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La famiglia Pignatelli e Madama Laura

Pignatelli Aragona Cortès, duchi di Monteleone

Alcuni storici considerano la famiglia Pignatelli, una tra le più potenti e acclamate del meridione. Meno importanti ,ma ugualmente potenti, furono le famiglie  Caracciolo ,Carafa ,Loffredo che ebbero un ruolo non meno determinante dei Pignatelli nelle vicissitudini del nostro piccolo paese.


Della famiglia Pignatelli ,il primo antenato ,menzionato ufficialmente in alcuni documenti d'archivio ,è Lucio Pignatelli già nell'anno 1102 mentre le origini del cognome e dello stemma , che distinguono la famiglia Pignatelli ,si fanno risalire a un tal Landolfo Pignatelli.

 

A noi, a dire il vero,poco importa della loro storia se prendiamo a considerare la dominazione alla quale fummo soggetti sin da 1770 quando, sicuramente, il "padrone" andava servito e onorato con vincoli di sottomissione non certo facili da accettare e peggio da  sopportare.

Noi ,jacursani del 2000,  abbiamo conosciuto i momenti infelici delle due guerre, la paura dei terremoti e delle alluvioni, la tristezza per le emigrazioni e ai nostri giorni le difficoltà dei figli.

Tutti, dunque, abbiamo patito qualcosa nel corso di ogni esistenza  e in quei tempi lontani il patire di quei nostri boscaioli, pastori o contadini saranno state principalmente le sudditanze  oltre alle angustie del loro vivere .

Ma chissà quante volte avranno bussato " coi piedi " portando capretti e formaggi, granaglie e farine ed ogni gran bene che arrivava dalla terra ! Cerimoniali frequenti presso le abitazioni del gabelliere che abitualmente si portava a cavallo per controllare la coltura e il buon mantenimento delle terre !

Un atto di pignoramento dei frutti nella terra " Cerasara"

Chi scrive non è comprensibilmente nelle condizioni di narrare le lusinghiere carriere di questa antica famiglia nonchè dei Principi e Duchi ,Contesse o Principesse che passavano la vita combinando amicizie e matrimoni per mantenere la specie .

Si limita a scrivere di loro semplicemente per la lunga odissea nella quale trascinarono le nostre amministrazioni sin dai tempi del Decurionato, del Regno di Napoli o di quello dei Savoia, del Periodo Fascista sino ai tempi della Repubblica e via dritti sino ai nostri giorni.

Le terre contese. Madama Laura e Cerasara-oggi lazona è molto boschiva dopo gli interventi "sperimentali "degli anni 50.

Prima ancora solo fertili terre ,seminativi e pascoli.


Perché tanto è stato il tempo necessario per difendere ed avere ragione dei nostri Territori e dei nostri Confini.

Una storia poco conosciuta persino dagli ultimi che hanno amministrato questo Comune .

Perché il territorio andrebbe percorso e osservato, difeso e valorizzato e prima ancora esplorato tra le carte degli archivi.

Ma non sempre capita di avere questi stimoli se non intervengono fatti occasionali utili per documentarsi sulle vicende del passato.

Con questi presupposti un riconoscimento meritevole sarebbe forse avvenuto, magari pure su iniziativa della nostra associazione, che avrebbe saputo  proporre un evento degno per la circostanza .

L' esito finale favorevole  concludeva  ,infatti,l’impegno profuso nel tempo dagli Amministratori che, tutti uno dopo l’altro, per più di due secoli resistettero alla intraprendenza di estranei che da soli si erano arrogati la proprietà dei territori.

La sentenza finale arriva, infatti, negli anni tra il 2007 o 2008, ponendo fine ad un contenzioso tra il Comune di Jacurso e la famiglia Pignatelli prima ed i loro discendenti dopo.

...si scriveva della famiglia

I Pignatelli possedettero oltre centosettanta feudi, diciotto contee, venticinque marchesati, sedici ducati e quattordici principati; ebbero numerosissime parentele e si distinsero in molti rami.
Da Riccardo Pignatelli, vissuto intorno all'anno 1250, discese Tommaso Pignatelli, governatore nell'anno 1431, che ebbe tre figli:

Stefano, Carlo e Palamede.

Da Cesare, figlio di Stefano Pignatelli, discesero i Pignatelli che governarono le terre della Puglia;

dal figlio di Cesare, Giovan Battista discesero i principi di Strongoli;

Da Carlo Pignatelli e dal figlio Ettore discesero i duchi di Monteleone (attuale Vibo Valentia) e i conti di Borrello estinti nel 1664 nel ramo dei Pignatelli di Cerchiara.
I Pignatelli hanno goduto nobiltà oltre che in Napoli anche in moltissime altre città, tra le quali Tropea.

Anche all’estero la famiglia Pignatelli ebbe proseliti ovvero in Spagna e in Messico.

Tre pignate - lo stemma (Arma ) dei Pignatelli

Dopo avere osservato tanto lustro bisogna riconoscere che proprio non abbiamo o meglio non ebbero ad abbassare il capo i nostri antichi amministratori e pure il nostro popolo che sicuramente era a conoscenza di queste dominazioni.

E per resistere in queste liti abbisognava ricorrere pure agli avvocati cioè procurarsi buone provviste di denaro !

Tra i Pignatelli che ricoprirono cariche prestigiose in ambito ecclesiastico, ricordiamo Antonio Pignatelli divenuto papa nel 1691 con il nome di Innocenzo XII.

Anche a Jacurso, nel passato, più d'una di quelle famiglie nostrane, in aria di importanza, seppe piazzare  un sacerdote, un chierico, un abate ! Era abituale farlo.

Chiesa e Padroni sono sempre andate d’accordo.

In campo militare i Pignatelli non disdegnarono la loro partecipazione .

Troviamo Rodolfo Pignatelli, consigliere di Guglielmo il Normanno; Angelo Pignatelli, capitano di Carlo III; Marino, familiare di re Ladislao Giacomo, ambasciatore di Federico d'Aragona presso i Turchi;

Tra questi, a noi jacursani, interessa, ad esempio, Ettore Pignatelli, il quale ottenne dal re Ferdinando il Cattolico il titolo di conte di Monteleone, titolo, poi, elevato a duca dall'imperatore Carlo V.

Certo che ci sapevano fare questi della famiglia Pignatelli. Sinora li abbiamo trovati bravi in tutti i ruoli.

Ecco perché si scriveva che alla corte sono sempre esistiti i lecchè, i furfanti, i trastullanti, ruffiani, serventi, fedeli e così via.
Tra i Pignatelli, duchi di Monteleone, molti ricoprirono importantissime cariche.

Un Ettore vissuto tra il 1572 e il 1622, fu Grande Ammiraglio del Regno di Sicilia nonchè Grande di Spagna.

Le numerose parentele dei Pignatelli con altre famiglie del Regno, tra le quali quelle con gli Acquaviva, i d'Avalos, gli Aragona, i Doria, i Filangieri, gli Spinelli, portarono al Casato numerosi beni e titoli, attraverso i quali si contraddistinsero i diversi rami della famiglia.

Quanto ai Pignatelli che amministravano Monteleone ( la Vibo Valentia di oggi ), la buona occasione capitò quando Giovanna Aragona Cortès, unica figlia di Diego Aragona e di Stefania Carrillo Cortès, trasferì i titoli (marchese e conte ) e i beni materni, oltre ai numerosi titoli e feudi paterni ai Pignatelli di Monteleone.

Nel 1639 sposava Ettore VI Pignatelli, duca di Monteleone e nel contratto matrimoniale si stabiliva che la loro discendenza dovesse chiamarsi Aragona Pignatelli Cortès.

Non si sta a scrivere la storia gloriosa di queste famiglie del passato, sicuramente encomiabili nel loro grande lavoro di unire i patrimoni,per commemorare queste grandi dominazioni.

Scrivendo, sfogliando, cercando abbiamo incontrato anche  Madama Laura, e scavando, scavando tra Madonne e Madame di Monteleone qualche indizio ci è parso valesse  annotarlo.

Che non può soddisfare, ovviamente,  la fretta di sapere e che  non porta a facili illusioni. Ma che pone qualche tassello alle  nostre conoscenze

Nessuna illusione e nessuna certezza come, invece,  appare    la fontana ( ancora e sempre al suo posto, ( ora) in mezzo al bosco ) che nelle descrizioni giudiziarie – relative al contenzioso - viene chiamata “ la Fontana di Madonna Laura “ o al fabbricato che conserva solo le fondamenta ma che nel  toponimo indica  “ la Palazzina " a ridosso di Madama Laura e prossima al Timpone del Monaco.

Identità dei coloni o contadini  e prodotti agricoli che venivano passivamente confiscati per chi non pagava le "fondiarie" - proprietari che certo non erano morti di fame ma semplicemente Duchi o Principi. Di mezzo ci scappava sempre "l'Ortulanu "

Nella prossima si scriverà della vicenda che vede coinvolti la Sig. Antonetti, l’esattore delle tasse e il conte Pignatelli.

E si comincerà a dire, pure,del Feudo.

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