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Ripartite in Silenzio

 

 


Osservo da giorni i comportamenti inusuali delle rondini che volteggiano negli spazi dove meglio si può osservare la presenza di questi passeracei che tutti conosciamo come rondini . Giri e volteggi insoliti ancora lontani dai giorni in cui percepiscono il tempo di migrare . Il rituale è quello .

Poi seguono ancora assembramenti e improvvise fughe a comporre gruppi , insieme a garrire e a far giri .Volando in modo irrequieto tornano al raduno sui fili del telefono , sui cavi dell’energia , sui muri e i cornicioni delle case . Ma è un concerto già diverso dal loro consueto garrire e planare a filo terra a cacciare insetti . Ancora lunghe file, gorgheggi e riposizionamenti. Niente di strano se non che di insolito ci sta proprio il periodo per queste esercitazioni anticipate. Un tempo era superstizione che le rondini in fila significassero l’arrivo del maltempo ma oggi 10 di settembre niente di meno vero con le temperature ancora estive e cielo sereno.

 

 

Le nuove rondini , quasi consapevoli di attraversare un mare che non conoscono quanto il deserto e i nuovi territori , faranno sosta sulla terraferma prossima al canale di Sicilia per riprendere le forze prima di affrontare il mare aperto e quindi il deserto africano. Lo sanno già le giovani rondini nate a Jacurso ? Nel pensiero e discernimento di noi che osserviamo certamente no. Eppure partiranno solo in direzione di quei territori ancora a loro sconosciuti.

In quel viaggio che andranno a compiere seguiranno i genitori ma , quasi certamente , non per scelta ponderata ma per una programmazione a cui i genitori hanno dato continuità anche a questa generazione dopo averla imparata dalla precedente. Così ogni anno e così da tempo lontano. La migrazione degli uccelli resta comunque uno dei fenomeni più affascinanti della natura. Un fenomeno fortemente studiato negli ultimi cinquant'anni che ha consentito di capire come i movimenti migratori hanno fondamento principalmente su programmi temporali e direzionali ereditati. Gli orientamenti col sole e con le stelle sono aspetti accertati così come l’istinto primordiale che le stimola a partire. Ma non basta. Questi piccoli uccelli , che pesano appena una quindicina di grammi, compiranno la traversata “ volando “ anche di notte. Sicuramente non saranno in coscienza di ponderare cosa sarà la traversata sorvolando il mare … dove non potranno sostare a riprendere le forze. Continueranno a volare anche di notte capaci di farlo per tante ore ininterrottamente . Se dotati di ali come le rondini noi umani , capaci di pensare, quella traversata non la faremo mai.

Un Balestruccio. Somiglia ma non è Rondine.La rondine ha un ventre bianco, una coda a forma di V allungata e un segno rossastro sulla testa che gli altri due uccelli non hanno. Il balestruccio è più piccolo, arrotondato e la sua coda a forbice non è così marcata come quella della rondine. Sebbene abbia un ventre bianco, la sua testa mostra toni scuri.

 

L'eleganza della Rondine. A dx il Rondone che fa parte della famiglia degli " apodidi " ( senza zampe ) .Il curioso nome deriva dal fatto che questi animali hanno zampe cortissime, tanto che se si posano a terra hanno grosse difficoltà a riprendere il volo. Per questo motivo vivono quasi perennemente volando (possono addirittura dormire in volo) e si posano solo quando nidificano, il che avviene in cavità di edifici, fessure su dirupi o buchi di alberi. A Jacurso è presente e si osserva soprattutto in periferia cioè nelle campagne. Ha una "voce " diversa dalla Rondine e dal Balestruccio.


Secondo uno studio condotto da ornitologi tedeschi, gli uccelli migratori come la Rondine avrebbero addirittura una miglior memoria a lungo termine rispetto alle specie che rimangono tutto l'anno nel loro ambiente naturale. Questa caratteristica potrebbe essere d'aiuto agli uccelli per non perdere la strada durante il viaggio. Le Rondini , che volano per lunghe distanze , pare accertato che ricorrano a diversi metodi per mantenere la rotta. Dal loro senso dell'odorato al campo magnetico terrestre. Il Campo Magnetico Terrestre che , almeno sino adesso , manca agli umani. Quando si avvicinano alla destinazione finale, tuttavia, cambiano strategia: Sono capaci di compiere una scelta. Hanno ,cioè, coscienza e conoscenza. Dismettono tutti gli automatismi tra orientamento solare , stellare , campo magnetico e ippocampo e volano a vista. Sanno scegliere, osservano il paesaggio cercando punti di riferimento come cespugli , costruzioni , strade o alberi che hanno memorizzato nel corso dei viaggi precedenti. Ecco perché gli uccelli ritornano e si fermano anno dopo anno agli stessi siti d'estate. Succederà anche così nelle tappe durante i viaggi di migrazione. Anche le rondini sono ,dunque capaci, di avvalersi di “ un pilota automatico “e dismetterlo quando occorre .

 

Il territorio di Jacurso. Il passo Fossa del Lupo verso sud , la via dei migratori verso l'Africa. In alto gli altri Passi .Sulla sinistra il Monte Contessa e a destra il Monte Covello . Tra i due Monti una considerevole Rotta Migratoria con i punti di osservazioni. Altra postazioe nelle cittadina di Girifalco che gìà il nome fa scoprire l'importanza di questi siti posti in posizione mediana nell'Istmo .

Ho appreso come un ruolo determinante stia anche nel loro minuscolo cervello . La Rondine e il Beccafico ( un migratore come la Rondine ) dopo il loro primo viaggio in Africa ritorneranno in Europa . E’ stato accertato come gli stessi e più volatili della specie siano tornati con un ippocampo più grande. Non ho potuto tralasciare di acquisire informazioni in merito accertando che l’ippocampo è una preziosa struttura cerebrale che contribuisce alla memoria sia a breve che a lungo termine ed ancora alla memoria spaziale e all'orientamento. Altri uccelli che non migrano e che non esercitano quindi orientamenti e memorizzazioni di paesaggi e odori, non mostrano , al contrario, questo cambiamento.

In autunno, quando gli uccelli normalmente migrano, lasciano non pochi enigmi tra coloro che tentano di dare risposte credibili a questi dubbi e , per farlo , alcuni ricercatori hanno pensato di allevare due specie di uccelli dei quali una migrante e l’altra specie stanziale facendo trascorrere a ciascun uccello qualche ora in due camere adiacenti, una delle quali conteneva degli insetti come cibo. Per più di un anno, gli uccelli migratori ricordavano perfettamente qual era la camera con il cibo, mentre quelli sedentari lo dimenticavano dopo sole due settimane. Questa era una delle risposte per fugare il dubbio sull’ippocampo. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista online “Proceedings of the National Academy of Sciences" (PNAS).

Ogni anno le Rondini migrano per migliaia di chilometri. La maggior parte vola anche di notte eppure questo piccolo uccello rimane attivo anche durante il giorno, suscitando perplessità negli scienziati che si chiedono come facciano a dormire così poco e continuare il volo. Che vuol dire aprire e chiudere le ali…quante volte ? Che cerniere !

Un nuovo studio, pubblicato online sulla rivista "PLoS Biology", rivela che questi uccelli semplicemente riescono a fare a meno di dormire senza subire i disastrosi effetti della privazione di sonno che si osservano in altri animali. Il meccanismo biologico alla base di questo fenomeno non esiste, invece , nell’essere umano . Condizionati dalle nostre diverse strutture anatomiche , potrebbe essere allora un nostro limite per dare spiegazioni sulle altre specie viventi.

La rotta migratoria, che interessa molte specie provenienti dalle Serre tra Monte Contessa e Monte Covello. Direzione  verso la Sicilia, il Canale di Sicilia e L'Africa. A destra una pala eolica sul  Monte Contessa danneggiata dal vento e , sullo sfondo, Monte Covello

Addietro negli anni anche sui vicini Monti , Contessa ( Jacurso ) e Covello (Girifalco) , posti al centro dell’Istmo nel nostro comprensorio, sono state osservate e monitorate le migrazioni di alcune specie . E’ stata credo la prima volta. Avendo una di queste due equipe di ricercatori soggiornato a Jacurso è stato possibile avvicinarci quando sul far della sera l’equipe rientrava a Jacurso (una modesta abitazione, perché temporanea , in zona Piazza Indipendenza ). Le specie e il numero per specie di questi “ Migratori “ si erano incrementate in certi casi mentre si notavano mutamenti per altri esemplari.

Sarà utile riportare , anche se in parte , le conclusioni di quello studio durato due anni consecutivi e che , senza amor di patria, hanno interessato il nostro territorio. Lo scrivo perchè ritengo debba essere posta la opportuna attenzione per quella parte di territorio che in pochi chilometri comprende sensibili interessi non solo di natura geomorfologica facendo appena cenno alle faglie che da qui si dipartono verso il litorale jonico e tirrenico.


Tutti i territori fanno parte del Giardino Italia. Cioè di un meraviglioso Paese.  Il nostro , per essere collocato tra i due mari, che si osservano da questa altura , offre panorami cangianti come le stagioni vogliono.Nelle immagini , in senso orario , l'inverno a salire verso Contessa e in fondo Monte Covello. l'Autunno ai piedi della Contessa , la Primavera ai piedi del Timpone del Monaco  e l'Estate sul Monte Contessa.

Monte Contessa e Monte Covello

Alto 881 m.s.l.m si trova nel territorio comunale di Jacurso e in parte tra i territori di Cortale e Curinga ed è il monte più a nord del massiccio delle Serre, affacciandosi sull'istmo e sulla piana di Sant'Eufemia, infatti, insieme al monte Covello è alfiere del primo tratto occidentale delle Serre. Tra il monte e il Passo Fossa del Lupo, che si trova più a sud, ci sono delle ampie valli e conche piene di boschi e pascoli

Passo Fossa del Lupo

È il terzo passo più settentrionale della catena delle Serre, dopo il passo di Catanzaro e il passo della Rutta nel territorio di Jacurso, posto a 878 m.s.l.m sulle pendici settentrionali della Serralta di San Vito (1023), fra i territori dei comuni di Cortale, Cenadi, Filadelfia, Jacurso e Polia. Oltre a queste località il passo collega i territori di Curinga attraverso la Serra del Gelo (883) e il Timpone del Monaco (916) , entrambi nel territorio di Jacurso, ed ancora Girifalco passando per i monti Andrea (842) e Covello (848), San Vito sullo Ionio attraverso la Serralta e il monte Acido (956) e Vallefiorita attraverso il monte Pompulello (880). Tra il valico e il monte Contessa (881), che si trova più a nord nel territorio di Jacurso , ci sono delle grandi valli e conche. Nei pressi del passo, inoltre, hanno la sorgente il Fiume Pilla ( Jacurso) e Fiume Pesipe (Girifalco ).Con un’oculata gestione dei dati si possono evitare le collisioni con le pale eoliche e favorire l’utilizzo degli habitat da parte degli uccelli in migrazione notturna

Le Serre Catanzaresi:

important bird area (iba) per la migrazione autunnale dei rapaci Abstract – The Calabrian Apennines: Important Bird Area (IBA) for the Autumn migration of Raptors. Observations on the autumn migration of raptors were carried out on the Calabrian Appennines in the area where the Italian peninsula is only 30 km wide. We used three different watch points at the same time between 24 August and 12 September 2005 and 2006. We observed 4,842 raptors in 2005 and 5,324 in 2006; most of these were Honey Buzzards, Black Kites, Marsh Harriers and Montagu’s Harrier

Area di studio e Metodi Osservazioni sistematiche sulla migrazione dei rapaci sono state svolte tra il 24 agosto e il 12 settembre del 2005 e del 2006 sulle pendici settentrionali del massiccio delle Serre in Calabria (CZ). Sono state utilizzate tre postazioni contemporaneamente (Monte Covello, Monte Contessa e Girifalco). Le osservazioni sono state svolte dalle 8:00 alle 19:00 (ora solare) e sono state interrotte solo in caso di pioggia forte. Per evitare il rischio di riconteggio dei rapaci migranti, le tre postazioni erano in contatto telefonico e radio e al termine di ogni giornata i dati venivano confrontati.


Sono transitati 4.842 rapaci nel 2005 e 5.324 nel 2006 (Tab. I).

Totale degli esemplari osservati e monitorati 3.983

Il Falco pecchiaiolo è risultata la specie più numerosa in entrambi gli anni (71,5%, 74,8%) seguita dal Nibbio bruno (11,6%, 11,3%), dal Falco di palude (3,8%, 4,2%) e dall’Albanella minore (1,1%, 0,6%).

La migrazione del Falco pecchiaiolo è stata caratterizzata entrambi gli anni da un picco tra la fine di agosto e l’inizio di settembre. Il Falco pecchiaiolo migrava per lo più in stormo (flock) mentre solo il 10,5% migrava singolarmente; la grandezza media degli stormi era di 6,2 ± 0,2 individui mentre i gruppi più numerosi non superavano comunque i 52 individui. In 1.433 casi è stato possibile identificare l’età dei falchi pecchiaioli migranti.


Riferimenti di consultazione

Agostini & Logozzo, 1995 e 1997; Agostini & Panuccio, 2005).

Anche i nibbi bruni sono migrati per lo più in gruppi (93,2%) Di questi, in accordo con i precedenti studi, la maggior parte degli individui migranti era adulta (90,1%;

 

Una Poiana, credo, nel cielo di Madama laura  e un falchetto ai piedi del Monte Contessa dopo Jancarella

È interessante riportare il passaggio di 235 gheppi/grillai l’11 settembre del 2005 transitati in meno di un’ora. Considerando che il passaggio degli Accipitriformi ha superato in entrambi gli anni i 3.000 individui è possibile considerare l’area settentrionale delle Serre una Important Bird Area (IBA) per la migrazione autunnale dei rapaci (Grimmett & Jones, 1989).

Come si avrà modo di leggere , il nostro vasto Parco Eolico e quello di Girifalco potrebbero già costituire difficoltà al passaggio delle specie migranti le cui rotte non erano granchè note..

In questa luce desta preoccupazione la realizzazione in corso di numerosi parchi eolici lungo tutto il fronte migratorio; infatti è noto che questi impianti hanno avuto un impatto devastante in aree dove si concentra la migrazione dei rapaci sia in Spagna che negli Stati Uniti (Barrios & Rodriguez, 2004).

Il Monte Contessa è innevato . Le pale eoliche ,personale considerazione, non disturbano la rotta ma certamente, di notte in particolare , gli uccelli rischiano l'impatto sulle pale . Nessuno si è preoccupato di stabilire una salvaguardia in tal senso . Si può. Si potrebbe ma ...non è di tanto che si possa colloquiare

Un’altra minaccia è rappresentata dal progetto di lottizzazione di Monte Covello, l’estesa area boschiva su questo rilievo rappresenta un’area di roost per i migratori nonché di nidificazione per diverse specie di rapaci (Poiana, Astore, Sparviero, Gheppio). Personalmente durante le mie abituali escursioni ho potuto avvistare due nidi appartenenti a queste specie di cui sopra. Delle poiane si può già notare la presenza ponendo ascolto al suo inconfondibile pigolo e , fuori dal Bosco , osservare il volo “imponente “.

Suscita l’attenzione perchè a guardare nel cielo azzurro sembra quasi ferma , immobile. In realtà osserva il territorio di caccia e le prede (topi, rettili , lucertole, arvicole) mentre si lascia planare dalle correnti ascensionali oppure osserva immobile con gli artigli stretti sulla treccia di una condotta elettrica o dalla sommità di un palo.


…………………………………..

Dopo queste divagazioni , ritenute interessanti solo perché si trova così poco sul territorio di Jacurso , si ritiene tornare alle nostre rondini che già in gran parte continueranno a volare quasi ininterrottamente sino a coprire quindicimila chilometri per raggiungere i territori africani dove, sfiniti, si adageranno per riposare e poi abiteranno sino alla primavera quando ,sensibilizzati a rimettersi in volo ,torneranno ai nidi dove sono nate e da dove son partite. Non tutte torneranno in quanto tra “ infortuni “, prede dei rapaci e roditori nonchè vita media sui quattro anni, i viaggi si limiteranno a sole due volte.

.. Sono jacurzane o africane ? Se qui nascono sono jacurzane e poi africane ,magari con la doppia nazionalità . Lasciamo che restino , però , solo considerazioni del pensiero umano in quanto per loro natura non conoscono confini e nazionalità .………….. Pesano poco , appena 15 grammi , e percorrono 15.000 chilometri per riguadagnare le zone del Sudafrica o altri paesi caldi. Nei nostri piccoli abitati ricordo l’abituale tubo sotto il balcone per costruire il nido e riprodursi. Salvo qualche insofferente abitante , che “ guastava “ il costruendo nido , di questi uccelli si accettavano persino gli escrementi emessi sulla soglia di porta. Si sopportavano , cioè , ponendo rimedio mediante una opportuna foglia di “ compensato “ o cartone inchiodato al muro .

Chi non ricorda ? Poi fango ,erba secca e dentro piume per costruire il nido che ci ha sempre incuriosito. Poi i rondinini affacciati e affamati con la boccuccia aperta. Uno alla volta…e ci sono insetti per tutti. Una va …vieni che era il passatempo quando , seduti allo scalone di porta , anche noi ci sbaffavamo una fettona di pane del nostro cocipane con sopra lo zucchero.

In media sono quattro le uova che si covano. Faine, topi , gazze...i nidi sono più sicuri nelle case

Di color marrone fatto di tanti mattoncini di fango e pagliuzze d’erba. Sulla canna o all’angolo quando il supporto del balcone era in muratura. Da più anni insistono per entrare nelle case disabitate costruendo il nido agli angoli della stanza. Si intuisce per la tutela e protezione loro e della nidiata ,credo , insidiata ormai dai tanti predatori . Tanti animaletti , roditori e altri uccelli rapaci è notorio che per carenza di cibo si stanno trasferendo nell’abitato. Qui a Jacurso , infatti , non solo le rondini utilizzano ormai in “subaffitto “ le nostre case.

Anche altri uccelli che originariamente covavano altrove come i piccioni selvatici , colombe e ancora tortore e allodole sono diventate ” i nuovi vicini di casa “ per chi abita a Jacurso. Volatili come le colombe non sono mai stati presenti nel nostro abitato ma da almeno quasi dieci anni è in corso un tentativo di adattamento mentre le Gazze sono ormai troppe . Poche coppie di colombe sono già stabili ma stanno già mordendo il luogo altri esemplari. Sono in tanti questi animali costretti a saltare la campagna incolta .Necessitano di nuovi territori da occupare cioè di nuove disponibilità di che nutrirsi. In montagna ,settecento metri, sui campi arati arrivano persino i gabbiani in cerca di vermi , insetti ! Senza agricoltura attiva , Il cibo è scarso e per tanti animali è già cominciata la selezione cioè la legge del Pianeta. Che , visti i tempi ,per noi umani che siamo già in troppi i segnali sono già ripetitivi da tempo.

Se manca il sostentamento alimentare diminuirà il numero della specie e la selezione eliminerà i deboli ,gli ammalati e gli “ sfortunati “ sino a quando si raggiungerà il riequilibrio tra risorsa e consumatore. Poi ricrescendo la risorsa alimentare ricresceranno i consumatori sin quando nuovamente si spezzerà l’equilibrio così che il ciclo della vita andrà sempre a rinnovarsi. E noi umani ? Siamo in tanti , siamo in troppi e la legge del Pianeta prima o poi sarà applicata anche a noi. Stiamo già dentro ? Pare di si.. . A meno che andrà a finire che “ finiremo noi o finirà il Pianeta” .

Contrariamente ai piccioni alcune delle specie sono protette. Quanto alle Rondini questa specie non può essere cacciata ,molestate o compromessi i loro nidi.

Le case disabitate , ormai , non sono poche e basta un vetro rotto per incuriosire rondini o colombe per escogitare l’ingresso. Dopo quindici giorni i rondinini ( quattro / cinque ) sono già abili a volare. Qui , in questi paesi che adesso chiamano borghi , è facile osservare le rondini , i rondoni e i balestrucci tanto simili tra loro eppur diversi . Lo spopolamento, l’abbandono e la quasi totale assenza dei cacciatori ,hanno contribuito al ripopolamento di tanti volatili tanto che per i primi due anni di Pandemia abbiamo scritto “ Son Tornati gli Uccellini “ . Insieme a loro altri animali , animaletti , insetti e volatili . Dei cinghiali è opportuno tacere.

I bambini , i ragazzi cioè tutti , ormai conoscono questo esemplare poco amabile , poco pacifico e persino devastante per le colture. . Tanti bambini e ragazzi hanno imparato a conoscere le rondini mentre non hanno mai conosciuto un pennuto familiare come il gallo o la gallina . Quando è capitato hanno fatto conoscenza facendo spesa e conoscendolo come “ il pollo del supermercato” . Quello con le coscette nude e la pelle bianca , piegate sul petto e chiuse dentro il cofanetto di polistirolo . Al Supermercato. E non è fantasia.

Nei nostri paesi la vita al momento scorre ancora a misura umana . Mancano altre cose , tante altre cose ma si pesta ancora la terra sotto le scarpe, si scopre il gusto intenso dell’erba appena tagliata, il piacevole buongiorno col risveglio mattiniero fatto di stormi di rondini , passeri, allodole . O il sapore / odore salato del mare che si leva dalle alici , sarde ,vope , calamari che arrivano sotto casa dal tirreno o dallo Jonio.

Il primo volo viene preparato dai genitori coi rondinini “ affacciati “ sull’incavo del nido a coppa. Osservano e imparano. Pochi metri dal nido e c’è sempre un cavo , un filo , un ramo , un cornicione, una ringhiera in ferro . Perché le rondini non si posano mai a terra. Le zampette sono corte , non toccano mai terra. La sfiorano.

L’avviamento al volo, ho assistito , è anche fatto di rituali e rigida obbedienza ai genitori. Uno alla volta , ai richiami garruli dei genitori, allargano le alette , le scuotono, barcollano sul filo. Dopo qualche giorno e dopo tali preliminari allenamenti , uno alla volta…si sporgono in eccesso e si lasciano cadere . A quella condizione …bisogna volare “ usando di istinto le ali , e volano di impulsività “ seguendo un genitore che accompagna il volo su di un filo vicino e cosi farà l’altro genitore sin quando il nido resterà vuoto. Tutti guadagneranno un nuovo altro filo …ed è fatta. Li resteranno nel frattempo che i genitori inizieranno ad alternarsi in cerca di insetti per alimentarli. Come premio ? Il volo è libertà . Saranno liberi di alzarsi…assi …assi o di scendere in picchiata a raso terra e a boccuccia aperta. Per cercare insetti, zanzare, moschini e persino cavallette. Non resteranno mai soli nel corso di questi insegnamenti. Maschio e femmina si alternano a catturare insetti, riposare e riprendere la caccia. Poi di nuovo “ lezioni di volo “.

 

Quando il rituale avrà fine ( quasi una settimana ) arriverà il giorno della loro autonomia e le nuovi rondini proveranno e poi dovranno vivere e crescere da soli. La riproduzione , per le rondini adulte ,maschio e femmine ancora insieme ,si ripeterà ancora una volta o due volte mentre per la nuova nidiata gli amori cominceranno a primavera , a Jacurso , e al rientro dal Sud Africa . Adesso son ripartite con destinazione Africa del Sud. Congo. Attraverseranno il Mediterraneo , il Sahara e poi ancora tanto volo. Almeno quindicimila Km. Ma perché quest’anno sono andate via prima noi non lo sapremo mai. Mancanza di insetti o semplicemente la percezione istintiva che bisognava rientrare ?

 

Salutiamo due nostri affezionati lettori e stimati professionisti. Il Dott. Battistino  Buccafurni e il Prof. Pierino DeVito . Non vi abbiamo dimenticati e vi vogliamo bene quanto meritate.

......................

Prossimo nostro  meritovole concittadino Mastru Peppe che tante scarpe ...ci mise ai piedi. E che il Dott. Dastoli sa riproporlo nei suoi momenti di lavoro , anche variegato .

Franco Casalinuovo    jacursoonline

Ass. Cult .  Kalokrio   Mimmo Mazza , Mario Dastoli , Mimmo Dastoli  ..

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