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Commari e Compari

Notte di San Giovanni

Oggi è San Pietro e Paolo e la notte di San Giovanni era, nella  tradizione popolare, un momento magico.  Per l’astronomia è , ancora , la notte più corta dell’anno e , dunque , il momento di luce più lungo.


Storie del Cielo

Il Sole anticipa la sua levata mediamente di 10 secondi al giorno fino al 20 giugno quando, in prossimità del solstizio d’estate, la ritarda di 27 secondi medi giornalieri.Abbiamo così 3 minuti in più di luce all’alba del 15 giugno rispetto all’1 minuti e 5 secondi  in meno all’alba del 30 rispetto a quella  del 15 giugno.Complessivamente, il 30 giugno il Sole sorge 2 minuti più tardi rispetto al 1° giugno.l tramonto invece ritarda mediamente di 21 secondi ogni giorno, cosicché il 15 del mese il Sole scende sotto l’orizzonte 8 minuti dopo rispetto all’1 minuti e 2 secondi più tardi il 30 rispetto al 15 stesso mese. Complessivamente, il 30 di giugno il Sole tramonta 10 minuti dopo rispetto al 1° giugno.Al termine dei 30 giorni del sesto mese dell’anno, abbiamo 8 minuti in più di luce.In particolare, la permanenza del Sole al di sopra dell’orizzonte è di 15 h e 21 m il 1° giugno, di 15 h e 32 m   il 15 giugno e di 15 h e 29 m  il 30.

“Il 23 Giugno il sole raggiunge il punto più alto e, nel mondo antico , era un sapere comune  che la notte di San Giovanni sarebbe diventata  la data  in cui i pianeti ed i segni zodiacali concorrevano a caricare di virtù anche le  pietre e le erbe. Più tardi se ne appropriarono anche Streghe , Fattucchiere , Levatrici e Guaritrici. Una notte magica,dunque.La notte dell’impossibile e dei prodigi. ”Una delle pratiche più frequenti, in questa nottata ,era la raccolta delle erbe nuove dove nuove stava per germogliate da poco: queste piante, grazie alla singolare posizione dei pianeti, si sarebbero arricchite di virtù curative tali da trasformarsi in  veri e propri talismani. Mazzetti dietro la porta, bustine “supra lu Sinu, “ a lu capizzu de lu liattu. Credenze Portafortuna, scacciamalanni ..un modo per illudersi credendo l’esistenza nella fortuna , dell’inganno, del malocchio….dell'invidia

Sono solo una parte del passato ma queste tradizioni popolari, ormai dimenticate e ritenute obsolete, alla loro base concorrono a mantenere   la testimonianza di quella “cultura medicale contadina “  quando in ogni famiglia si tramandavano le non poche  conoscenze di fitoterapia legate al  buon utilizzo di quelle che sono ancora le proprietà di tantissime piante e che allora procuravano  gli unici rimedi in assenza della futura medicina.

Questo tipo di conoscenza, legato strettamente alla Natura e alla Vita Contadina, fu un patrimonio ricchissimo che oggi si trova solo ben riposto nelle conoscenze di qualche centenenaria che faceva corposa compagnia giovanile di quelle  belle e nostre brave donne . A Jacurso di quelle sane donne ne restano ormai poche e stanno meno che nel palmo di una mano.

"Non avverte vuoti mentre mi racconta e, quando percepisce qualche difficoltà, stringe appena gli occhi per riprendere e ripescare nei ricordi. Elencarci tante di quelle erbe medicamentatose ,il modo di usarle fresche appena colte“ o di preparare unguenti , tisane …..conservarle …Un contento reciproco molto garbato nel volto sorridente che si dissolve appena solo per qualche nostalgia ma che torna espressivo  tra alcune rughe che stanno giuste naturali come sono sull’età di quella  pelle.

Il ventitrè era l’argomento su cui mettersi d’accordo per l’alba del ventiquattro. “ Ci incontravamo alla fontana o poteva capitare pure all’Azione Cattolica “. L’uso  era di raccogliere varie essenze tipiche del periodo “ chì li Mammi nuastri “  dicianu  “ ‘nta la notte de Sangiuanni “.

A Jacurso,  dicìa mamma, ca avìamu la Chiesa de San Giuanni.

E’ vero dell’esistenza di questa Chiesa come da alcune note riportate in alcuni Registri dove sta scritto che “Dalla Chiesa Matrice dipendevano fino al 1726 la chiesa di S. Giovanni Battista, la chiesa della Concezione della Beata vergine Maria, la Chiesa di S. Maria di Monte Carmelo e le confraternite del SS. Sacramento con sede nella stessa Matrice e di S. Barbara”.

Le erbe o fiori dovevano essere 24, come il giorno del Santo, raccolte da giovani mani femminili e disposte  nel piano di  un cestino nella notte del 24 Giugno perché in questa nottata la rugiada avrebbe dato influssi magici e medicamentosi a fiori e piante. La medicina era ancora un aspetto ignoto e per qualunque  malanno  il ricorso alle “ erbe “ costituiva  il rimedio  naturale più spontaneo . Quanto alle erbe di San Giovanni sa elencarle in dialetto ma semplici da tradurle facendo ricorso alle immagini: “ chista , chist’atra puru …fotografhati st’atri dui …  Chista ‘ccà  è la  spicanarda” (la lavanda), chista gialla è “l’erva de SanGiuanni” (iperico), la  marva (malvarosa), la ruta, la menta, “l’ erva janca (artemisia) .

Dall’iperico, la cosiddetta erba di San Giovanni si prepara un meticoloso estratto all’olio di oliva utilizzato come soddisfacente antidolorifico. In particolare erano le donne che eseguivano con profito li “stricaturi”.A jacurso si ricorreva spesso a Mariuzza “ la curtalita “ per slogature , …scavagghjaturi


Le 24 erbe dentro la Rugiada L'Iperico - L'Erva de SanGiuanni


In effetti, preparare estratti e cure naturali è proprio quello che facevano le guaritrici e le levatrici nella comunità rurali. In giorni in cui si moriva facilmente, e anche la medicina poco poteva fare per certe malattie, qualsiasi cura anche alternativa risultava provvidenziale, se non miracolosa (o stregonesca appunto). Perché si sa quanto in passato siano apparse “ le streghe “ che poco o niente adesso ci interessano.Ma la farmacopea delle Streghe è pure esistita.

Da un punto di vista generale, la storia delle streghe, dove da sempre paiono intrecciarsi concetti magici e religiosi con pratiche mediche e farmaceutiche, ci conduce dai miti greci, passando per il mondo latino, al Medioevo, fino ai processi alle streghe condotti con gran risonanza in tempi relativamente recenti.

E le Erbe de SanGiuanni ?  Eccole .

 

Tutte  “ magiche” con il solstizio d’estate

Arteniisia, Asparago, Iperico, Erica , Ginestra , Menta, Verbena, Lavanda, Fiordaliso, Mentuccia, Alloro, Timo, Camomilla, Rosmarino, Ruta , Salvia, Noce,  Rosa , Aglio,  Felce , Chiodi di Garofano, Ribes, Calendula, Sambuco , Sorbo

 

Si stava meglio quando si stava peggio o…

Si stava peggio quando si stava…. peggio.


Uomini e Donne  abbiamo una peculiarità comune , connaturata e spesso inconsapevole: Considerare , giustificare o condannare in base alla nostra esperienza e convenienza è un costume che si è ulteriormente aggravato nella società del benessere . Al nostro benessere o al nostro malessere dobbiamo principalmente le nostre scelte politiche e di società alla quale pensiamo o vogliamo appartenere. Dobbiamo convenire tuttavia che le nostre opinioni e l’ intendimento della realtà vengono costruite su quello che vediamo, su ciò che condividiamo (di vedere e ascoltare ) e su come viviamo la vita. In questi ultimi tempi si ascoltano convinzioni estreme sui migranti .

Senza fermarsi e riflettere sui perché si concretizzano nell’evento ultimo le cause e le ingiustizie che le originano.Perciò se solo pensassimo al problema della fame nel mondo riusciremo forse ad avvicinarci  immaginandolo in maniera teorica ma non avremo mai l'esatta percezione di cosa voglia dire non avere un pasto tutti i giorni.

Non possiamo nemmeno provarci visto che la stragrande maggioranza di noi ha un pasto o più e quasi sempre molti di più, e non ha nessun problema per procurarsi il mangiare, come non riusciamo a renderci conto di cosa significhi soffrire finché non lo proviamo sulla nostra pelle. Sembra non attinente questo pensiero ma la ricorrenza del 24 giugno era per i calabresi la festa dell’amicizia, della grazia e dell’abbondanza. Inviare dei mazzi d’erba di San Giovanni era segno di buon augurio e voleva essere un gesto di pace e di fratellanza, i legami che si stringevano con l’invio di questa erba fiorita potevano durare tutta la vita e unire le famiglie con un vincolo più forte di quello che esisteva fra parente.Oggi siamo solo distanti e forse  ignoranti.

Una frase molto nota che ormai è una sorta di tormentone è "si stava meglio quando si stava peggio", chi lo pensa seriamente sostiene che i tempi andati, quelli dei nostri avi, in fondo non sarebbero stati così poveri di piaceri e soddisfazioni e, nonostante tutto, la vita scorresse meglio di come lo faccia oggi, epoca di progresso ed abbondanza. Ma è vero?  Si stava veramente meglio?  Non posso certo dirlo io, non ho vissuto quegli anni se non di striscio ma se vado a cercare com'era la medicina quando c'erano i nostri nonni (o bisnonni) non emerge certo un quadro invidiabile e da rivivere. Abbiamo sicuramente sconfitto tantissime fonti di sofferenza, tante malattie e, quelle che non abbiamo sconfitto, almeno proviamo a curarle. Non per niente oggi viviamo molto di più di allora, forse pieni di acciacchi ma vivi e qualcuno vede questo fattore come un segno di decadimento. Perchè vivendo di più , ma più malati e soli, si vivrebbe peggio.

 

Streghe , Guaritrici , Maghe , Fattucchiere

 

Dalle Mitologia : La Maga Circe

Der Liebeszauber (L'incantesimo d'amore) .

La fattucchiera è rappresentata nuda, nell'atto di aspergere un cuore conservato in un forziere. La donna, in un gesto pudico che nulla toglie all'erotismo, distoglie lo sguardo dallo spettatore, ma viene osservata da dietro, da un giovane dallo sguardo rapito. Nella parete di fondo uno stipetto a muro lascia intravedere preziosi vasi, forse contenenti gli ingredienti del filtro. Sparse a terra, le piante usate nel sortilegio (a destra in basso, riconoscibilissimo il mughetto, a sinistra sotto il forziere, l'Erba di San Giovanni, le rose e forse l'aquilegia, dietro il cane).


Voleva essere solo una considerazione e una riflessione da farsi per quando la vita media stava sui cinquanta e le normali malattie , le infezioni o le pestilenze "calmieravano " da sole la popolazione a livello globale e , la vita quanto la morte , si accettavano da  giovani e da anziani.

Oggi quei prodotti della nonna, i rimedi naturali, sono diventati uno slogan pubblicitario che, facendo leva sui sentimenti ,nasconde l’affare commerciale. Allora ci si credeva e basta, magari funzionavano e pure a costo zero ma in quel passato ,in salute, non si viveva tanto meglio.

Mortaio - Iperico - Olio --  contro i dolori           La Spicanarda ovvero la Lavanda

Erbe Magiche

 

 

Cumpàri o Cummàri de Mazzéttu

 

" Lu Ramajjhiattu "

La ricorrenza del 24 giugno era per i calabresi la festa dell’amicizia, della grazia e dell’abbondanza. Inviare dei mazzi d’erba di San Giovanni era segno di buon augurio e voleva essere un gesto di pace e di fratellanza, i legami che si stringevano con l’invio di questa erba fiorita potevano durare tutta la vita e unire le famiglie con un vincolo più forte di quello che esisteva fra parenti. Da qui infatti nasce il termine Sangiuanni per indicare il comparaggio/commaraggio.

Il rito era molto semplice e gentile: ci si scambiava un mazzetto di fiori con l’eventuale aggiunta di qualche dono. Chi accettava la proposta contraccambiava la visita e il mazzetto di fiori dopo pochi giorni, e precisamente il 29 giugno, festa di San Pietro e Paolo. Si diventava, così, cumpàri o cummàri de mazzéttu.

A Jacurso , si diventava cummari de mazzettu con l’invio del mazzetto di fiori, chiamato ramajjhettu, usanza così diffusa che anche le bambine lo facevano con le bambole scegliendo la comare di bambola. Anche qui con i fiori si portavano piccoli doni personali come “Pettinisse “ e “Ferretti “  (fermagli per i capelli), Nastrini o un Fazzolettino ricamato dalla commare stessa, posti sulla guantiera, un vassoietto preparato per l’occasione. Da quel momento le giovani donne erano unite in un legame anche più forte di quello di sangue, una vera sorellanza d’altri tempi. Sempre nel giorno di San Giovanni, un tempo, due amici che avevano sentimenti affini instauravano tra di loro u Sangiuànni: un legame che apparenta le persone nel nome appunto di SanGiovanni. E diventava , rispetto , aiuto, fratellanza …


«Ora le ragazze per San Giovanni

chiedono al fuoco di svelare gli inganni

chiedono al cardo chiedono al piombo

chi avranno un giorno per compagno intorno.

E anche le crude Masciare, (masciare sono le streghe)

questa notte vogliono volare

e ognuno, indaga nel cielo,

qualche segno dal mondo del vero.

 

.........................

 

 

 

Francesco Casalinuovo -  Jacursoonline   ass. Cult. Kalokrio

 


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