Home

 Finalità 

Il sito Jacursoonline nasce per dare voce a storie e personaggi che non hanno spazio nei canali ufficiali dell'informazione locale, portandoli ad una rilevanza e ad una attenzione più ampia. 

 Contatti

Per suggerimenti, critiche o altro inviare una mail al seguente indirizzo: messaggi@jacursoonline.it

La notte di San Giovanni era, nella  tradizione popolare, un momento magico.  Per l’astronomia è , ancora , la notte più corta dell’anno , dunque , il tempo di luce più lung

Il 21 giugno il sole sembra appena  fermarsi per riprendere poi  il 24 giugno quando il giorno e la notte prendono ad accorciarsi. L’esatto contrario del 21 quando, anche se impercettibilmente, toccano la massima estensione di luce . E’ il Solis Statio più comodamente  Solstizio d’estate. L’arrivo dell’Estate, iltrionfo del sole , il simbolo dell’energia vitale , dell’allegria estiva giovanile  . La Notte di San Giovanni (tra il 23 e il 24 giugno) è una delle ricorrenze  più diffuse .Più affascinanti e ricche di folklore a Roma, almeno quando ancora le  tradizioni e gli antichi riti  non erano state messe all’oblio dalla nuove distrazioni..  A Roma unisce sacro e profano e fonde la celebrazione del solstizio d'estate con antiche leggende su streghe, fattucchiere e persino figure papali misteriose. 

La Notte delle Streghe e i Prati del Laterano
La tradizione vuole che la vigilia della festa del patrono, San Giovanni Battista, i fantasmi di Erodiade e di sua figlia Salomè (ritenute responsabili della decapitazione del santo) venissero condannate a vagare per il mondo sui loro manici di scopa. Durante questa notte, chiamavano a raccolta tutte le streghe sui prati della Basilica di San Giovanni in Laterano. Da lì, le fattucchiere partivano a caccia di anime e volavano verso il celebre noce di Benevento, considerata la "città delle streghe". Per proteggersi e spaventare le presenze oscure, i romani accendevano grandi falò e facevano un gran baccano con campanacci, petardi e trombette

Il Rito delle Lumache
Per esorcizzare la sfortuna e le malelingue, la tradizione popolare prevedeva di riunirsi nelle osterie della zona per mangiare un'abbondante cena a base di lumache al sugo. Le corna delle lumache simboleggiavano infatti la sfortuna e le avversità: mangiarle significava letteralmente "distruggere il male" e sconfiggere le streghe.

La Papessa Giovanna e l'Occulto
La figura della Papessa (la leggendaria Giovanna, donna che si finse uomo per salire al soglio pontificio nell'Alto Medioevo) si inserisce in questo alone di mistero. Alcuni racconti esoterici e tour guidati legati alla stregoneria romana, come quelli che partono da San Clemente e da Santa Croce in Gerusalemme, legano questa figura femminile e sovversiva ai racconti di magia della città.

Sebbene la Papessa appartenga alla leggenda, la sua figura è spesso associata nella cultura popolare romana alle storie di esoterismo, al pari del "Papa mago" Silvestro II, in un luogo in cui passato cattolico e credenze pagane si sovrappongono da secoli.

 

“Il 23 Giugno il sole raggiunge il punto più alto e, nel mondo antico , era un sapere comune  che la notte di San Giovanni sarebbe diventata  la data  in cui i pianeti ed i segni zodiacali concorrevano a caricare di virtù anche le  pietre e le erbe. Più tardi se ne appropriarono anche Streghe , Fattucchiere e Guaritrici.

La Chiesa di San Giovanni a Jacurso

E’ vero dell’esistenza di questa Chiesa come da alcune note riportate in alcuni Registri dove sta scritto che “Dalla Chiesa Matrice dipendevano fino al 1726 la Chiesa di S. Giovanni Battista, la chiesa della Concezione della Beata Vergine Maria, la Chiesa di S. Maria di Monte Carmelo e le confraternite del SS. Sacramento con sede nella stessa Matrice e di S. Barbara”. Più tardi la confraternita “Madonna della Salvazione “

Il 24 di Giugno la Chiesa ricorda San Giovanni Battista, unico Santo per il quale celebra sia la nascita (24 giugno) sia la morte (29 agosto), onore riservato solo alla Beata Vergine Maria e a Gesù Cristo, mentre le Chiese d’Oriente festeggiano , tuttora , anche il concepimento il 25 settembre.

Il 24 sarà anche la notte delle Erbe miracolose o meglio prodigiose per le qualità medicamentose capaci , oggi come allora ,  di lenire  alcuni malanni . La salvia efficace contro il mal di pancia, il rosmarino che con l’ortica fortifica e cura le infezioni dei capelli e le calvizie, la menta, rimedio contro l’influenza e mal di gola , l’iperico , i cui fiori durano un giorno (tra il 23 / 24 ) ,  conosciuta  per tal motivo , come “ l’erba di San Giovanni”, capace di  cicatrizzare le ferite e lenire i dolori articolari .

Le erbe raccolte e lasciate di notte per accogliere la Rugida

Tra queste anche l’aglio selvatico , l’artemisia e la ruta selvatica . Oltre alle citate  di San Giovanni  venivano  raccolte  - quasi nello stesso periodo - anche  le foglie di  Vischio, Sambuco, Aglio, Cipolla, Lavanda, Mentuccia, Biancospino, Corbezzolo, Ruta e Rosmarino, la Ginestra e  le foglie di Alloro.

A San Giovanni l’Iperico è “ al punto giusto “ cioè pronto ad offrire il principio attivo che sta nei semini. I fiori durano l’arco di una giornata e cominciano a cadere mettendo a vista i semi della corolla. Dai semini, sbucciati e premuti tra le dita, sversa un liquido oleoso di colore rosso che contiene il “ principio attivo “ che i nostri nonni utilizzavano contro piaghe e dolori…


«Ora le ragazze per San Giovanni

chiedono al fuoco di svelare gli inganni

chiedono al cardo chiedono al piombo

chi avranno un giorno per compagno intorno.

E anche le crude Masciare, (masciare sono le streghe)

questa notte vogliono volare

e ognuno, indaga nel cielo,

qualche segno dal mondo del vero.

 

E a Jacurso ?

Jacurso non era Roma  ma, come nei paesi del meridione , si ripetevano annualmente  le tradizioni . La ricorrenza del Santo e il 24 di Giugno  si potevano consolidare rapporti di amicizia in nome del santo . Sia nell'ambito maschile e femminile. Nella sfera femminile era certamente più sentito e desiderato.

" Lu Ramajjhiattu "

La ricorrenza del 24 giugno era per i calabresi la festa dell’amicizia, della grazia e dell’abbondanza. Inviare dei mazzi d’erba di San Giovanni era segno di buon augurio e voleva essere un gesto di pace e di fratellanza, i legami che si stringevano con l’invio di questa erba fiorita potevano durare tutta la vita e unire le famiglie con un vincolo più forte di quello che esisteva fra parenti. Da qui infatti nasce il termine Sangiuanni per indicare il comparaggio/commaraggio.

Il rito era molto semplice e gentile: ci si scambiava un mazzetto di fiori con l’eventuale aggiunta di qualche dono. Chi accettava la proposta contraccambiava la visita e il mazzetto di fiori dopo pochi giorni, e precisamente il 29 giugno, festa di San Pietro e Paolo. Si diventava, così, cumpàri o cummàri de mazzéttu.

A Jacurso , si diventava cummari de mazzettu con l’invio del mazzetto di fiori, chiamato ramajjhettu, usanza così diffusa che anche le bambine lo facevano con le bambole scegliendo la comare di bambola. Anche qui con i fiori si portavano piccoli doni personali come “Pettinisse “ e “Ferretti “  (fermagli per i capelli), Nastrini o un Fazzolettino ricamato dalla commare stessa, posti sulla guantiera, un vassoietto preparato per l’occasione. Da quel momento le giovani donne erano unite in un legame anche più forte di quello di sangue, una vera sorellanza d’altri tempi. Sempre nel giorno di San Giovanni, un tempo, due amici che avevano sentimenti affini instauravano tra di loro u Sangiuànni: un legame che apparenta le persone nel nome appunto di SanGiovanni. E diventava , rispetto , aiuto, fratellanza …

 

Chi fu questo Giovanni .

La Chiesa ufficiale dice  e quì si trascrive ….. ….

Di poco più giovane di Cristo, San Giovanni Battista ne fu il precursore e colui che lo battezzò. Iniziò la sua opera dopo avere vissuto molti anni nel deserto, cibandosi di locuste e miele, coperto da una pelle di cammello e una cintura di cuoio. Ebbe come discepoli gli apostoli Andrea e Pietro e, in un certo senso, lo stesso Gesù. Fu ucciso da Erode Antipa che, per esaudire un desiderio dell’amante e cognata Erodiade, offrì la testa del Santo su di un piatto alla giovane Salomè, figlia di Erodiade.

Erode Antipa, figlio di Erode il Grande, quello della “Strage degli innocenti”, fu anche colui che condannò Gesù dopo la “rinuncia” di Ponzio Pilato,

Giovanni  Battista 

Giovanni Battista, cugino di Gesù, è stato l’ultimo profeta che annunciò l’arrivo del Messia, fu imprigionato da Erode perché accusato di sovversione. Erode aveva una figlia molto amata, Salomè. Era una ragazza bellissima e un’abile danzatrice, spesso danzava per il padre e per tutta la corte. In seguito ad una sua esibizione, il padre le chiese cosa volesse in dono. Lei istigata dalla madre Erodiade chiese al re la testa di San Giovanni Battista servita su un vassoio perché inorridita al pensiero di toccarla.San Giovanni Battista morì dunque decapitato per volere di Salomè. Così viene infatti raffigurata, col vassoio in mano, Salomè, nei vari famosi dipinti che la ritraggono, come quello di Caravaggio.

 

La Femme Fatale   e   Il Martirio di Giovanni il Battista.

Erode, Erodiade, Filippo (il fratello del re Erode  ) ,Salomè ( la figlia di Erodiade). Giovanni il Battista. ( Giovanni era considerato un profeta e in segno di purificazione , a quanti venivano ad ascoltarlo, immergeva nelle acque del Giordano, dando loro  un Battesimo di pentimento. Da qui il Battista )

Erode , Il re d’Israele, aveva preteso per  sé la bella Erodiade, moglie di suo fratello, cosa vietata dalla religione ebraica, ancor più vietata perché da quell’unione era nata una figlia, Salomè .   Secondo il racconto evangelico, infatti, avendo accusato il re Erode di avere amante Erodiade, moglie di suo fratello Filippo, Giovanni veniva  arrestato.

Durante una festa, Salomè, si esibì in una danza che piacque molto a Erode tanto da darle in premio ciò che ella avesse voluto. La ragazza, istigata dalla madre, chiese che le fosse portata su un piatto d’argento la testa di Giovanni il Battista.

Erode per non venire meno al giuramento fatto davanti a illustri commensali, acconsentì. Una guardia decapitò allora Giovanni e portò a Salomè la testa su di un vassoio. La ragazza consegnò il vassoio alla madre Erodiade, che ebbe così la sua vendetta.

 La testa di San Giovanni...                                                                       La Testa di San Giovanni portata a Salomè...

 

La Papessa Giovanna

Fu proprio donna. Buttò via ’r zinale

prima de tutto, e s’ingaggiò sordato;

doppo se fece prete, poi prelato,

e poi vescovo, e arfine cardinale.

E quanno er Papa maschio stiede male,

e morse, c’è chi dice, avvelenato,

fu fatto Papa lei, e straportato

a San Giuvanni su in sedia papale.

Ma qua se sciorse er nodo a la commedia;

ché sanbruto je préseno le doje,

e sficò un pupo lì sopra la sedia.

D’allora st’antra sedia ce fu messa,

pe tastà sott’ar sito de le voje

si er Pontecife sii Papa o Papessa.

G.G. BELLI

La Papessa 

                                                                           La notte delle Magie  La Maga Circe

                                                                          ...e delle Streghe. Che si spostano su di una scopa

 

...................

24 giugno 2026                                                                                                                                  francesco casalinuovo   - Ass.Cult. KaloKrio  - Sito  Jacursoonline