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Belle col Costume di Jacurso

Il nostro Costume

Con l’evoluzione dei tempi il tipico costume locale è ormai svanito e dagli anni sessanta non è più indossato da alcuna donna ,neanche da quelle più anziane.

 

Da allora è divenuto solo un nostalgico ricordo per chi ancora lo conserva nella cassapanca. Per altre un’ultima reminiscenza di un modo di essere, di vivere, di una cultura definitivamente coniugata solo al passato.

Alle origini era un vestito povero, senza particolari ornamenti e ridotto all’essenziale.

Una sottana , camicetta,un bustino e la gunnejha. Fhaddale o fhaddalejha  coprivano il davanti. Nel mondo contadino ,calze e scarpe non facevano parte del vestiario. Solo durante la stagione invernale le calze erano quelle grosse di lana e le scarpe appena una tomaia con le suole di cuoio che le concerie preparavano con la concia delle pelli.

Dopo il ‘700, pur senza cambiamenti come qualità della vita ma disponendo di stoffe ( da telaio ) e nuove conoscenze come il ricamo o il lavoro all’uncinetto, le nostre donne modificarono qualche particolare ai loro “panni” che oggi solo ammiriamo, divenendo una regola fissa e non un fatto casuale dettato dalle necessità.

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una bella sottana di " lino puro " indossata da Jlde

"Gunnejha " verde per la piccola Chiara . Bleù per Jo Vanna che si avvolge lu "Fhorzalettune e indossa il panno rosso e una "fhaddalejha" riccamente lavorata. Un costume al completo

Roberta. Come nelle altre immagini, si nota la sottana finemente impreziosita con i ricami all'uncinetto esaltati dalle trasparenze dell'intaglio sul panno rosso. Il resto del costume si aggrazia sul portamento. 

Fontana di "Castanò".Si consumavano pettegolezzi, amicizie e gelosie

Bellezza  mediterranea nella grazia di queste due ragazze . Sara e Jlde. Le camicette hanno la stessa impostazione di colori e decori.  Jlde porta con piacevolezza lo scialle sulla spalla. Entrambe sorreggono allo stesso modo la " Vozza "



L'intreccio dei capelli esalta l'espressione dolcissima di Sara  . Sul davanti il panno rosso rileva il nero de la Fhaddalejha " e il verde de la " Gunnejha" .La piega veniva "detta" Trivuatu. Piegata , cioè, tre volte per consentire la coda posteriore de la  "gunnejha "

Caterina , Sara , Roberta. Tre gradevoli espressioni che si accompagnano con la calma della natura circostante

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