Ri Parliamo Un Anno Dopo

Un giorno di sole senza alito d’aria incapace a staccare una foglia ingiallita e sul far della sera un’eleganza eterea che prende vita tra i riflessi cangianti fatti di tinte come il rosso, l'arancione e il giallo.
E’ la giornata di questo 20 di Ottobre che porta ormai alla spirante sera e che si chiude senza voci in una desolata Piazza la Cona .Abbandonata come suol dirsi da Dio e dai Santi . I due , kalo e Krio , osservano solitari i colori cangianti sul mare di Santa Fhemia col sole a metà verso altre mete. Il Golfo , la Pre Sila , un Jet e poi l’istmo con lo scempio delle Torri Eoliche .
Sotto il Reventino , Lamezia si stende lunga e sottile avvolta dentro un tremolante brusio di lucette che , complice il fresco serale , rende visibile in lontananza anche la singola residenza tra quelle alture.

Osservare la calma serale dopo il tramonto è una delle poche ricchezze rimaste a questo luogo che altri vorrebbero chiamarsi Borgo. E’ stato Casale e poi Comune e questa è la storia lontana di questo paese che come tanti del meridione ha la storia di paese contadino , di emigrazione, di saperi e di valori che con difficoltà andrebbero ripresi. Sono in tanti a distribuirsi lungo l’inferriata della piazza che si apre sulla piana.Ma solo di sera e di domenica. Piace a tanti la tranquillità del luogo e il mantenimento di questo minuto abitato nelle semplici case con le murature antiche,i particolari delle scale ,delle porte . Virtù professionale sparite che qui non si perdono anche se lontane nel tempo e nelle arti di capaci artigiani.
Da sempre il tramonto è un piacere semplice e insieme anche un momento di pace adatto a mitigare l'ansia dell’animo e rigenerare il benessere, grazie ai suoi colori caldi , imprevedibili e irripetibili capaci di stimolare i recettori legati al piacere estetico e delle emozioni .
Quella dello scorso anno si ricorda come una giornata fatale di una mattinata grigia e monotona. Poi via via si era appesantita di nuvole scure e, sul far della sera , quando cominciava a manifestarsi una pioggerella senza pretese come tante altre volte . Ma non doveva essere così. Il pomeriggio già disegnava l'avvisaglia di un temporale fatto di nuvole cariche, ferme e pesanti che proprio non mostravano mossa a spostarsi. Un forte accumulo di umidità forse le manteneva stabili e instabilità si avvertiva nell'atmosfera. Tipico atteggiamento ottobrino di un temporale imminente che poi porterà pioggia al primo buio serale e per un tempo prolungato.

E Non sarà solo Maltempo.
Il venti e ventuno dello scorso anno, come si diceva ,non fu così. Si stava accortamente in casa e magari dietro i vetri ad osservare quella pioggerella strana forse come tante che , senza pretese, sembrava dovesse cessare come altre volte dopo una impetuosa sferzata.
Il nostro è un comune dove l’umidità diventa fastidiosa e le pioggerelline si formano quando è presente una notevole umidità nell'aria , ma da noi l’umidità è sintomo di abitudinarietà per dire che ci viviamo dentro.
Diventò pioggia in un intervallo relativamente breve divenendo fitta da ostacolare lo sguardo sulla strada ma restava moderata per poi improvvisamente intensa e insistente . Stavolta non era la solita pioggia che rende quasi piacevole il picchiettio leggero sui vetri .
Il ticchettio delicato della pioggia sui vetri è un suono rilassante che può indurre calma e benessere quando ti soffermi a osservare le goccioline scivolare sul vetro. Una melodia naturale capace di conciliare il sonno . Il Sonno. Altro che sonno fu nottata insonne che l'alba, da sopra Tiriolo , non si alzava mai . E quando spuntò luce de Dio...
Il suono della pioggia è un rumore bianco con andamento regolare, monotono e prevedibile che ti fa gratificare quando sei al riparo , al sicuro in casa dove tale condizione permette di percepire un senso di sicurezza , di rilassamento e di pace.
Di quella pioggia si cominciava , invece , a percepire la diversità dall’abituale piovere ottobrino fatto di un ingannevole rallentare dopo una sfuriata iniziale seguita da pause per riprendere quieta dopo l'impatto fisico e uditivo iniziale .
Non fu così come tante e altre volte. Di mezzo c’era , oltretutto, la notte a venire e qualche angoscia non era di troppo . A questa manifestazione atmosferica non si era abituati da tempo già che gli acquazzoni e i temporali violenti , anche per la condizione geografica , nella zona sono annualmente ripetitivi.
Nei luoghi fragili e impreparati , si ripetono ,a volte ,con le stesse modalità di offesa, noi che abbiamo camminato questi luoghi e camminiamo il territorio da sempre , oggi scriviamo questo argomento senza spirito di polemica coscienti che a volte bastano piccoli gesti per suscitare attenzione e interesse civico al fine di sollevare qualche difficoltà.


Non si può tacere ad esempio che , ancora dopo un anno , alcune zone dell’abitato restino nella condizione del post-alluvione aspettando " Papà ". Scrivendo per contributi e interventi risolutori , disertando nel frattempo e ingannevolmente aspettando qualunque promesso intervento.
Certo non si può essere soddisfatti aver fatto una segnalazione, una richiesta. Si scriveva una volta ….faccio voti alla SS.VV Ill.ma .
Oggi sostituiti da email o modernerie simili. L’impegno non è aspettare ma abbolire di aspettare busando alla porta delegata a certe deleghe. Mi dissero una volta….apra quella porta e vedrà quanti progetti arrivano e finiscono accatastati senza passare per altre stanze.
Li abbiamo visti all’indomani del diluvio . Cortesi ,diplomatici, strette di mano ed è passato un anno con le false promesse di turno . Non ci sono soldi .Ed è vero ma soprattutto non c’è compostezza.
Concretamente l’impegno della politica locale non sarà , dunque , mancato a compiere i doveri di competenza che però, per quel che si osserva , non trova riscontro nelle attitudini degli apparati comunali che, pur disponendo di personale e mezzi, avrebbero dovuto e non è avvenuto , restituire un minimo di attenzione verso le aree interessate maggiormente all’evento alluvionale restituendo un minimo decoro ai loro spazi abrutiti , scardinati nella compostezza della sede stradale e nelle reti dei servizi compremessi.
Non si ha poi contezza se le strade interessate dall’evento siano state monitorate circa i danni subiti , gli interventi possibili di prima necessità e soprattutto la condizione delle strutture deputate per lo smaltimento delle acque meteoriche . A noi è parso nulla di tanto poco.
Non si può tacere poi lo stato intasato delle grate, dei tombini e caditoie con l’inverno alle porte mentre tutto il cadente fogliame ammonticchiato quà e là , dentro e fuori le cunette non avrà altra risorsa se non l'unica ad essere condotta verso l’abitato.

Ciclisti la percorrono con passione - La 162 -La strada Nazionale 187 - La Strada provinciale - La Strada Consortile . Una Strada che attraversa luoghi Magici - La Magica
Le Strade dell'Alluvione
In un convegno promosso dalla nostra Associazione sulla ricerca delle nostre origini, la Dott.ssa Petrilli ebbe a definirla ...Una strada che va percorsa a piedi...tra Girifalco a Jacurso. Per noi oggi è la strada dell'alluvione
Dopo una prima fase di valutazione e di incontro con le realtà attive operanti anche nei comuni limitrofi,diciamo di Sensibili all'Ambiente , al Patrimonio Naturalistico ..., abbiamo scelto di dialogare anche con le pari associazioni locali al fine di valutare azioni possibili anche alla luce del disinteresse avvertito in seno all’Unione dei Comuni , che pare avesse sede a Jacurso , nonchè all’assenza di dialogo fra i tre Comuni coinvolti.
Percorrere le strade dopo un'alluvione è stato pertanto un momento di riflessione e un gesto di sensibilità per scuotere le coscienze . Il gesto ha portato a riflettere su diversi aspetti: i danni all'ambiente e i danni alle infrastrutture come prima considerazione . Una seconda attenta valutazione è bene lasciarla a chi ci leggerà . Qualsivoglia opinione avrà suscitato attenzione.
Queste “ camminate ” post-alluvione hanno rilevato quanto l'acqua abbia causato la formazione di buche, voragini, danni al manto stradale, formando dislivelli notevoli, creando vie di fughe al disordine furioso delle acque che restano ormai aperte sulle sottostanti scarpate sulle quali restano ancora adagiate gli scheletri pericolanti di piante divelte.
Quanto alla condotta , un collettore per lo smaltimento della piena ,il sollevamento e l'apertura di una imponente botola appaiono chiaramente l’effetto dominante della pressione a cui la condotta è stata sottoposta unitamente ai tanti e ripetuti colpi d’ariete allorquando i grandi anelli terminali, a ridosso del Vallone Rodio, sono stati scardinati e disposti a far tappo sull’anello terminale.
Percorso il Burrone tra enormi difficoltà , sono apparse subito tutte le falle , gli smottamenti e , ragionevolmente , il motivo della condizione in cui ancora versa la zona “ Machinella “ che riceve da ormai un intero anno le acque incustodite delle disordinate percolazioni. Acque non regimentate che si sversano sopra la carreggiata del ponte con sicure insidie che arriveranno con le abituali gelate.
Nell’alveo tra la strada vicinale per Rodio e il ponte sulla “ Machinella “ , tutto il materiale – fanghiglia e tronchi - , movimentato alla meglio sulle sponde per riguadagnare un minimo di alveo alle acque del Vallone , sta già per scivolare nell’alveo intriso di consistente quantità di Ciottolami mentre una nuova sorgiva sversa acqua di colore rossastro. Mai prima presente .Pare dovuto ai silicati di calcio presenti sul sito.
Il Perché dell’Alluvione
Le cause dell’evento , come è stato diramato dai meteorologi , avrebbe avuto formazione sul Golfo di Squillace scaricando, per complesse dinamiche , una grandissima e prolungata quantità di acqua su questi tre comuni allorquando questa massa , spostandosi verso il Tirreno, s'è posizionata enza più avanzare e scaricando .
In poco più di 8 ore nell'entroterra del nostro comune è venuto giù il finimondo, una quantità di acqua esagerata: qualcosa come più di 400 millimetri, una quantità di pioggia che generalmente è attesa per un'intera stagione autunnale. Quest’anno non ha piovuto neanche per il comodo delle campagne dove la terra è secca e gli ulivi hanno dato poco ai frutti che si mostrano secchi.
Consapevoli che 400 mm di pioggia equivalgono a 400 litri di acqua per metro quadrato non sarà complicato prendere consapevolezza della quantità di acqua riversata sul suolo , nei torrenti e in particolare sulle strade comunali del territorio che sono state trasformate in Fiumi con un grossa portata. In contemporanea e su di un vasto comprensorio. Un alluvione che solo le simultanee forze della natura è stata in grado di generare.
Oltre al Pilla
Il paesaggio idrografico nel territorio di Jacurso è caratterizzato da zone umide , fossi con sorgive e la presenza consistente di Torrenti i quali confluiscono spesso in altri fiumiciattoli . Qualche volta direttamente a mare come nel caso del Torrente Turrina che nasce alle falde del Monte Contessa e va direttamente a mare in agro di Curinga.
Stavolta sono stati loro protagonisti. I torrenti .
Il torrente è un corso d'acqua che viene alimentato in modo limitato dalle acque sorgive ma in modo massiccio dalle acque piovane, risultando così fornito d'acqua quasi esclusivamente nei periodi dell'anno in cui la piovosità è maggiore.
E’ successo per il Torrente Rodio e il Torrente Cottola. Due corsi d’acqua " Muti " e quasi in secca tutto l’anno ma capaci di produrre danni pesanti quando ,come in questa circostanza, diventano capaci per una vigorosa azione distruttiva .
Le acque così veloci di questi due Torrenti in piena e ricchi di energia, sono state in condizione di distruggere parecchio, ma anche di trasportare ciò che hanno strappato alle loro sponde durante il disordinato avanzare trascinando immense quantità di detriti, sabbie, ciottolami , fino a enormi massi e imponenti tronchi di alberature che ,nel corso delle nostre escursioni , abbiamo potuto osservare nella loro imponente struttura .
I ciottolami portati dai nostri torrenti sono parte di rocce levigate e arrotondate dall'azione erosiva dell'acqua in movimento. I torrenti, con il loro scorrere impetuoso durante le piene, trasportano e smussano evidentemente questi sassi che si depositano in accumuli spesso caratterizzati da ghiaia e sabbia. Sono stati capaci a trasportare non solo questi ciottolami ma persino pesanti tronchi ed alberature che pur con importanti dimensioni, aprendo varchi impossibili hanno impattato sulle pareti dei Ponti ostruendoli prima e facendo collassare la resistenza dei pilastri dopo.
Opere come le Briglie avrebbero svolto opera di “ dissuasione “ importante che purtroppo è mancata perché prive da tempo immemorabile della opportuna manutenzione . Sinceramente abbiamo convenuto che ,dopo la costruzione , figura umana non si è più rivista per le opere di manutenzione o rimozione degli ammassi.

Le briglie sui torrenti hanno la funzione principale di contenere l'erosione, rallentare la velocità dell'acqua e trattenere il materiale solido trasportato, come tronchi, massi e detriti. Rallentando la corrente, le briglie creano un deposito di sedimenti a monte, riducono la pendenza del letto del torrente e stabilizzano l'alveo, proteggendo le infrastrutture a valle riducendo il rischio di alluvioni
La parte centrale, leggermente ribassata e spesso a forma di trapezio o rettangolare, convoglia l'acqua a valle. Mantiene la corrente concentrata al centro per proteggere le sponde dall'erosione
Questa sopra è un Briglia sul Torrente Cottola.Si puuò osservare l'ostacolo creato dal muro di sinistra alle ramaglie con l'acqua costretta a passare nella parte centrale . Si può osservare come l'acqua sia costretta a rallentare costretta ad un percorso tortuoso. Di tanto è stata capace nonostante la struttura della briglia sia ,per mancanza di manutenzione e pulizia , ormai livellata al letto rialzato del torrente.
Le Briglie
Di modesta struttura non sono poche quelle costruite dopo gli anni trenta nei nostri torrenti . Alte e imponenti sono invece quelle realizzate nello stesso periodo nel Pilla. Il Pilla annoverato come Torrente , in verità ha più caratteristiche di Fiume avendo una portata costante ed un percorso significativo. Nasce dove ne danno vita ben diciotto sorgive nel territorio di Jacurso.Ricchissimo d'acqua ma con preoccupante abbassamento delle falde.
Nel Pilla le briglie hanno avuto la funzione di rallentare la corsa delle acque , bloccare il trasporto solido ovvero massi, tronchi e ramaglie durante le forti precipitazioni e impedire a questi di raggiungere le zone a valle proteggendo la viabilità interpoderale .Nel particolare furono realizzate con tale finalità durante le Opere di Bonifica contro la Malaria . Sull’argomento sul Sito Jacursoonline troverete un esauriente documento. Le Briglie , attraverso lo sbarramento hanno avuto anche il merito di alimentare gli acquari indispensabili per l’irrigazione dei campi coltivati a frumento , cereali , foraggi , ortaggi e per le attività di allevamento che rappresentavano un comparto fondamentale per l’economia locale.
Oggi arrivare agli imbocchi di questi acquari non è più consentito solo per la noncuranza, l'abbandono dell'agricoltura e le scarse risoprse per la manutenzione epulizia. Peccato. Sono percorsi naturalistici non descrivibili per i profumi , i rumori , lo scorrere dell'acqua ,i salti dovuti alle briglie ...
La nostra associazione, che “ vuol dare voce a chi non ce l’ha nei canali dell’informazione locale “, all’oggi può solo osservare che , trascorso un anno senza più intravedere altri opportuni interventi ,le deduzioni a farsi sanno di cupe prospettive, ravvisando un silenzio politico preoccupante . Significando che Provincia e Regione sono parte di una terra svenduta ai migliori offerenti e ormai ridotta a Colonia da tempo…tempo..tempo…
“ un legame profondo e un senso di appartenenza a un luogo non possono nascere dalla semplice conoscenza intellettuale o politica , ma devono scaturire da un'esperienza emotiva, diretta e vissuta. Non si può amare e proteggere qualcosa senza averlo "sentito" nel profondo, perché è l'emozione e la connessione personale a motivare la cura e il rispetto “


Chiudiamo con qualche Riflessione coscienti che ...
Non Batte più il Cuore
Questo è il nostro sentire Jacurso e il suo territorio. Scrivendo in tale maniera non si persegue pertanto la volontà di polemizzare .Tutt’altro. Come dimostrato in altre circostanze anche se la dialettica in questo nostro " ormai agglomerato " non prevede la diversità di pensiero.Opportuna anche per crescere.
La riflessione condivisibile , a nostro modo di vedere sarebbe stata di non rifugiarsi esclusivamente sulla colpa da dare al Padreterno o restare inoperosi per la enorme inimmaginabile quantità d’acqua spedito sul nostro territorio .Piuttosto sulle quantità inimmaginabili di cose non fatte da parte della Regione Calabria , dal consorzio di Bonifica , dall’Amministrazione Provinciale e dalla stessa Amministrazione per quel che le compete.

Questa immgine ci riporta all'alluvione del 1951.L'area recintata era a presidiodi una abitazione crollata della quale si intravede qualche parete.

Quest'ultima immagine datata 27 ottobre è relativa non già ad un temporale ma alla seconda pioggia, ottobrina e notturna.Il Fango ,foglie e ricci di castagno sono stati ricondotti in paese. Il prosieguo della cunetta e una opportuna grata smaltivano provvidenzialmente il residuo e parte della piena dentro il Burrone Castanò . Si commenta da sola
Prima di concludere qualche altro contributo che val la pena riportare
Alluvione 1921
In seguito alle alluvioni dell’ottobre 1921 il giorno ventisei , Jacurso, data la sua posizione topografica, con quasi tutte le strade in forte pendio ha subito dei danni non lievi alle abitazioni e specialmente alle sue strade interne ed esterne.
Infatti ,tutte le acque che scendevano dalle alture, non potendosi convogliare nei piccoli tratti di fogna di sezione molto ristretta (la gambitta) si riversarono nelle strade asportando selciati e massicciate, demolendo parapetti, scavando delle fosse e svellendo completamente piccolo tratti di fogna. Si sono perciò progettati i lavori più urgenti in Via Piano di Maria,Via Belvedere,Traversa Timpone, Scesa S.Lucia ,Traversa interna della Nazionale e alla Strada per il Cimitero che è quasi tutta sconvolta dalle alluvioni e che perciò si è progettato un sovraccarico di brecciame atto a regolarizzarla.
I Lavori di sistemazione
Via Piano di Maria
Demolizione della spalla di muratura a secco verso strada ed opposta. Copertura del tombino del Mulino Bilotta. Selciato della strada.
Via Belvedere
Rettifica del muro di sostegno della strada .Parapetto in muratura comune sin dove si innette nella Traversa Timpone. Pavimento a faccia vista e ricostruzione del selciato
Via Traversa Timpone-Innesto con Via Belvedere
Muro di sostegno a destra della strada verso il Mulino .Scala con gradini di cemento per accedere da Via Belvedere alla Traversa Timpone (10 gradini ml 40x0.40 . Disfacimento e rifacimento del selciato
Scesa S.Lucia (Timpone)
Taglio a forza della roccia per aprire il nuovo tracciato della strada con pendenza minore eseguendo una curva col rudere vicino il mulino . Disfacimento del selciato dell’ultimo tratto di strada che si innesta alla Nazionale e selciato .
Lavori lungo la Nazionale
Parapetto verso l’orto dell’Acquaro lungo la Nazionale eseguita a faccia vista. Parapetto lungo la Nazionale di fronte casa Mascaro Francesco con muratura comune a faccia vista e stilatura dei giunti .Continuazione del tombino del Vico II Municipio. Costruzione della cunetta selciato lungo la casa Facciolo e dell’altro lato di fronte la casa. Demolizione della cunetta esistente in Vico III Municipio attraversante la strada e ricostruzione .Parapetto sul ponticello in località Chiesa Nuova . Costruzione di cunette selciate lungo la Via Nazionale fino all’incrocio di Via Galileo. Parapetto lungo la Nazionale sulla Fontana Castanò. Scavo di fondazione per il muro di sostegno per allargamento della piazzetta. Cunetta selciato lungo la piazzetta La Cona .Cunetta scavata lungo il Vico La Cona . Cunetta in muratura comune nella Nazionale della casa Totino Domenico fino alla cunetta S.Maria e di fronte all’altro lato della strada. Scaletta di accesso al Rione Milano con muratura laterale di appoggio e gradini in cemento. Demolizione della fogna della casa Panzarella Giuseppe alla Nazionale. Demolizione della cunetta lungo la chiesa Madre. Demolizione della fogna lungo Via Manzoni
Strada del Cimitero
Sovraccarico di Brecciame sulla strada compreso spargitura e configurazione.
Mercede degli operai , materiali e mezzi di trasporto
Capo d’arte muratore e cementista
Terraiolo di 1 classe
Minatore
Scalpellino
Maestro muratore carpentiere
Fabbro e cementista
Donne e garzone
Carro a due bovi
Traino a due muli
Mulo da basto
Asino da basto
Calce viva
Pozzolana dei Bacoli
Mattoni
Pietre delle cave e dei torrenti
Lastroni grezzi grossolanamente scalpellati
Ferro lavorato per chiodi
Pietre scalpellate su tre facce
Non si potevano fare voti alla Regione ,alla Provincia ,alla Protezione Civile .Del Pnr neppure a pensarlo .Eppure le emergenze si affrontavano in loco. Come ? Con i fondi PRC .
Una Firma e , spesso , Undici Segni di Croce.
Sì, in passato i comuni dovevano sopperire ai danni alluvionali con le proprie risorse, poiché il sistema di protezione civile, come lo conosciamo oggi, non esisteva o non era strutturato a livello nazionale e regionale. I sindaci, infatti, rivestivano già un ruolo di prima autorità di protezione civile e coordinavano i soccorsi utilizzando fondi e mezzi a disposizione, spesso a costo di gravi sacrifici per le comunità colpite.
Necessità di risorse proprie: Data l'assenza di un sistema di protezione civile nazionale e regionale i comuni dovevano fare affidamento su fondi, personale e risorse proprie per affrontare gli eventi calamitosi, spesso con conseguenze pesanti per i bilanci locali. Il Comune di Jacurso ,oltre agli eventi calamitosi ,come alluvioni e terremoti che gli sono capitati, ha saputo sempre affrontare siffatte emergenze o necessità con capacità e responsabilità maiuscole.
Uno degli esempi dato ai posteri e oggi messo sotto i piedi , fu l’adesione al consorzio per la costruzione della Strada Consortile . Che non fu una Bagattella . Tra Ponti , espropri e la demolizione – la demolizione di DODICE CASE - pur di farla passare da dentro l’abitato . Come ? Intanto è necessario concedersi il tempo opportuno per riflettere e osservare ,oltre che le strade messe sotto i piedi , i muri laterali - opere d’arte, senza attenzioni abbandonati e cadenti. Poi si potrà riparlare.














Ponte Machinella.Acqua sulla strada dovuta alla cunetta vistosamente ostruita Maida a dx : Il comune consolida una sua struttura su di un sito complicato (ambulatorio )
.........................
francesco casalinuovo ass. cult KaloKrio jacursoonline






