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San Nicola del Pilla

 

San Nicola del Pilla

La chiesa doveva trovarsi nel mezzo della campagna dove il terreno è meno scosceso ma dei suoi resti non si è saputo mai troppo. I proprietari che da generazioni coltivano questo terreno hanno sempre saputo, però, che in questo loro appezzamento esisteva anticamente una chiesa. E non per caso in questa parte di territorio i toponimi appartengono al nome di alcune figure religiose.

Sicuramente una chiesetta, perché non è mai stato detto diversamente , costruita al riparo e nella solitudine del posto. Anche se non si nota la presenza di alcuna struttura muraria, il terreno ,dicono quelli che lo hanno sempre coltivato, ha tirato fuori ( nel corso delle arature ) affioramenti in superficie di materiale certamente adoperato per una fabbrica muraria. Materiale fatto di cocci ,arenario e pietre estraneo alla composizione del terreno locale.

La località mangani  ( Cortale ). Siamo sulla antica strada che parte dal convento di Maida, si porta in territorio di Jacurso e prosegue per Cortale in prossimità del Cimitero

Località Mangani di Cortale .Si nota la chiesetta e l'antica strada che proviene dal convento di san francesco


 

Quanto sopra proverebbe che il primo insediamento (che poi diverrà Jacurso) si era formato in questa zona e nelle adiacenze  di questa chiesa e del San Giacchino ad esso (Santu Nicola ) contiguo.

Un riscontro certo appare ,invece, in una enciclopedia dove si legge che in quel luogo fu trovato un calice e consegnato all’allora vescovo della diocesi di Nicastro.

Tale testimonianza viene anche ripresa in una descrizione fatta dallo studio araldico di Genova che accompagna la consegna del bozzetto relativo allo stemma Comunale .

Nella nota relativo all’abitato viene riportato tale episodio e si sofferma presumendo che il primo insediamento potesse essere sorto nelle vicinanze. Questa zona denominata appunto Santu Nicola (dizione geografica nel linguaggio locale ) si accomuna ad un altro luogo vicino  che porta il nome di un santo . E’ San Gioacchino (lu Sangiacchinu nel linguaggio locale ) che attira l’attenzione nei confronti di un altro importante come San Gioacchino da Fiore.

Altri riferimenti interessano la toponomastica del posto come la timpa de Nicola “ oggi al di sotto del limite  stradale  ma al tempo certamente disposto in un territorio alberato dove ,per memoria del passato ,si dice venissero scaricati ,lungo il pendio del burrone ,gli asini morti. Di asini ne esistevano quanto gli abitanti, almeno due per famiglia e ,come per le persone, la vecchiaia avanzava anche per queste bestie che  erano sfinite, soprattutto,  dal lavoro compiuto. E questo sarebbe stato  il loro cimitero.

Altri toponimi “ l’acquaru de santu nicola e il vallone ( Vajhune ) de santu Nicola “ dove si forma l’acquaro per l’irrigazione dei campi da quella zona .

Non si conoscono riferimenti storici mentre sono provati i riferimenti in atti notarili dove viene riportata la proprietà di questo bene ecclesiastico   appartenente al Convento di Santa Veneranda di Maida. Il riferimento è datato all’anno mille e pertanto si deduce che l’insediamento del primo nucleo ,che darà origine a Jacurso , potrebbe essere collocato  anche prima dell’anno mille.

In tale atto notarile la Chiesa viene indicata col nome di “ San Nicola del Pilla “. E' chiaro il riferimento alla presenza del vicino corso d'acqua  o forse alla località che ancora porta questo toponimo.

Attigua al San Giacchino e Santu Nicola si trova ,infatti, la campagna ,il corso che da moto ad un mulino e qualche altro indizio importante.

Su tale interessante conoscenza sta conducendo una approfondita ricerca il Dott. Notaris F. da Cortale che ,unitamente all’Associazione Kalo Krio , sta eseguendo anche riscontri e approfondimenti nei territori di Maida ,Jacurso e Cortale.

Particolarmente interessante ci è apparsa la linea che congiunge i tre edifici religiosi nel territorio di Jacurso e di Cortale:   San Nicola ( Jacurso ) – San Michele (Cortale ) e Santa Maria di Canna (Cortale ).

Quanto a Jacurso ,al quadrivio da dove inizia la strada verso il Sangiacchino e Santu Nicola è tuttora visibile l’icona di San Michele. Questa, con l'intenzione di essere restaurata , è stata purtroppo depredata dal suo antico aspetto ed è nei progetti di recupero . Impegno civico che ha   riportato il restauro ad altre icone grazie al Gruppo Recupero che si autofinanzia.

Quest'Icona  è posizionata sul lato destro della salita sulla strada Costiera Grande e mostra l’ unica nicchia (con l’immagine di San Michele) rivolta verso Santu Nicola e in direzione di San Michele ( contrada Fellà di Cortale ).

Non ricorre  il caso per riferire sulla importanza di queste icone ma in passato equivalevano alle targhe e frecce delle indicazioni stradali odierne. Indicavano la direzione da seguire verso una località attraverso l'immagine di un santo.

A queste chiese era stato assegnato un territorio oltre a beni materiali e per quei tempi erano di fondamentale importanza per la sopravvivenza degli abitanti locali che avevano l'opportunità di coltivare  quelle terre con la mansione di coloni..

Fondamentali erano anche le vie di comunicazione che legavano questi territori e le proprietà delle Chiese . Abbiamo rifatto i vari percorsi che solo in alcuni tratti restano deformati ,deviati o impraticabili ma bastano per riscontrare gli antichi collegamenti.

Il nodo al quale queste Chiese si rapportavano, restava sempre il Monastero di Santa Veneranda di Maida dal quale dipendevano e avevano in “ gestione “ la proprietà terriera.

Successivamente ,quando per eventi particolari  che meritano di essere trattati a parte e nella loro interezza, le proprietà passarono al Convento di Maida.

Quanto anticipato ,vuole essere solo un primo approccio verso quanto il Dott. Notaris potà dirci su questo tema molto interessante che apre e rivede il passato dei comuni di Maida , Jacurso e Cortale.

Tali comuni sono stati uniti non solo da una viabilità comune ma soprattutto da interessi ecclesiastici ed economici per la posizione geograficamente dominante .

 

Santu Nicola e SanGioacchino a Jacurso

Le chiese sono allineate .da Santu N icola alla Madonna di Canna

Non va dimenticato che stiamo territorialmente in mezzo all’istmo e che le merci arrivavano dalla zona jonica percorrendo strade carrabili e pianeggianti sino alla confluenza del fiume Pilla col  Pesipe e del grande fiume Amato.

Il Fiume Lameto (anticamente chiamato ) era al tempo anche navigabile e pertanto le merci venivano imbarcate nella zona della “Vota Tunda “ nei pressi di “Galiano “ o Pipizza “.

Un pezzo di storia importante che non mancheremo di scrivere e , aspettando la definizione delle ricerche ,sarà il Dott. Notaris a illustrare  il      San Nicola del Pilla

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