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11 Luglio 1995

La guerra di Bosnia e  la tragedia di Srebrenica

Venti anni fa. 11 luglio del 1995 si consumò il massacro di Srebrenica - l'eccidio di 8mila musulmani ad opera dei serbo-bosniaci guidati dal generale Ratko Mladic.

La presenza di diverse etnie che in quest’area convivevano l’una accanto all’altra, a seguito della ripartizione voluta con la fine dell’ultimo conflitto mondiale ,aveva fatto maturare troppi malesseri politici e sociali.

Originata da quel microcosmo jugoslavo ,  la ripartizione del territorio  non rispecchiava sin dall'inizio  le reali suddivisioni tra i vari gruppi etnici e che con il tempo aveva fatto crescere acredini ,nazionalismi e rivendicazioni.

Le donne ,vittime di stupro e altre forme di violenza, furono le prime a subire  questa nuova strategia messa in opera e il sopruso non risparmiò neanche i vecchi e i bambini. Tanti cercarono rifuggio scappando.

Jacurso ospitò per più di un anno, un folto gruppo di quei ragazzi e ragazze che trovarono ospitalità nelle famiglie della nostra comunità. Non furono momenti facili per le famiglie ospitanti e non mancarono difficoltà impreviste.

L'accoglienza ,tuttavia ,si protrasse per ben tre anni

Pietro Dastoli, sindaco del tempo ,dichiarò in una intervista che questi sventurati erano arrivati con una canottiera ,un pantaloncino ed una parvenza di scarpe.

Si creò ,anche ,  un comitato spontaneo che raccolse aiuti di varo genere e si andò anche Mostar.

L’ultima volta che vennero , a conflitto finito , conoscevano bene paese e abitanti. Una sera ,poi,arrivarono due grossi pulman di colore scuro ,inviati dalla prefettura , e sostarono nello spazio del Municipio.

Non si può dire che i ragazzi e le ragazze non fossero contenti di ripartire per il loro paese ma piangevano  tutti.

Mentre il secondo pulman partiva ,un ragazzino aprì il vetro e gridò forte  …ciao Jacurso …ciao Jacurso ...ciao Jacurso .....all’infinito.

Pino Ciliberto, funzionario del Comune delegato a questo evento , lo aveva " calmato " sino a poco prima di accompagnarlo a prendere posto.

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