
La signora dall'aria così composta che vedete in queste foto è mia madre: il ventisei di settembre ha compiuto cento anni, un compleanno speciale e unico nella vita. Un momento particolare che non tutte possono vivere ma che Lei ha compiuto e accoglie con la riservatezza tipica delle donne della sua generazione accomunate dal ricordo di un passato tanto complesso quanto dignitoso.

Pur non essendo abituata a tali manifestazioni, ha ricevuto l'affetto e la vicinanza di tantissime persone e per la circostanza ha fatto un temporaneo ritorno a Jacurso presso l'abitazione della figlia, meglio adeguata all’evento , dove ad aspettarla c'era una calorosa accoglienza di parenti , conoscenze e cittadini. Complici l'età avanzata e una recente frattura al femore, la centenaria adesso, per necessità, risiede stabilmente alla Casa Tamburelli di Lamezia; qui condivide il traguardo del secolo di vita con altri ospiti, all'interno di un ambiente sereno. La buona compagnia, le attenzioni alla persona e l'ottimale gestione dei servizi offerti, si confermano elementi chiave per i residenti di questa eccellente struttura che sinora ha già annoverato centenari ed alri sono presenti.


Tanta comunità, tanti omaggi e una targa della Pubblica Amministrazione già che Lei , in linea con lo spirito dei piccoli centri, ha sempre coltivato con generosità i rapporti interpersonali, del vicinato in particolare, dove la prossimità abitativa e la socialità condivisa è tipica dei piccoli centri all'interno dei quali tutti si conoscono e si aiutano quando necessario.
Il suo atto di nascita dice 26 settembre 1926, il che rende quest’anniversario diverso da quelli considerati normali ma sempre importanti. Sono Cento gli anni, portati discretamente bene , con ponderatezza ed eccessiva riservatezza dovuta alla impostazione giovanile e mantenuta nel tempo per via delle sue frquentazioni e doti caratteriali . Con gli anni anche per i piccoli e grandi inevitabili acciacchi della vita e dell'età. “ Per lei, al vero , la vita non è stata affatto facile fin da piccola e questa circostanza diventa così l'occasione per raccontare alcune delle tante difficoltà affrontate e la straordinaria forza con cui quelle donne sapevano accettarle , affrontarle e superarle.“
In Lei e quanti di quel periodo, il 1926 e gli altri anni riflettono il difficile contesto politico che vive Jacurso nel periodo della dittatura e delle guerre, un epoca che segna l'infanzia e l'adolescenza della protagonista sotto alcuni aspetti con profonde contraddizioni.
"Come altri nativi di Jacurso, infatti , anche il padre di Caterina emigra in America e, dopo breve, lo raggiunge anche il figlio diciassettenne Vincenzo. E’ l’inizio, di una diffusa volontà e necessaria convenienza che dovrebbe portare tutta la famiglia a Boston nel Massachusetts. Il fratello Vincenzo si è “già sistemato “ con un lavoro stabile e quando suo papà, dopo più di un decennio, torna in famiglia a Jacurso, è solo per espletare le pratiche necessarie per portare a Boston il resto della famiglia.
Considerazioni, Opportunità e Coscienza
"Mia madre, lasciata in fasce, era la bambina cresciuta con la sola immagine materna : non ha ricordi di quella che è una famiglia, di un padre e di un fratello visto poco e si mostra turbata e a disagio nel vedere in casa una persona che sente estranea. Ignora persino di avere il padre all'interno di quelle mura e non condivide l'improvviso legame con la figura materna. Le da fastidio... abituata a essere cresciuta con la sola madre. È una consapevolezza che mi ha sempre causato un profondo dolore , penoso riflesso dei drammi dell'emigrazione; un tema su cui, ancora oggi, andrebbe fatta una seria e profonda riflessione sui drammi dell'emigrazione."

Donna Benedetta al centro. Donne, Giovinette e le bambine col vestitino bianco. Con la freccetta la bambina Caterina Michienzi
Le rimesse dovute al lavoro americano garantivano a "quelle due" indubbiamente la sicurezza economica , il riparo dalla fame e dall’indigenza che spogliavano il paese ma se la lontananza del genitore “ aiutava “ la bambina a crescere in un clima “protettivo” economicamente restava indubbiamente avaro di calore e di affetti."
A soli diciassette anni, intanto, per una condizione più gratificante , il fratello Vincenzo ( come si scriveva ) rompe ogni legame con madre e sorella per raggiungere l’ America del padre creando un distacco improvviso che diventerà un trauma allorquando la sorellina Caterina comincerà a passare le giornate con la sola mamma Maria.
Che affida alla bontà della Signora Benedetta Giliberti per trascorrere necessari momenti alternativi . Donna Beneditta l’accoglie amorevolmente nel Palazzo li davanti casa dove trascorre gran parte del giorno in larga compagnia. Quì “Donna Beneditta “ dispensa insegnamenti sulle buone maniere , momenti di riflessioni di carattere religioso e soprattutto insegnamenti di ricamo alla migliore gioventù femminile del paese .
«Alla soglia dei sedici anni è già una bella ragazza. Qualche donna la ricorda come una " bambolina", altre per la grazia nel camminare in quell'esile corpo che sta per diventare donna. Tra i tavoli di quella scuola di ricamo passa parte della gioventù femminile di allora: ci si va per imparare le buone maniere e l'arte del cucito, ma per i giovani maschi è anche l'occasione di ammirare le giovanissime coetanee. Sono gli anni irruenti e innegabili dell'amore.»
A vent’anni sposa Vito , il ragazzo preferito tra i corteggiatori e ben visto dalla madre che ha messo già a conoscenza il genitore. Che però non ci sarà al matrimonio. Non subito ma da li a pochi mesi dal matrimonio ancora un distacco.Perderà anche l’affetto della madre che si imbarca per gli States a ricomporre il ceppo famigliare a Boston . " Sposando Vito, la figlia ha reso libera la madre, che ora può finalmente pensare a rifarsi una vita in America insieme al resto della famiglia, emigrata lì da tempo."
Mamma e figlia sarebbero ,forse, dovute partire prima ma non era successo per una sorte del destino che sa cambiare il corso della vita quando neanche sospetti possa avvenire. Le visite mediche a Napoli non vano bene per la mamma Maria che “ non passa “ per problemi alla vista “.
Se questo rinvio non si fosse avverato, sicuramente non starei scrivendo di mia madre centenaria. Questo suo primo figlio non sarebbe mai nato quanto gli altri e la leggiadra Caterina avrebbe sposato chissà chi di un americano che non si sarebbe chiamato Vito. I destini !
Il viaggio per gli Stati Uniti di madre e figlia saltò , dunque , a causa di una visita medica andata male. Fecero ritorno da Napoli a Jacurso. Certamente amareggiata una delle due . Per mia madre non so. Un colpo di fortuna però che permise a Vito di sposarla e dare la vita a me e altri due figli. Chissà quale sarebbe stato il suo destino, e chi avrebbe sposato, oltreoceano."
Passerà poco tempo , la giovane Caterina sposerà allora Vito , mi faranno nascere mentre per sua madre con i dollari americani verrà risolto in qualche maniera il nulla osta sanitario. Le sarà rilasciato il passaporto e raggiungerà la “ sua “ famiglia a Boston negli USA con me primogenito appena in fasce .
Da allora , da sola col marito porterà avanti la sua famiglia, costruendo un legame armonioso e sereno con i tre figli e i parenti acquisiti. Un’armonia di bontà e di accoglienza che riuscirà a lenire in parte i suoi affetti feriti.
La vita, però, a volte è cruenta è le riserverà grandi prove: a quarantadue anni vivrà il dramma di perdere il marito appena cinquantenne, e in seguito piangerà la scomparsa di alcuni nipoti e di un figlio speciale, verso il quale nutriva un amore unico, tuttora immenso e tale riconosciuto dagli altri figli e da tutti.
«Per noi, famiglia mutilata, è stata una vita intensa: un’esistenza affrontata con dedizione e basata unicamente sulle nostre forze, attraversando momenti di sconforto e sofferenza. Un percorso costato tanti freni, molte rinunce e profonda pazienza a tutto il nucleo famigliare . Un peso maggiore a qualcuno dei suoi componenti certamente ma condotto responsabilmente nel periodo più faticoso ma risolto positivamente con meritate soddisfazioni e serenità che hanno regalato qualche giornata di sole alla Mamma . Sempre con il sostegno della Provvidenza che ti mette la manno sulla spalla per non disperare nei momenti bui e difficili.»


Padre Franz e Due centenarie .Vicine di casa,di chiesa e amiche ... da una vita
Generazioni che si rinnovano : La prof.ssa Mariella Dattilo .Rapporti antichi di famiglia che il tempo non ha interrotto

La Prof.ssa Carmen Mutone . Nipote della Sig.ra " Donna Benedetta " . Anche per i Cento la Storia continua nel segno delle nuove generazioni . E si vede !


Alla Casa Tamburelli

Per i cent'anni della mamma, un pensiero davvero speciale: cento rose da persone a noi care, insieme a tantissimi altri fiori e regali. Come si fa a ringraziare tutti per così tanto affetto?

Si ringrazia l'Amministrazione Comunale
" In occasione del suo centesimo compleanno, l’Amministrazione Comunale esprime a nome dell’intera cittadinanza i più vivi auguri e la più profonda gratitudine per un secolo di vita esemplare spesi nel segno dei valori civili e morali che onorano la nostra comunità "
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29 settembre 2026 francesco casalinuovo Ass. Cult. Kalokrio jacursoonline

