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Santa Cruce La Grazzia la Pedata de la Mula

Dalla Croce Santa di Cortale alla Madonna delle Grazie di Curinga alla Pedata della Mula di Jacurso

Tradizione , Storia , Legenda


Il termine folclore o folklore (pron. [folˈklore]; dall'inglese folk, "popolo", e lore, "sapere") si riferisce all'insieme della cultura popolare, intesa come le forme di tradizione tramandata spesso oralmente e riguardante conoscenze, usi e costumi, miti, fiabe e leggende, filastrocche, proverbi e altre narrazioni.

La Santa Croce - scolpita in pietra di tufo

Con l'avvento della società post - industriale, parzialmente soppiantata dalla civiltà del terziario e della tecnologia avanzata, è stata riscoperta la cultura contadina e la civiltà rurale, tanto vilipese anche se sostanzialmente aperte al mondo dell'irrazionale, alla concezione religiosa della vita, all'unità organizzativa della società naturale il cui epicentro era la famiglia.

 

Nel momento in cui si è allargato il dibattito fra identità culturali e tradizioni popolari con la società del moderno e del post - moderno è importante salvaguardare le identità che affondano le loro radici nella storia e nella tradizione popolare.

La tradizione popolare rispecchia i tratti storici, culturali e spirituali di una comunità etnica. La sua conoscenza e salvaguardia concorrono a risolvere i problemi connessi al processo di sviluppo socio - economico delle comunità interessate.

La storia locale e la tradizione popolare testimoniano, inoltre, nei suoi multiformi aspetti, la secolare cultura di una popolazione , sino a risalire alle origini della vita comunitaria attraverso un constante aggiornamento dei vari cicli di vita umana.

Il Folklore popolare presenta molte analogie con la tradizione religiosa dei popoli; entrambi, infatti, traggono origine da un miscuglio di miti e leggende, usanze e credenze che risalgono ai primordi della civiltà o ad antichità remote che si ispirano a pratiche religiose d'indubbio sapore pagano.

Nel nostro racconto la leggenda della Santa Croce di Cortale , della Madonna della Grazia di Curinga , della Pedata della Mula di Jacurso ,sono accomunate dalle stesse pratiche religiose dal forte richiamo pagano.

La santa croce -in occasione della venuta di Papa Benedetto a Lamezia

La società naturale su cui si basava storicamente e tradizionalmente la civiltà contadina, era quindi la famiglia intesa come centro di gravitazione della convivenza umana con il parentado, il vicinato, la comunità.

Dalla famiglia, attraverso la generazione adulta (nonni e nonne), si dipartivano e rafforzavano le varie linee di socialità nei rapporti con i figli, i nipoti, i consanguinei, per giungere ad un armonico inserimento della vita familiare nel più vasto contesto della convivenza sociale.

La famiglia è sempre stata l'istituzione più radicata della civiltà contadina. La cultura contemporanea, da quasi un secolo, ha messo in discussione l'istituzione della famiglia patriarcale, ieri largamente contestata oggi largamente superata.

Madonna della Salvazione a Jacurso

La Croce di Cortale - finemente adornata e donata da Gerardo Sacco a Papa Benedetto

Madonna delle Grazie

Rimane, comunque, il fatto che la generazione anziana del mondo rurale ha sempre svolto un ruolo primario nel trasmettere un ricco patrimonio culturale di saggezza e di conoscenza che si è tramandata e si è conservata da una generazione all'altra.

 

Tratta da alcune ricerche e facente perte di alcuni scritti contemporanei , viene riportata una preghiera serale ,tramandata oralmente in una famiglia agricola di Cortale , a testimonianza di quanto era sentita la religiosità nel senso propizatoria per la salute e i favorevoli auspici per i prodotti della terra.

 

Alla sera preghiera tramandata tra generazioni a Cortale

Mi curcu cu Dio, cu Marcu ( Matti ) e ccu Mattia,

cu Pietru e ccu Giuanni, Gesù Cristu mu mi accumpagne ( accumpagna ).

A lu capizzu Gesù Cristu, a li piedi S. Michieli,

a li canti nce su’ li Santi, ammienzu la casa la Cruce vattijata,

arriedi la porta l’Angiulu fhorte, a lu varrile l’Angiulu chi bbive,

a la scala l’Angiulu chi anchiana, a lu tavulatu Santu Fhortunatu,

a li ceramidi Santa Catarini, ammienzu la via la Vergine Maria.

Cu ttia mi curcu, matre de Cristu, e ccu ttia mi addormiantu,

sacciu la curcata, no ssacciu la levata,

anima mia tu si raccumandata.

O Angi(u)lu de Dio, tu (chi) (s)si cumpagnu mio,

mi accumpagnasti oje, accumpagnami stanotte,

lu Nimicu nommu mi accoste ne ppe strata e nne ppe via,

nemmenu a l’ura de la morte mia.

Io mi addormiantu e mi ripuasu,

Cumpessione, Cumunione, Annolione, Uagghiu Santu,

lu Patre, lu Fhigghiu e lu Spiritu Santu,

e mmó chi aju sti amici fhidili, la cruce mi fhazzu

ca vuagghiu dormire (dormiri)

 

 


aratura nelle campagne di Cortale

La storia della civiltà contadina è sempre stata profondamente legata ai confini della propria terra, alla propria identità, alle proprie tradizioni, alle proprie norme di vita che affondavano le radici nell'anima popolare.

Nel nostro circondario restano ancora attuate le tradizioni di portarsi a piedi (durante la notte ) alla Madonna della Grazia, alla Turra (Torre Ruggero ) ecc.

Le tradizioni popolari del mondo contadino ,quindi , non si esaurivano soltanto nella famiglia e nell'attaccamento alla terra, ma si radicalizzavano nel sostanziale legame con la natura e la religione.

Natura e Sopranatura non erano direttamente distinte, ma si confondevano a causa d'una insufficiente formazione religiosa, spesso sminuita di superstizione.

Tale situazione assumeva un aspetto importante nella convivenza sociale e nella moralità comportamentale dell'individuo e del clan familiare. Il valore della civiltà rurale si misurava proprio in questo senso della sua naturalità e del suo umanesimo.

Una civiltà materiale che si intrecciava con i concetti della fede, astratti e invisibili. Era il mondo contadino del passato, ricco di celebrazioni, di simbologie e di credenze che a volte sfioravano la superstizione.

la Grazia - la chiesetta

Le tradizioni popolari, i segni della fede sul territorio, i santi locali e i patroni, i voti e i miracoli, le processioni e i pellegrinaggi, le feste e le compagnie religiose,  i sacrifici della Quaresima e il teatro sacro della Settimana Santa, le feste dei morti e il Natale,... sono argomenti che caratterizzano questa ricerca.

Un mondo per certi versi arcaico ma che sopravvive ancora nel sostrato della società contadina moderna, dove fede e spiritualità rappresentano valori importanti e la celebrazione del rito mantiene in parte la sua funzione di collegamento tra il corpo e lo spirito.

una processione a Jacurso

Rodolfo Mascaro - I votorelli ex voto


un pellegrinaggio alla Pedata della Mula - parroco Arc.Guzzo

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