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Per non Dimenticare

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Quell’otto settembre del 1905

Il 1900 è stato un secolo di grandi eventi per lo più negativi .Nel peggio, hanno coinvolto una moltitudine di persone e stravolto quasi sempre la vita normale di tanti popoli, in pace con se stessi e con gli altri .


Per la maggiore sono stati anche eventi voluti dalla mente umana ai quali si sono poi accompagnati pure quelli scatenati dalle leggi fisiche,interne al pianeta che “ospitiamo” , già che sentiamo la padronanza di dominarlo!! .

 

Questi tanti episodi dovrebbero indurci ad una profonda riflessione ma ,poi,siamo sempre pronti alla sfida da dominatori.

Il nostro piccolo comune tra le due guerre ,le alluvioni ,i terremoti e l’emigrazione non ha potuto sottrarsi ovviamente a nulla e spesso ,come forse altrove, ha visto sobbalzare la sua apparente tranquillità quando meno pensava capitasse .

Lasciamo perdere …che da sempre siamo bravi a farci anche male da soli ma in circostanze come queste, in un baleno ,…parte forte la solidarietà e si torna ad essere “ umani “.

Quel settembre del 1905 ,popolo di contadini ,artigiani ,civili e donne di casa ,non eravamo ,pertanto ,operosi nei lavori campagnoli o di paese ma come abitualmente, immersi nel profondo riposo notturno prima che il richiamo dei galli ,campagnoli o di paese, cominciassero ad avvisare che un nuovo giorno di fatica stesse per iniziare.

  • Invece alle 2,45 … Botto da 6.7 !

Riportano le cronache ………………….

Alle ore 2.45 dell'8 settembre 1905 un rovino terremoto sconvolse la Calabria . Ancora una volta questo flagello naturale, che tanta distruzione in passato aveva già arrecato alle nostre contrade, provocò morte e desolazione, ed i circondari di Nicastro e di Monteleone furono le aree più colpite.

Si registrarono oltre 550 vittime, 2615 feriti, e la distruzione di interi paesi quali Zammarò, Parghelia, Piscopio, Stefanaconi e Martirano.

Queste furono le prime cronache che riportarono i notiziari giornalistici del tempo.

A Jacurso non si lesse nulla sull’accaduto perche si era ancora molto analfabeti e perché i giornali non si conoscevano. Qualcuno,pochi, leggevano il giornale due volte a settimana ma sempre il giorno dopo -.

Le cronache appartenevano al giorno precedente perché “il postale “ i giornali li portava in serata nella corsa di ritorno da Catanzaro .

E perciò si leggeva il giorno successivo !

Jacurso non fu completamente distrutto ma fu sufficientemente “ammaccato “ tale da creare pesanti preoccupazioni per trovare un riparo e destare sufficiente angoscia per ripensare ad una casa da rimettere in sesto ,come si era abituati a dire.

  • Come erano edificate le case a quel tempo.

I caratteri edilizi prevalenti ebbero un ruolo importante nel determinare gli effetti: materiali poveri (ciottoli, mattoni di fango e paglia, pietrisco legato con malte terrose) si univano a tecniche costruttive spesso sommarie, dovute alla povertà e alla precarietà degli insediamenti.

Negli atti ,le case dei contadini vengono descritte come "tuguri da trogloditi". Le cattive condizioni statiche delle case amplificarono ,poi ,gli effetti del terremoto.

Nei piccoli paesi ( Jacurso ) le case erano fabbricate ,per lo più, con ciottoli, con pezzi di roccia, con "breste", cioè grossi mattoni fatti di mota e di tritumi di paglia non cotti al forno, ma essiccati al sole.

Tutto ciò era tenuto assieme da una malta terrosa, oppure semplicemente da fango. I tetti erano costruiti con capriate e spessissimo con semplici "puntoni",

  • Come si avvertì la scossa

Il terremoto fu accompagnato da un intenso rombo di tuono prima e da un suono sordo "come di un treno quando entra in una galleria".

Noi, in questi ultimi mesi ,le ultime scosse le abbiamo avvertite proprio in questo modo .

Molti osservarono un bagliore o un lampo chiaro in coincidenza con la scossa. Altri descrissero il fenomeno luminoso come una specie di luce seguita da una striscia di fuoco.

  • La testimonianza del Dott. Giliberti

Scriveva il medico dott. Giliberti – medico condotto a jacurso.

Il terremoto che ha colpito violentemente le Calabrie non ha risparmiato questo piccolo paese, il quale è tutto in completa rovina.

I fabbricati sono quali crollati, quali crollanti e quali pure inabitabili per le molteplici lesioni riportate.

Il recente fabbricato delle Scuole è pure gravemente lesionato, e quindi non più adatto allo scopo . La popolazione è in aperta campagna, desolata e piangente, senza tetto, senza vesti e senza pane. Quella notte fatale si ebbero in questo paese due morti e sei feriti.

Da qualche giorno sono incominciate a  manifestarsi delle malattie a carico dell’apparato respiratorio e locomotorio.                                               Urgerebbe l’impianto di una (baracca ospedale) con qualche letto per gli infermi più gravi.

Le partorienti si trovano in condizioni di miseria, dovendo partorire in aperta campagna; e come le puerpere insieme ai loro nati siano sottoposte ad ogni sorta di disagio e a tutte le possibili infezioni.

Comunico  inoltre che il pane, finora qui giunto per opera del governo, è quasi tutto ammuffito ed avariato tanto che il medesimo somministrato agli animali non è stato da essi mangiato.

....   ....... Urgono al momento legnami, chiodi ed uomini, con relativi strumenti, per la costruzione di baracche da collocarvi gli infermi con malattie acute e croniche, i feriti e le puerpere.

Per questa ragione credo opportuno far sospendere l’invio di tale alimento, potendosi in parte rimediare qui stesso trattandosi di un piccolo  comune (1700 abitanti).

Dopo il terremoto dell’otto Settembre, il mese di Dicembre del 1905 si apre con una grave infezione gastro-intestinale, a forma epidemica, che colpisce prevalentemente i bambini con sintomi notevoli di vomito persistente e diarrea, purtroppo con il decesso di una bambina di undici mesi.

I bambini sono purtroppo malamente tenuti, buona parte mal vestiti e con condizioni di grande disagio ricoverati, in questa difficile condizione dovrebbero essere circondati da tutte le attenzioni da parte dei genitori o da chi ne fa le veci sia per tenerli costantemente puliti, sia per usar loro tutte le premure per quanto eventualmente potrebbe loro succedere.

Dopo queste significanti testimonianze del nostro concittadino Dott. Giliberti, non è il caso di andare a trovare altre inutili cronache provenienti da “fuori”.

E’ ,per la conoscenza solo dei fatti che ricorre l’opportunità di ricordare che il re “calò “ in questi paraggi e accompagnato da uno stuolo di servienti .

Martedì 15 alle ore 12 proveniente da Conflenti giunse il Re a Martirano accompagnato dai generali Brusati e Di Maio, era a cavallo ed indossava la divisa di Generale, fu ricevuto dal Vescovo Mons. Regine, dal Presidente Berardelli, dal prof. Carmelo Ànania e dagli avvocati Caligiuri e Marasco. Gli abitanti superstiti con le lacrime agli occhi lo accolsero gridando: benvenuto! ed invocavano soccorso.......

Egli dopo aver visitato con la commissione per i paesi danneggiati del circondario di Monteleone si portò in Maida, Jacurso, Cortale e poi Martirano.

Gli aiuti che arrivarono furono ben poca cosa .Non esisteva la Protezione Civile odierna e ,come al solito, il popolo solidale riuscì a stare bene come si poteva stare dopo un terremoto. Le baracche furono impiantate nella località di Santa Maria,una sorta di spiano naturale in aperta campagna , ed altre in località “ Stretto di Sopra “.

Resistettero sino a metà secolo mentre intanto in molti avevano riguadagnato la vita in campagna dove si era abituati a fare "la vita del contadino " dove l'orto vuole l'uomo morto ! .

In quella tragedia, come ci siam  potuti riappropriare dei ricordi,le conseguenze furono pesantemente sofferte dai bambini ,dagli anziani e dalle partorienti, soprattutto per la carenza di assistenza medica,di ambiti abitativi decenti,vestiario e condizioni igieniche.

Ce la cavammo quasi da soli ma dopo quel 1905 ,tre anni dopo ,il botto si ripetè ancora quando eravamo ancora senza mutande.

Poi una pausa per i troppi impegni tra  una miriade di aggiustamenti che ci portarono guerre,fascismo,repubblica,emigrazione e chissà appresso che !!!

 

continua.......

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