Notizie Scorrevoli

ALI SUL MEDITERRANEO

ALI SUL MEDITERRANEO Per il terzo anno co... Read more

E' Deceduto

E' deceduto Mastru Totu Rondinelli   Read more

Un Brutto Clima

Il  16 febbraio si era tenuto un incontro su... Read more

8 Marzo

I piccoli paesi  sono diventati, ormai  borghi... Read more

DONNA

Per questo evento, abbiamo   voluto promuove... Read more

“ L’Economia circolare “

  “ L’Economia circolare “ Torna il primo d... Read more

Le Memorie Vive del Territorio mirate allo Sviluppo

  Le Memorie Vive del Territorio mirate allo ... Read more

Lo Spreco Alimentare

Lo Spreco Alimentare In qualche documentazio... Read more

Sindrome Metabolica e... dintorni" a ...Jacurso

Convegno su " Diabete , Obesità, Sindrome M... Read more

Il Lavoro rende Liberi - La memoria del 27

  La lezione dell’olocausto è una lezione di... Read more

Per non Dimenticare CentoDieci Anni

28 dicembre 1908 Reggio e Messina Read more

Per non Dimenticare CentoDieci Anni

28 dicembre 1908 Reggio e Messina

Erano le 5.21 del mattino quando un terremoto di una forza mai registrata portava devastazione e morte a Reggio e Messina . Furono le città più colpite e più distrutte con un numero raccapricciante di morti. 37 secondi in cui la terra tremò così forte da dovere aggiungere un’altra tacca alla scala Mercalli. Una magnitudo di 7.1 gradi della scala Richter e un’intensità pari all’undicesimo  grado della scala Mercalli. Che  aggiungerà un grado, l'11°, alla sua scala, impostandolo proprio sull'intensità di questo terremoto.

A Messina poche ore prima si era conclusa la messa in opera dell’Aida mentre Reggio , la prima città della Calabria , aveva celebrato in grande stile la nuova illuminazione pubblica. Tra le due città Messina pagò il prezzo più alto con ottantamila morti su centoquarantamila abitanti e con il 90% della devastazione edilizia mentre la Città di Reggio subiva quindicimila morti su quarantacinque mila abitanti e tanta distruzione.

 

Oggi lo chiamano Tsunami ma potrebbe chiamarsi col nome che lo videro e lo subirono gli scampati di Reggio che, cercando istintivamente riparo , si portarono in zona pianeggiante . E quale miglior posto , istintivamente , se non  la spiaggia ?

E proprio da lì arrivò ancora morte e devastazione perché il maremoto, con onde alte quasi dodici metri ingannò quanti pensavano di aver trovato una difesa da altre scosse.. Fu un'alba tragica . L’epicentro fu molto vasto e interessò anche il nostro comune che pur lontano. Subì danni materiali e qualche decesso.

Arrivarono per primi i soccorsi dei marinai  Russi e degli inglesi  a Reggio . Poi la solidarietà di tutta un’Italia che stentava a sentirsi ancora unita.

A Jacurso  e Martirano il Comitato Milanese ci fece sentire Italiani e , con l’esercito, il Sergente Fabre che , con  appena cinque soldati , portò solidarietà e aiuto ricevendo un alto riconoscimento del popolo e degli amministratori del tempo.

Oggi qualche maldestra attenzione padana spera nella volontà distruttiva dell’ETNA verso i siciliani e il popolo meridionale già distrutto dalla Mala Unità savoiarda. Basterebbe ricordare a costui il sacrificio di quanta gioventù meridionale si sacrificò in quelle undici battaglie dell’Isonzo. Verrebbe voglia di " rassicurarci "  sapendo  quanto   la geofisica e la vulcanologia avvisano che la terra , in queste zone ,  tremerà ancora  e, quando sarà, il rischio si manifesterà in modo violento. Sappiamo , anche , che l’intero Paese non è ancora pronto a convivere , come altri Stati, con il terremoto e sappiamo indolentemente di essere un popolo di fatalisti dove il danno e le sventure devono capitare , da Nord a Sud , sempre agli altri mentre già “ questi eventi  “ ci stanno da tempo  attaccando e lavorando sui fianchi indebolendoci sempre di più.

E’ risaputo, anche ,  che tanti fatti nefasti di cronaca riconducono alla scarsa attenzione sugli abusi e sulle speculazioni edilizie . Sulla mancanza di regole e , colpevolmente , sui mancati controlli del territorio , sulle viabilità di fuga , sulla organizzazione della protezione contro calamità e terremoti.

Sarebbero , da soli ,  migliaia i morti per l’eccessiva mancanza di regole e di controlli. Ci confortiamo , invece ,  pensando di restare   protetti da una  classe politica che italianamente resta fatalista  senza grandi piani e senza preoccuparsi di educare la società italiana persino sull’unità territoriale e la conoscenza di esso territorio. Intanto resistono, dopo centodieci anni, ancora le baracche in Sicilia e da noi , a Jacurso , nel 1950 fu necessaria l’interrogazione di un parlamentare , non calabrese , per fare smantellare  quelle ancora  esistenti sul Piano di Santa Maria e Piano dello Stretto , a seguito di un terremoto .

 

I terremoti , intanto, arrivano senza informare né il Sud né il Padano stupido del Nord  che invoca la violenza dell’Etna e  del Vesuvio...Con quale allegria ?

Siamo circondati da faglie e da Vulcani. Alcuni emersi, altri sommersi. Con loro conviviamo da sempre e vogliamo stiano buoni ..buoni per tutti.

 

franco casalinuovo jacursoonline   ass. cult  kalokrio

Banner

Banner
Ora Esatta
Immagine casuale
jacurso-4.jpg
Sondaggi
Quale sezione ritieni più Interessante