  la vita personale  delle nostre donne, praticamente sino agli anni sessanta del ‘900. La vita nella comunità di Jacurso, gli approcci tra i giovani , i fidanzamenti , le seduzioni , i matrimoni d’amore  e di interesse. L’emigrazione . La vita scolastica e professionale.

In questa sfera capiente ci è entrato un po di tutto ma è capitato di osservare che in quel passato recente unicamente le donne hanno sviluppato  esperienze di particolari tipologie di “salute “  dovute a inusuali forme di oppressione .  Depressione,  Aborti , Infanticidio , Adulterio, Violenze quasi sempre taciute  e mai confessate ma che  , a volte , sono rimaste intrappolate nei registri parrocchiali di nascita , morte  o matrimonio. Esperienze vissute esclusivamente su una sessualità che si vive tuttora solo al femminile.

 

Concepita  secondo la tradizione della  salute popolare, la cura delle malattie era assai artigianale facendo , spesso , il ricorso alle erbe ritenute medicinali. Prima…prima non c’era la Mutua  o  l’E.C.A  La farmacia non era la Botique dei farmaci né dei prodotti di bellezza ma dignitosamente un Laboratorio dove si potevano formulare e preparare i farmaci. Le medicine  che già scarseggiavano bisognava pagarsele. Don Bruno e Don Lia , Farmacisti, le medicine sapevano anche  prepararle su richiesta. Entrare nella farmacia di allora significava come stare in cucina  a indovinare gli ingredienti  nella pentola. Boccacci imponenti  e austeri con delle scritte importanti , sprigionavano essenze gradevoli che si alternavano a ondate  di sostanze sgradevoli. Il rapporto medico- donna  si manifestava con difficoltà e, a parità di ceto sociale,  difettava delle  capacità necessarie per  esprimersi  cioè rendere  comprensibile la situazione sullo stato di malessere /salute.

La Salute tra Uomo e Donna -  considerazioni

Si potrà dire che gli studi intrapresi in ambito clinico e farmacologico sono sempre stati svolti quasi esclusivamente sul genere maschile e quindi , senza considerazione biologica   e senza alcuna valutazione di genere, gli esiti delle ricerche sono state  sempre applicate alla sfera femminile senza particolari accorgimenti.

Malesseri, Malanni e Malattie vere

Fondamentalmente la quotidianità fa capire e insegna  che ci si ammala , si reagisce  e si soffre in modo diverso tra i due sessi  come diverse sono le infermità sensibili tra uomo e donna . E , sotto  tale aspetto  , non avendo la professionalità per introdurre alcun tema,  bisogna affidarsi a quanto riporta la stampa specializzata che in questi giorni partecipa alla giornata sulla Salute della Donna.

Le considerazioni postume hanno prodotto , infatti , risposte diverse tra i due sessi trattati farmacologicamente  allo stesso modo.

Intanto per capire meglio questa diversità ,  sembra opportuno riportare qualche statistica dando il giusto credito  come l'allungamento della vita , a partire dal '900,  sia merito dei progressi della medicina.

La riduzione drastica della mortalità infantile e da parto, è uno dei buoni risultati ricordando che  dar la vita a un bimbo era già un'impresa: quasi il 40 per cento delle donne moriva prima dei 35 anni per le complicazioni del parto e ,  come si è già visto dai registri del fine '800, circa sei bambini su dieci non raggiungevano il terzo anno di vita e  la maternità , a Jacurso, ha significato più volte il rischio da mettere in conto un evento non a lieto fine per la donna.

Oggi si muore di cancro o di crisi cardiache, ma l'incidenza delle epidemie è ormai un lontano e neanche più triste ricordo. Ma di  vaiolo, colera o malaria ,tifo ..l’incidenza di mortalità femminile, almeno a Jacurso,  era superiore a quella maschile.

Forse per la scarsa alimentazione , per le condizioni igieniche che subivano  i neonati e  i maschi , nell’età giovanile , superavano in sopravvivenza  il sesso opposto .

Quanto alle donne in età fertile e comunque entro i cinquanta anni,  si registrava un indice negativo per mortalità anche dovuto alle  ripetute e ravvicinate  gravidanze. Logorate  dal  lavoro (agricolo ) e dall’inadeguata alimentazione,questi fattori  contribuivano certamente a detto  indice di mortalità.

Mi viene incontro la testimonianza di qualche donna che sulla condizione  femminile  non si è dimenticata delle fatiche , cioè dei malanni patiti dalle donne durante le gravidanze.

Intanto si lavorava  sino al parto che poteva avvenire  dietro una pergola o sul gradino di una casa di  campagna. Spesso “ i mariti “ mandavano in campagna  a  far “ stancare “  la donna  (moglie) e con l’acuta  intenzione di procurarsi un aborto compiendo lavori faticosi.!!

E’ intuitiva l’assenza di controlli e precauzioni …semmai avveniva il contrario. Gli aborti vennero , anche ,  sempre cercati o volontariamente  procurati. Con  pratiche che fanno inorridire. Perforazioni con ferri certamente  non sterili che comportavano  dolori , emorragie che ogni donna oggi può immaginare e che , eseguite  da “ praticone “ si trasformavano in vere tragedie.

Oggi  sono proprio le donne le maggiori consumatrici di farmaci rispetto agli uomini: 42,92%  contro  il  34,31% -.

Abbandonare un figlio ed esprimere il desiderio almeno del suo nome.Non è battezzato è, anche, la preoccupazione della madre.

In Italia ogni anno nascono poco più di 500.000 bambini di cui circa il 7% prematuri. La tutela di questi neonati “fragili” dovrebbe fondarsi su tre punti cardine: prevenzione, sicurezza e assistenza post-ospedaliera. Ancora oggi l’assistenza neonatale non garantisce , purtroppo,  gli standard qualitativi tra regione e regione, tra Nord e Sud. Nel nostro comprensorio le cronache recenti si sono spesso occupate di tali episodi di mala sanità.

La gravidanza, il parto e il puerperio rappresentano ,anche , fattori di alto rischio per l’insorgenza di altri disturbi . Si stima che nel nostro Paese siano oltre 90.000 le donne che soffrono di disturbi depressivi e di ansia nel periodo perinatale. A esserne colpite sono circa il 16% delle donne nel periodo della maternità, con percentuali dal 10-16 al 14-23% in gravidanza e dal 10-15 al 20-40% nel post partum.

Si tratta di stime molto approssimative apprese dai documenti di inchiesta  e dalle riviste mediche.Quanto alle morti violente ,sono le donne a superare vistosamente gli uomini. A Jacurso con una percentuale di 75% praticato da donne contro il 25% maschile.

Sono emerse ,inoltre , differenze significative tra donne e uomini, in particolare per il sistema cardiovascolare e l’esperienza medica evidenzia , anche , che le donne spesso lamentano sintomi differenti rispetto agli uomini.

Le malattie autoimmuni, per fare un altro esempio, risultano molto più frequenti nelle donne: artrite reumatoide, sclerodermia, Sindrome di Sjogren , Fibrosi  …..Tiroide

In campo oncologico, alcune patologie pressoché di esclusivo appannaggio maschile, colpiscono sempre più anche le donne: tumore polmonare  , tumore della mammella.

E poi le malattie neurodegenerative

Apicella .Il cognome bizzarro che sarà dato dall'Ufficiale di anagrafe. Sarà portato a Vibo

Mamme solo mamme , anche quelle che oggi partono dalla Libia - violentate

demenze, sclerosi multipla; le principali problematiche di salute mentale quali ansia, depressione (anche in gravidanza), disturbi del sonno; l’osteoporosi.

Ai miei tempi ,quando la parola  Asilo era muta, cioè non esisteva,  bambini e bambine  ci ritrovavamo in due punti raccolta. Entrambi in località Stretto di Mezzo.  Non c’era alcuna insegna ma tutti ricordiamo si chiamassero  “ Bettuzza “ e la “ Sipendinota “. L’una era attrezzata di cortile interno , l’altra usufruiva della Strada come spazio esterno. Si avvicinavano le galline richiamate dal profumo della frittata delle quali erano corresponsabili. Erano anche molto intraprendenti   quando, con quei due occhi senza espressione , brutti  , piegando, giravano la testa e , a tradimento , sferravano…certe beccate sulle fette di pane e…via!

Il resto era pane e zucchero, pane in carrozza, pane e casu. Tutto prodotto localmente. Una parete inchiodata di chiodi inclinati reggeva una trentina di “ panierini di vimini e a fianco “ lu vozzariajhu “. Anche li proliferavano le infezioni e non si faceva caso . Forse si rafforzava anche il sistema immunitario considerando che l’igiene  era appena appena presente quasi per caso.

Più tardi arrivò  la refezione. Si andava  a mangiare all’uscita da scuola ( elementare ) ed era frequentata dai bisognosi, dai figli di prole numerosa. Iniziava a  percepirsi la presenza di  più igiene e pulizia e cominciavano a intravedersi i primi disinfettanti . Poi Arrivò anche l’asilo con Don Vittorio . Si  distinguevano bene già i cestini di plastica in cui si metteva la merenda e il bavaglino .Erano rigorosamente azzurri per i maschietti e rosa per le femminucce. Eh già, perché allora si usava così, ora non c’è più questa distinzione e li vedi per strada mentre s’incamminano verso l’asilo con i loro  zainetti  colorati e griffati, tutti uguali e ugualmente inflazionati.

Certo ai miei tempi i cestini li chiamavamo “ Panaru “ (contenitore per pane ) .Erano tutti uguali e si distinguevano solo per la manifattura. PEZZI UNICI griffati nei laboratori di campagna che  almeno non si dividevano in categorie: standard, lusso, superlusso. Adesso come vedi passare per strada gli “angioletti” puoi facilmente indovinare il 730 dei genitori. Ma anche questa è finita come sta per finire l’ultimo giorno e l’ultimo anno di scuole a Jacurso. Stiamo chiudendo . Sbarreremo le porte e le metteremo in sicurezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

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