La Prima Italia

 

Prima di parlare di Roma – oggi capitale dell’Italia unita – Roma fu la città-stato latina che già dal VI secolo a.C., diede inizio a un processo espansivo dai grandiosi sviluppi che tutti conosciamo . Più tardi l’italia era divisa essenzialmente tra queste popolazioni: Liguri a nord-ovest, Veneti a nord-est, Villanoviani al centro-nord, Latini , Sanniti e Campani al Centro e al Centrosud. Nelle tre isole  i Siculi e i Sicani in Sicilia, i Sardi e Corsi in Sardegna e Corsica.

 

Tutti questi popoli erano in ogni caso molto arretrati se confrontati con il livello di avanzamento raggiunto dai Greci e dai Mediorientali che abitavano la parte estrema della penisola ,oggi  Calabria.

E’ bene fare questa considerazione storica perché l’analisi ci aiuterà a comprendere sia i caratteri arcaici della civiltà romano-latina, sia gli insediamenti di altri popoli nella parte meridionale della penisola dove  nacque la prima Italia che porta appunto all’ evento organizzato per il prossimo Settembre che , con l’impegno di varie associazioni , ora riprende Il Cammino che , per le travagliate vicessitudini della pandemia, era stato costretto a sospendere prima ed a  limitare dopo  gli incontri allargati per le attività organizzative. Curinga, nel nostro comprensorio,  continua ad essere  la sede organizzativa dove vengono vagliati i percorsi , la logistica e nel cui territorio si concluderà l’iniziativa che già comincia a diffondere interesse in vari ambiti . Sede principale è comunque , Squillace con  un passato storico interessante dove  l’evento ha posto le sue radici e dove adesso il “ cammino” riprende   e si concretizza   con Riccardo Elia – Vicepresidente UISP –  e  Salvatore Mongiardo – scolarca della Nuova Scuola Pitagorica.

Per Jacurso partecipa la nostra associazione KaloKrio , per Cortale L’Associazione Borgo Antico e per Curinga “ Curinga Insieme “. I partecipanti sono in tanti perché il percorso, a piedi, partirà dallo Jonio e terminerà sul Tirreno. Da Squillace  ad Acconia percorrendo gli antichi tratturi e attraversando paesaggi ancora antichi e naturali che si affacciano tutti sull’Istmo tra jonio e tirreno. L’altro  possibile percorso sarebbe stato proprio “ dentro l’Istmo “ sempre da mare a mare.

A dispetto , quindi ,di quei dissacratori che  oggi, riferendosi al Mezzogiorno e ai suoi abitanti , offendono e affermano che “ Il Sud non è Italia”, che l’Italia finisce alla Romagna  ed il resto è Africa o peggio che i meridionali sono “marocchini” le nostre associazioni  all’unisono con “ la Scuola Pitagorica “  e la “ UISP “ rispondono con un evento culturale che mettono a nudo le volgarità e le non poche deplorevoli  rozze espressioni  del giornalismo e della politica  che ritengono essere l’italia che conta  proteso  in un vergognoso distaccamento dall’Unità.

Bisogna , allora ,  parlare in questa circostanza  delle origini del nome “Italia”, per scoprire che un tempo gli italiani esistevano solamente al Sud.

E Italia era già nel Quinto Secolo prima di Cristo la parte più estrema della Calabria, quella che partiva più o meno all’altezza dell’odierna Catanzaro.

Cosa succede nell’Istmo intorno all’anno 1000

Il 1057 segna l’inizio dell’insediamento dei Normanni nell’area  dell’Istmo quando , alcuni importanti della zona, Nicastro Maida e Canalea", si arrendono a Roberto il Guiscardo. Due anni più tardi cade il Monastero di S. Maria del Mare con la resa degli abitanti dopo la fuga  dei capi bizantini verso Costantinopoli'. S. Maria del Mare costituisce l`ultimo baluardo difensivo bizantìno a resistere ai normanrii. .A quella data quindi erano già stati conquistati tutti   i tre  centri dell’Istmo. Catanzaro ,Tiriolo e Squillace . I principali centri bizantini come i già citati  Nicastro, Maida e Canalea, S. Maria del Mare di Stalettì, Rocca Niceíoro, sono occupati. A S. Maria del Mare e a Tiriolo, l’ìnsediamcnro iniziale viene abbandonato  in un secondo momento per  spostarsi a Squillace”, nel primo caso, e dall’area del monte al sito dell’attuale castello nel secondo.

Questa fase segna un cambiamemo nella politica dell'occupazione normanna, con la figura emergente di Ruggero, che prosegue la conquista iniziata dal fratello nella Calabria  settentrionale, a partire da Scribla e lungo le direttrici delle vallate dei fiumi Crati e Savuto. L’area dell’istmo,fin dai primi tempi dell`occupazione normanna è già la linea di demarcazione tra Tirreno e Ionio" caratterizzata da due grandi poli: Nicastro, sul Tirreno, e Squillace sullo Jonio.

Ma i Greci come riconoscevano la parte meridionale del loro insediamento ?.

I Greci chiamavano la parte meridionale della penisola italiana in vari modi:

·       Esperia, cioè “terra dell’Occidente”, perché si trova in questa posizione rispetto alla Grecia;

·       Ausonia, perché i Greci chiamavano Ausoni gli Aurunci, popolazione osca stanziata tra i fiumi Liri e Volturno;

Enotria, in particolare la zona compresa tra la Calabria e la Lucania, dal nome di Enotro re di Arcadia, che occupò queste terre.

Catanzaro, dove “nacque” il nome Italia

Per lungo tempo all’ingresso della Galleria che porta per Catanzaro un grande cartellone ricordava che “ qui nacque l’Italia “ . Quel cartellone è stato rimosso durante alcuni lavori e non più riproposto.

l nome Italia deriva dal vocabolo Italói, termine con il quale i greci designavano i Vituli (o Viteli), una popolazione che abitava nella punta estrema della nostra penisola, nei pressi dell’odierna Catanzaro, i quali adoravano il simulacro di un vitello (vitulus, in latino). Il nome significa cioè “abitanti della terra dei vitelli”. Fino all’inizio del V secolo avanti Cristo, con Italia si indicò solo la Calabria, in un secondo tempo il nome fu esteso a tutta la parte meridionale del Paese.

Dalla Calabria alle Alpi. Nel secolo III, dopo le vittorie riportate dai romani contro i Sanniti e contro Pirro, si estese fino al Magra e al Rubicone. Nel ’49 avanti Cristo, quando anche alla Gallia Cisalpina furono concessi i diritti di cittadinanza romana, anche le regioni settentrionali della penisola presero il nome di Italia. Tali confini vennero ulteriormente dilatati con la riforma amministrativa di Augusto (27 dopo Cristo) che li portò a ovest al fiume Varo (presso Nizza) e a est al fiume Arsa, in Istria. (fonte: “Focus”)

Ma  Antioco di Siracusa nel V secolo a. C. così scriveva:

L’intiera terra fra i due golfi di mari,

il Nepetinico [S. Eufemia] e lo Scilletinico [Squillace],

fu ridotta sotto il potere di un uomo buono e saggio,

che convinse i vicini, gli uni con le parole, gli altri con la forza.

Questo uomo si chiamò Italo che denominò per primo

questa terra Italia. E quando italo si fu impadronito

di questa terra dell’istmo, ed aveva molte genti

che gli erano sottomesse, subito pretese anche i territori confinanti

e pose sotto la sua dominazione molte città”.


A confermare il tutto furono, tra gli altri, anche Dionigi (o Dionisio) di Alicarnasso e Aristotele. Re Italo allargò il suo dominio sull’Enotria che si estendeva per un vasto territorio compreso fra l’attuale Calabria e l’asse Metaponto-Posidonia (dalla foce del Bradano alla foce del Sele).

Col volger degli anni fu detta Italia per un uomo potentissimo, Italo nominato. […] uomo destro e filosofo, il quale convincendo molti popoli col dire e molti colla forza, ridusse in poter suo quanto v’è tra ‘l golfo Nepetinico [S. Eufemia] e lo Scilletinico [Squillace]: e quel tratto fu il primo che Italia da Italo si dicesse. […] divenuto più forte, fece che molti altri gli ubbidissero; perocché mise il cuore su’ confinanti, e ne prese molte città“. (Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, I, 11 – 12)

Dopo queste premesse e riferimenti storici , è bene  concludere con quanto scrive Cesare Cesareo di " Curinga Insieme " che nella sede di Curinga coordina  la parte organizzativa dell’evento.

Il Cammino Della Prima Italia riprende il suo iter organizzativo

Dopo quasi un anno dal primo incontro nel quale si è presentato il “Cammino Della Prima Italia” seguito da altri due a Curinga, nei quali si sono selezionati i percorsi sulle mappe e si sono abbozzate le tappe, nel pomeriggio di giovedì 18 giugno, si è ripreso il discorso interrotto a causa del Covid 19.

Nella bella Sala Consiliare del comune di Squillace, erano presenti i rappresentanti dei comuni interessati per il cammino inaugurale. Ospiti dell’ assessore alla cultura del Comune di Squillace Franco Caccia; c’ erano: Riccardo Elia, presidente ASD Calabria; Felice Izzi presidente UISP Comitato Catanzaro; Simona Papaleo Assessore alla Cultura Comune di Cortale; Andrea Simonetta , Consigliere comunale Cortale; Salvatore Mongiardo, “Fondatore della Nuova Scuola Pitagorica ” e Ideatore del “Cammino Prima Italia”, Barbara Truglia , Archeologa Amaroni: Cesare Cesareo, direttore www.curinga-in.it. Il percorso, ridimensionato per questa prima edizione a causa delle misure di contenimento del Coronavirus, è previsto per i giorni 4-5 e 6 settembre 2020 e avrà il seguente itinerario:


Prima tappa: Lido di Squillace e Santuario Madonna del Ponte per raggiungere il territorio di Amaroni ;

Seconda tappa: Cortale, Fossa del Lupo – Curinga Iencarella

Terza tappa: Curinga Eremo Sant’ Elia, Platano – Marina di Curinga (Torre Mezzapraia).

 

Quì sotto le cartine che riportano il tracciato nel territorio di Jacurso. Nella seconda cartina il territorio sino all'abitato di Jacurso

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Queste le tappe, ma perché la voglia di questo cammino, di questa nuova esperienza?

“Il nome ITALIA è stato coniato migliaia di anni fa nel territorio compreso tra i due golfi di Squillace e di Sant’Eufemia, dove gli Itali vivevano in libertà, amicizia, comunità di vita e di beni, dignità della donna e nutrimento con i frutti che la terra offriva tutto l’anno.

La nascita dell’Italia, come noto, ha rappresentato un evento tra i più importanti della storia umana. Tale evento, nonostante la sua unicità, non è stato valorizzato da alcuna istituzione locale privando il territorio di importanti ricadute per l’immagine e l’economia dei nostri luoghi.”

Non resta che definire ancora piccoli particolari e, poi partire con le iscrizioni che si prevedono molto numerose per l’interesse che questa iniziativa sportiva e culturale ,sta suscitando a livello regionale e nazionale.

Cesare Natale Cesareo

Il Convento di San Francesco a Maida. Visibile in lontananza dalle alture

Uno scorcio dell'Istmo dove il Pilla confluisce con il Pesipe

. Fossa del Lupo -Madama Laura -Serra Pelata --Monte Contessa -- Gesuani --Iancarella -- Eremo

 

Note

  • Per l’identificazione di Canalea ,pare, debba pensarsi a Castelmonardo ( odierna Filadelfia)
  • Lo scolarca (dal greco σχολάρχης) era, nell'antica Grecia, il capo di una scuola filosofica.

 

franco casalinuovo  ass.cult kalokrio   jacursoonline

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